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Parma promosso, tripudio crociato

Parma promosso
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Un Tardini d'altri tempi, quello visto ieri nel giorno della promozione. Tempi neppure così lontani. Ad esempio, quasi due anni fa, all'ultima di campionato vivemmo una festa del genere. Era il 18 maggio, in notturna, e con una doppietta di Amauri il Parma batté il Livorno e grazie all'errore del granata Cerci dal dischetto a Firenze, conquistò un posto in Europa League. Alla fine esplose la gioia, proprio come al triplice fischio di ieri. Ma in quel giorno che, a ben guardare, segnò l'inizio di una lunga e tribolata fine, c'era meno gente di ieri allo stadio. Dodicimila spettatori, contro i quindicimila, (compresi gli ingressi omaggio per i ragazzi) di ieri. Là c'era una squadra che aveva scalato la serie A fino al sesto posto, qui un gruppo assemblato in agosto per giocare tra i Dilettanti. La catarsi seguita all'ennesimo, rovinoso crac è stata vissuta e interpretata dalla piazza come meglio non si poteva e l'atmosfera di ieri al Tardini è stata la sintesi perfetta di un percorso «purificatore». Dalla Juventus, a cui si contendevano scudetti e Coppe, e che aveva lasciato le penne al Tardini anche un anno fa sia pur contro una squadra di «falliti», si è passati alla Fortis Juventus di Borgo San Lorenzo. Dall'Olimpico a Budrio, dal Meazza ad Arzignano, dal San Paolo a Valdagno. Nel mezzo, le scelte, tecniche e societarie, alla base della rinascita. Marco Ferrari ci ha messo passione, idee e denari, attorno a lui si è coagulata una compagine strutturata in modo nuovo e basata non solo sulla capacità di spendere, ma soprattutto sulla passione per i colori. Così si spiegano le scelte di Scala, Minotti e Apolloni.

I prezzi popolari, sarebbe sciocco nasconderlo, hanno aiutato a far lievitare i numeri del tifo. Ma i parmigiani ci hanno messo del loro nel ritrovare il gusto della gita fuori porta a sfondo calcistico, in cui prima si cercavano notizie dei ristoranti del luogo, poi, magari, dei giocatori avversari del Parma. Sul campo ci siamo fatti piacere le gesta dei vari Longobardi e Giorgino, aiutandoci con riferimenti storici, da Barbuti a Zoratto, tanto per tenere stretti i fili della storia del club, annodare questi ad altri a cui abbiamo appeso emozioni indimenticabili. Perché anche la felicità del tifoso, come quella «tout court», cos'altro è se non una raccolta di emozioni da brivido? Il Parma in tanti anni ne ha regalate tante a tanti, e ieri il nuovo Parma ci ha aggiunto le sue, che vanno in bacheca con pari dignità. Ed è una bacheca in cui c'è ancora spazio. Speriamo di colmarlo presto.

Oggi inserto speciale di 8 pagine sulla Gazzetta di Parma

PARMA PROMOSSO!: guarda il nostro speciale

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