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Riscaldamento: come risparmiare denaro e rispettare l’ambiente

Riscaldamento, risparmia denaro e rispetta l’ambiente
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Inquinamento, piaga dei giorni nostri. Se le automobili fanno la loro parte, se l’industria contribuisce in maniera massiccia, in larga misura la responsabilità è in realtà da attribuire anche ai sistemi di riscaldamento e di produzione di acqua calda sanitaria degli edifici residenziali. Nei mesi invernali, così come d’estate: la funzione di condizionamento assorbe a sua volta una notevole quantità di energia. Ecco perché orientarsi verso soluzioni il più possibili efficienti e soprattutto ecologicamente sostenibili, che affranchino gli inquilini dagli impianti tradizionali e sfruttino al massimo delle loro potenzialità gli elementi della natura come l’aria, l’acqua e la terra. Il futuro, dicono gli esperti, è la cosiddetta pompa di calore. 

L’inquinamento è un’emergenza collettiva, per acquistare consapevolezza basta snocciolare qualche numero: nel nostro Paese si consumano circa 185 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio (Tep) all’anno, 10 litri al giorno procapite. Questo fabbisogno è coperto per circa l’85% da importazioni, per una spesa di 11,7 miliardi di euro all’anno che impatta forte sul bilancio commerciale. Di tutto il petrolio equivalente bruciato, 28 milioni di tonnellate - corrispondenti al 16% del totale - sono da attribuire proprio agli usi residenziali. 

Il riscaldamento rappresenta la voce di gran lunga più pesante sui consumi energetici delle famiglie (68%), e da solo rappresenta più della metà delle spese di gestione per la casa. Basti dire che si bruciano ogni anno circa 14 miliardi di metri cubi di gas, 4,2 miliardi di chilogrammi di gasolio, oltre a 2,4 milioni di tonnellate di combustibili solidi, in maggioranza legna e carbone. Così facendo, si riversano nell’aria ogni anno circa 380.000 tonnellate di sostanze inquinanti come ossidi di azoto e monossido di carbonio. Gli impianti a caldaia, infine, sono responsabili del 20% circa delle emissioni cittadine di pm10. Oltre alle sostanze inquinanti propriamente dette, con il riscaldamento si riversano nell’atmosfera anche tonnellate di anidride carbonica. 

Tra le soluzioni di efficienza energetica, le pompe di calore sono forse tra quelle ancora meno conosciute (anche se la loro diffusione è in aumento). Eppure, sono dispositivi che permettono di risparmiare dal 40% al 60% rispetto ai sistemi tradizionali. Come funzionano? La produzione di calore per il riscaldamento di un edificio, o per l'acqua calda per uso sanitario, avviene utilizzando energia presente nell'ambiente per il 75%, pescandone solo il restante 25% da fonti classiche. La tecnologia si basa su una fonte esterna di tipo ambientale (l'aria, l'acqua o il suolo) dalla quale ricavare calore attraverso un'unità pompa. La quale, tramite un'azione di compressione (se è azionata da motore elettrico o endotermico) o di assorbimento alimentare (se è alimentata a gas a fluidi caldi), riscalda (o refrigera, invertendo ciclo e direzione del flusso di calore) la temperatura interna e la distribuisce all'interno dell'edificio. 

La distribuzione del calore può essere di due tipi: a espansione diretta, col fluido che circola nell'edificio a scambiare direttamente calore con l'aria interna, oppure può funzionare con un sistema idronico, nel caso in cui il calore venga convogliato in acqua, utilizzata poi con rubinetti o altri terminali. Le pompe più comuni funzionano a energia elettrica, ne esistono principalmente quattro sottospecie: aria-aria, aria-acqua, acqua-aria e acqua-acqua, dove il primo termine sta per la fonte di approvvigionamento del calore e il secondo per la forma con cui viene distribuito all'interno dell'abitazione. Le due più comuni sono la pompa di calore aria-aria e aria-acqua. 

In generale, in ordine di prestazioni viene prima la pompa aria-acqua. Un dispositivo di questo genere assorbe infatti un 1 kW di energia elettrica e ne rilascia fino a 4 di energia termica, per un rendimento decisamente superiore rispetto a quello di una caldaia tradizionale. Vantaggio non da poco inoltre, una pompa di calore aria-acqua non solo assolve alla duplice funzione di climatizzazione dell’ambiente domestico e di distribuzione di acqua calda, ma anche racchiude in una sola unità il servizio di riscaldamento per le stagioni fredde e di refrigeramento per i mesi caldi. I prodotti migliori oggi in commercio funzionano ad esempio in un range di temperatura esterna che corre da -20° a +43°, erogando acqua calda fino a +55° e distribuendo acqua refrigerata fino a +7°. 

A testimonianza, infine, dell’efficacia che anche le istituzioni e la ricerca attribuiscono a questa moderna forma di risparmio energetico, non molti giorni fa Assoclima ed Enel hanno rinnovato un accordo di cooperazione finalizzato a sostenere l'efficienza energetica, la riduzione delle emissioni climalteranti, l'immissione sul mercato di prodotti di qualità sempre più elevata e l'acquisizione di una cultura impiantistica tecnologicamente avanzata e tesa alla maggiore diffusione delle pompe di calore a ciclo annuale per il settore residenziale.

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