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5 buone ragioni per sostituire i pneumatici in inverno

5 buone ragioni per sostituire i pneumatici in inverno
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Cara automobile, quanto mi costi. Le spese di gestione e manutenzione - chi ne possiede una lo sa - sono puntuale e sgradita ricorrenza. Ma non su ogni dettaglio è sempre saggio risparmiare. Tirare la cinghia su autoradio o cerchi in lega, ci sta. Mostrare il “braccino corto” al momento di sostituire i pneumatici, al contrario, dimostra scarsa lungimiranza. Difficile, infatti, che una superiore qualità del suono o il luccichio di razze in lega d’alluminio salvino una vita. Un set di invernali, invece, può. E l’appello non si circoscrive a chi vive in Alto Adige o a chi si reca settimanalmente col proprio Suv in direzione delle più scic località sciistiche.

Già, perché le differenze che separano prodotti stagionali e gomme “estive”, in realtà, si fanno apprezzare in qualunque situazione la temperatura dell’aria scenda al di sotto dei 7°. L’assenza cronica di ghiaccio o neve (in ogni caso, le condizioni più adatte per apprezzarne le qualità) non costituisce insomma una scusa valida per fare orecchie da mercante. E i benefici nella guida di ogni giorno ripagano abbondantemente la lacrimuccia al momento di mettere mano al portafogli. D’altra parte, perché privare la nostra auto di “scarpe” adatte alla stagione, proprio quando noi amiamo spianare l’ultimo modello? Di seguito, cinque buoni motivi per “vestire” le ruote della propria auto di un completo della collezione autunno/inverno. 

1. Dura lex sed lex 

È la legge, bellezza. Da domenica 15 novembre fino al 15 aprile 2016, gli enti proprietari o gestori delle strade di tutta Italia - come previsto da direttiva del Ministero dei Trasporti - potranno emanare ordinanze che vincolino la circolazione a condizione che il veicolo monti pneumatici invernali, oppure carichi a bordo dispositivi antisdrucciolevoli (alias, catene da neve). “Furbetti”, attenzione: a chi trasgredisce, la Polizia ha già confezionato l’amara sorpresa di una sanzione che spazia dai 419 ai 1.682 euro. Meglio farsi trovare in regola, quindi. 

2. La sicurezza non è un optional 

Per funzionare anche con un meteo da brividi, gli “arti” di un’automobile chiedono aderenza e resistenza termica. Le gomme invernali assicurano il “grip” necessario in presenza di neve, ghiaccio o anche soltanto acqua o asfalto sdrucciolevole, inoltre incrementano le prestazioni al calare della temperatura esterna. Mentre a risolvere le funzioni di motricità e contatto col suolo pensano i “tasselli” ricavati intagliando il battistrada secondo uno schema preciso, così da favorire il drenaggio di acqua e detriti e l’attrito con superfici nevose, allo stesso tempo, per affrancare il pneumatico dalle oscillazioni del termometro la mescola viene amalgamata a componenti speciali. 

3. Niente “conti della serva” 

Vincere la pigrizia, ancor più che la paura di una spesa inutile. Perché in media, come dimostrano semplici calcoli matematici, in tre anni l’acquisto di un treno di invernali viene ammortizzato anche dal punto di vista economico. Invertendo sistematicamente gomme standard e pneumatici stagionali è inoltre un’operazione che raddoppia la durata cronologica di ciascuno dei due prodotti. Quando a riposo, per non comprometterne le prestazioni è sufficiente conservarli al riparo dagli agenti atmosferici in un locale fresco e asciutto, comunque non esposto alla luce e dal sole. Generalmente, meccanici e gommisti hanno la possibilità di stoccare i pneumatici nei propri magazzini, per un costo del tutto sostenibile.

4. Sciogliere il “prigioniero” dalle catene 

Detto che le catene da neve hanno mosso passi da gigante, l’errore più comune resta quello di misurarne le prestazioni soltanto in rapporto agli pneumatici invernali. Due filosofie complementari, non avversarie. Le “invernali” si chiamano così perché danno il meglio durante tutto l'inverno, indifferentemente se il fondo stradale è bagnato, ghiacciato, innevato o asciutto. Dal canto loro, le catene corrono in aiuto solo quando si rende necessario attraversare uno strato di ghiaccio o neve particolarmente spesso, risultando fondamentali di fronte a pendenze superiori al 10%. L’unico caso, cioè, in cui gli pneumatici invernali potrebbero in effetti non garantire la sufficiente trazione. 

5. L’integrale è nulla senza invernali 

Test pratici dimostrano come nemmeno un Suv che adotti le quattro ruote motrici, se equipaggiato con pneumatici estivi, sia in grado di far fronte a una salita lastricata di neve o ghiaccio. Su superfici a scarsa aderenza, un 4x4 avrà sempre un vantaggio competitivo. Nemmeno l’elettronica e lo schema meccanico più evoluto, tuttavia, potranno mai aggirare le leggi della fisica. Al tempo stesso l’adozione di gomme invernali, su autovetture così come su veicoli commerciali, si dimostra di insospettabile aiuto sia in termini di direzionalità che in fase di frenata: gli spazi di arresto si riducono del 15% sul bagnato, addirittura fino al 50% su superficie innevata.

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