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5 motivi per comprarsi un estrattore a Natale

5 motivi per comprarsi un estrattore a Natale
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"Succo d’arancia, please. Estratto, non centrifugato”. Se a James Bond i medici diagnosticassero un’intolleranza all’etanolo, anziché il classico Vodka Martini probabilmente, al bancone, 007 ordinerebbe un analcolico alla frutta.

Benché più costosi rispetto alle centrifughe tradizionali, gli estrattori di frutta e verdura hanno ormai definitivamente oltrepassato i confini della madrepatria America, per entrare a far parte dell”arsenale” da cucina anche di numerose famiglie italiane. I vantaggi a lungo termine, dopotutto, sono numerosi e dimostrati anche dalla scienza. 

Dieta, digestione, igiene, risparmio energetico, persino design. Le ragioni che hanno convinto casalinghe e baristi ad abbandonare gradualmente le vecchie abitudini, e sposare una volta per tutte la filosofia dell’estrazione, sono molteplici e di diversa natura. E se le statistiche confermano come l’estrattore, detto anche “slow juicer” dalle sue proprietà di rotazione lenta (da 40 a 110 giri/minuto), sia ormai l’elettrodomestico in assoluto più battuto dalle casse dei centri commerciali, in buona misura è dovuto anche al fatto che l’offerta si è gradualmente ampliata. 

Ma in che cosa consiste il fenomeno commerciale dei succhi “fai da te”? Un estrattore a freddo non è altro che uno strumento composto da una fresa che ruota a velocità ridotta, e letteralmente “stritola” frutta e verdura. Una volta maciullato, il prodotto passa poi attraverso un setaccio lasciando una polpa totalmente secca, incolore e insapore. Più sofisticati ancora, gli estrattori a doppio ingranaggio adottano due frese in acciaio inox che ruotano in senso opposto. Rispetto a una centrifuga vecchia maniera, il processo a doppio ingranaggio registra un rendimento superiore anche del 30%. E i vantaggi non finiscono qui. Vediamo i principali. 

1. Salute 

Le fibre contenute nella frutta e nella verdura “intera” rallentano il metabolismo. I processi di digestione consumano molte energie, e richiedono anche 3-5 ore per dirsi completati. Separando gli elementi minerali e l’acqua distillata dalle fibre, il succo entra invece “in circolo” nel proprio corpo in soli 10-15 minuti, quindi con minori problemi di assorbimento. In generale, inoltre, i succhi preparati a freddo sono oggi il miglior alleato per combattere un’alimentazione troppo ricca di cibi grassi e troppo povera di vitamine.

2. Sprechi

Con l’estrattore, rispetto alle centrifughe gli scarti dell’ortofrutta utilizzata sono ridotti. Alcune fonti parlano di una contrazione degli sprechi addirittura del 50%. Indubbiamente, essendo il prodotto finale più corposo, il materiale scartato è comunque di entità nettamente inferiore, mentre a guadagnarci è la qualità stessa del succo estratto.

3. Gusto

Dei succhi industriali, difficilmente si può risalire all’origine e alla qualità della frutta e verdura utilizzata. Senza dimenticare la quota di zuccheri e conservanti aggiunti. Se preparati con prodotti biologici, i succhi a freddo risultano non solo più sani per il nostro organismo (maggior apporto di vitamine e altri elementi), ma anche più gustosi e originali (sapori dolci mixati a tinte aspre) grazie alla miriade di combinazioni rese possibili dall’estrattore.

4. Alimentazione infantile

L’estrattore può risultare l’unico alleato nel tentativo di inserire frutta e verdura cruda nella dieta dei bimbi. Sotto i tre anni di età, la masticazione non è infatti ancora ottimale, mentre crescendo il soggetto potrebbe comunque non amare il gusto dell’ortofrutta, privandosi però di vitamine e nutrienti essenziali per la crescita. L’esempio classico è quello della carota: somministrarne una cruda ai più piccini è impresa ardua, anche se tagliata a listelline sottili. Agli occhi del pargolo, un estratto di carota si presenta al contrario come piacevole e dissetante bibita.

5. Praticità d’uso

Le centrifughe sono spesso progettate con componenti di grandi dimensioni che al momento del lavaggio presentano qualche scomodità. Gli spremitori a freddo si compongono invece di un numero di parti meccaniche inferiore e non chiedono particolare perizia per essere puliti a fondo. Anche il funzionamento è in generale più silenzioso, a tutto vantaggio dell’inquinamento acustico del quale è normalmente afflitta la cucina. Infine, il principio alla base degli estrattori permette loro di lavorare in modo continuativo anche per 15 minuti, persino 30 minuti in caso di prodotti di fascia alta.

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