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Fondazioni, sonni tranquilli se...

Casa, fondazioni sane in 4 mosse
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La casistica è ricca e ramificata: famiglie che spendono un capitale per “metter su casa”, si affidano a un’impresa certificata che progetta e realizza l’opera in piena regola, per poi – appena qualche anno dopo – registrare le prime crepe alle pareti e avvertire i primi spifferi penetrare da porte e finestre che non chiudono più come in principio. La responsabilità viene immediatamente attribuita al costruttore, reo di aver trascurato i principi di resistenza e qualità. Quando invece, molto spesso l’origine di un cedimento strutturale è da individuare in un fattore ben più bizzarro e potente come Madre Natura. Un “vicino” al quale, purtroppo, risulta vano chiedere spiegazioni. 

Eppure il concetto è abbastanza intuitivo: una volta che l’abitazione ha affondato le proprie “radici” nel terreno, essa prende vita e si comporta alla stregua di qualsiasi organismo vivente. Gli edifici come strutture estremamente dinamiche destinate a un ciclo di vita simile a quello umano: nascono, crescono e muoiono. Assorbono inoltre l’influenza dell’ambiente circostante, e affinché i propri valori di funzionalità, sicurezza e appeal commerciale si conservino nel tempo, richiedono cura e manutenzione periodica. Ebbene sì, i fenomeni naturali, gli eventi climatici intensi e le interferenze che l’uomo produce sul territorio minano le fondazioni di una casa anche quando i criteri tecnici di fabbricazione venissero rispettati alla lettera. 

Ecco perché una programmazione di controlli e interventi di manutenzione fatta a tempo debito risulta fondamentale qualunque sia la natura e l’età anagrafica dell”organismo edilizio” in questione. La tecnologia consente oggi di rimediare a cedimenti strutturali anche qualora i danni all’edificio siano visibili e provochino disagi agli inquilini. Tuttavia, l’osservanza di alcune semplici regole di buona gestione del costruito risparmierebbero al proprietario l’effetto sorpresa provocato dalla prematura comparsa di fessure murarie e pavimenti avvallati. Oltre all’antipatica necessità di metter mano nuovamente al portafogli. 

Di seguito, ecco elencate quattro tra le maggiori variabili che, se conosciute e impiegate nella giusta forma, marcano la differenza tra una esperienza scandita da continui e fastidiosi imprevisti e una serena vita domestica alla larga da eventi sgraditi. 

1. Corretta piantumazione di alberi d'alto fusto.

Specialmente in un contesto urbano, la piantumazione degli alberi necessita di una pianificazione compatibile con le strutture edificate. Occorre in particolare prestare attenzione agli alberi con radici molto estese nel terreno, che quindi possono avvicinarsi nel tempo alle fondazioni e interferire sia con il volume significativo, sia con la fondazione stessa. Alcune specie possono infatti insinuarsi nelle murature fino a sostenere l'edificio stesso. Sarebbe sempre buona prassi mantenere le piantumazioni a distanza adeguata, anche in previsione della naturale crescita degli alberi nel tempo. 

2. Gestione intelligente delle acque reflue.

Spesso, gli impianti di raccolta delle acque meteoriche o acque bianche soffrono di occlusioni da materiale accumulato nel tempo e non rimosso. Ciò costringe in sofferenza le tubazioni intere, con conseguente compromissione della loro tenuta proprio in prossimità dell'edificio. Inevitabile, a quel punto, la dispersione di materiale nel terreno. Talvolta, invece, i pluviali giungono direttamente a terra, scaricando in fondazione le acque piovane senza possibilità di controllo del deflusso ed eventuale pulizia del tratto. La prevenzione consiste nella pulizia periodica delle tubature con getti in pressione controllata, ma anche nella posa di una solida pavimentazione esterna di marciapiede appositamente inclinata per lasciar scivolare le acque reflue verso strutture drenanti poste più distanti dalle fondazioni.

3. Video ispezione.

Allo scopo di monitorare la tenuta dei giunti, il corretto deflusso e l’eventuale presenza di danni da usura nel tempo, è fondamentale registrare periodicamente il buono stato delle condutture ricorrendo alla video ispezione, tecnica che si avvale di strumenti all’avanguardia e che permette di diagnosticare problematiche altrimenti irraggiungibili ad occhio nudo. Video-ispezionando una tubazione possono ad esempio emergere intasamenti i quali, specie al sopraggiungere del gelo invernale, potrebbero compromettere le giunture di connessione.

4. Controllo dei consumi.

Talvolta, il controllo periodico dei contatori di erogazione delle acque potabili risulta un semplice ma utile indicatore per verificare in anticipo consumi anomali nel tempo, spia di problematiche alla rete idrica e anticamera di possibili conseguenze negative anche sulle fondazioni. 

Come si evince, cura, buon senso e attenzione per il proprio patrimonio sono molto spesso le ricette vincenti, per quanto semplici, per prevenire danni talvolta irrimediabili. Dopo la sua realizzazione, ogni edificio merita quindi un piano di controlli e manutenzioni che in chiave di funzionalità, sicurezza e valore economico risulta non meno fondamentale del progetto originale.

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