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Quattro regole per tenere sotto controllo il colesterolo “cattivo”

Dieta mediterranea, attività fisica costante, controllo del peso e non fumare sono le armi per contrastare l’ipercolesterolemia. Analisi del sangue accurate possono favorire la prevenzione delle malattie cardiovascolari connesse con l’eccesso di colesterolo

Quattro regole per tenere sotto controllo il colesterolo “cattivo”
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Da 10 anni aumenta costantemente l’ipercolesterolemia (cioè un colesterolo oltre i 240 mg/dl) negli italiani: ne soffre il 38% della popolazione rispetto al 24% di 15 anni fa. Causa di questo innalzamento del fattore di rischio per l’insorgenza di malattie cardiovascolari (come infarto cardiaco e ictus cerebrale) è la scarsa attenzione a seguire un corretto stile di vita, che comprenda una sana alimentazione e una costante attività fisica, seppur moderata. Questo per la popolazione adulta, ma non dimentichiamo che l’aumento del colesterolo può verificarsi anche nei bambini, soprattutto per motivi genetici (ipercolesterolemia familiare).

Colesterolo

Il colesterolo è una sostanza grassa presente nel sangue, necessaria al corretto funzionamento dell’organismo: è coinvolto in processi quali la digestione (con la formazione della bile) ed è un costituente delle membrane delle cellule (soprattutto quelle del sistema nervoso); partecipa inoltre alla produzione di vitamina D (utile alle ossa) e alla sintesi di ormoni come il testosterone e gli estrogeni. È prodotto dal fegato ma può essere introdotto anche con la dieta.

Esistono due tipi di colesterolo: quello cosiddetto “cattivo” (LDL), che si deposita nelle pareti delle arterie e aumenta il rischio di malattie cardiovascolari e arteriosclerosi, e quello “buono” (HDL), che rimuove il “cattivo” dai tessuti per trasportarlo nuovamente al fegato, che provvede ad eliminarlo.

Se presente in quantità eccessiva il colesterolo “cattivo” tende a depositarsi sulle pareti delle arterie, provocandone ispessimento e indurimento (aterosclerosi). Col tempo possono formarsi delle vere e proprie placche che limitano progressivamente il flusso sanguigno, fino a bloccarlo. Le conseguenze sono gravi: in condizioni di ridotto apporto di ossigeno si possono sviluppare patologie come l’angina pectoris, oppure le placche possono staccarsi e formare un trombo, che può arrivare ad ostruire un vaso, provocando infarto del miocardio o ictus cerebrale.

Ipercolesterolemia

Si ha ipercolesterolemia quando il colesterolo totale (LDL più HDL) supera i 200 mg/dl. Per quanto riguarda i due tipi di colesterolo questi sono i valori limite:

•   colesterolo LDL: fino a 100 mg/dl

•   colesterolo HDL: non inferiore a 50 mg/dl.

Poiché alti livelli di colesterolo non producono sempre sintomi evidenti, molte persone non sanno di soffrire di ipercolesterolemia. Per questo è importante prevenirne gli effetti tenendolo sotto controllo con un semplice esame del sangue.

Analisi del sangue

Dalle valutazione di accurate analisi di laboratorio è inoltre possibile stimare il rischio cardiovascolare anche attraverso il rapporto tra i valori di colesterolo totale e quelli dell'HDL, che deve essere:

•   inferiore a 5 nell'uomo

•   inferiore a 4,5 nella donna

Infine, quando il colesterolo è alto, è bene indagare anche un altro tipo di grassi: i trigliceridi. I loro elevati livelli nel sangue aumentano il rischio di malattie coronariche e di aterosclerosi e, quasi sempre, si associano ad un colesterolo HDL basso e ad altri fattori di rischio, come la tendenza al sovrappeso, al diabete e all’ipertensione.

Insomma è fondamentale capire quanti grassi circolano nel sangue e di che tipo, attraverso la valutazione del “profilo lipidico” della persona.

Ridurre il colesterolo “cattivo”

E quando il colesterolo “cattivo” è elevato? Per ridurlo sono state individuate dalla comunità scientifica quattro regole fondamentali, che in alcuni casi da sole possono costituire una valida terapia:

-     seguire una dieta mediterranea, consumare pochi grassi e ridurre il consumo di alcol

-     mantenere sotto controllo il peso corporeo

-     praticare attività fisica in modo regolare

-     non fumare

Per quanto riguarda l’alimentazione, il consiglio è di ridurre il consumo di grassi (soprattutto quelli saturi, di origine animale) e assumere il meno possibile bevande alcoliche. Da privilegiare invece il consumo di verdure, cereali e legumi, considerati veri “amici del cuore”. Ogni giorno si dovrebbero assumere almeno 2 porzioni di verdure e 2 di frutta; mentre i legumi dovrebbero essere consumati da 2 a 4 volte a settimana. Attenzione anche ai condimenti, perché quelli di origine animale (burro, lardo e strutto) possono aumentare il colesterolo, mentre quelli di origine vegetale (olio extravergine di oliva o di semi come soia, girasole, mais e arachidi) possono diminuirlo. Attenzione anche ai cibi che contengono molti grassi, come insaccati, formaggi e uova. Per il latte privilegiare quello scremato o parzialmente scremato. Bene il pesce 2 o 3 volte a settimana ma limitare molluschi e crostacei ed evitare le fritture. Per la carne rossa e bianca evitare i tagli grassi. Un’ultima nota anche sui metodi di cottura, con il consiglio di privilegiare la bollitura e la grigliatura alla frittura e cottura in padella. Infine attenzione al caffè: non superare le 3 tazzine al giorno.

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