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Così rinasce il perduto monumento a Verdi

Così rinasce il perduto monumento a Verdi
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Far rivivere il Monumento che non c’è.

È l’obiettivo di #22.2.22, lo spettacolare video mapping che, allo scoccare delle 22.30 del 30 settembre, tra le maestose pareti del Palazzo della Pilotta, rievocherà il grandioso Monumento a Giuseppe Verdi distrutto nel dopoguerra. Uno spettacolo capace di unire musica, arti visive e immagini storiche, offerto alla Città per celebrare l’apertura del Festival Verdi 2016. 

#22.2.22 sarà una festa, l’occasione per riscoprire un tassello della storia di Parma, per brindare, ballare, meravigliarsi sotto un cielo di stelle.
Un progetto che già oggi ciascuno può sostenere donando il proprio contributo su www.teatroregioparma.it e aderendo così alla prima campagna di crowdfunding promossa dal Teatro Regio di Parma. Grazie ad Art bonus, il decreto promosso dal Ministero per i beni e le attività culturali e da Arcus, ogni donazione potrà godere di un credito di imposta pari al 65% dell’importo donato; basterà compilare l’apposito modulo su teatroregioparma.it e inviarlo ad artbonus@teatroregioparma.it 

L’idea di #22.2.22 è stata ispirata a Giovanni Sparano dalla storia del Monumento narrata in “Due storie che sembrano una”, articolo di Angelo Balocchi pubblicato nel 2009  dal Corriere di Parma. Una ricostruzione nella quale l’autore fa risalire l’inaugurazione del Monumento al 22 febbraio 1922, riflettendo sulla fatale coincidenza del suo bombardamento a 22 anni dall’inaugurazione. In realtà, il monumento inaugurò il 22 febbraio 1920, come risulta dalle cronache della Gazzetta di Parma.

Voluto dal sindaco Giovanni Mariotti nel 1912, alla vigilia del primo centenario della nascita del Maestro, la sua realizzazione fu posticipata al 1919 per l’avvento della prima guerra mondiale. L’opera fu affidata all’architetto parmigiano Lamberto Cusani e allo scultore palermitano Ettore Ximenes che pensarono a un impianto titanico: un grande arco di trionfo, sormontato da leoni trainanti un carro mitologico, affiancato da alti portici a emiciclo, sormontati da terrazze con 28 statue rappresentanti le opere del Maestro.

Ma la storia spesso non si cura delle opere degli uomini e il 13 maggio 1944, alle ore 14,30, un raid aereo degli alleati distrusse in gran parte il Monumento. I danni erano gravi ma non irreparabili, eppure, nell’aprile del 1945, il sindaco pro tempore Bocchi scelse comunque, non senza polemiche, di distruggere l’opera e di scaricarne impietosamente i resti nel greto del torrente Parma, salvandone solo l’altare.

Il 30 settembre, a rievocare storicamente ed emotivamente genesi e distruzione del Monumento, saranno le video installazioni realizzate dallo staff di visual designer di Karmachina, sulle note di Aida, La traviata, Otello, Nabucco, Rigoletto e delle altre celebri opere del Maestro, rielaborate elettronicamente.

Aspettando quel momento, da oggi e per i prossimi mesi cinque videoclip ci accompagneranno nel percorso di rinascita dell’opera, raccontandoci i diversi aspetti del progetto speciale del Teatro Regio di Parma, prodotto da Barezzi Festival.

Guarda il video:

 

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