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Agli italiani piace parlare di cibo

Oggi, in piazza Garibaldi, Lectio magistralis di Vittorio Sgarbi: un viaggio tra dipinti e celebri opere per riscoprire colori e sapori



Agli italiani piace parlare di cibo

E'innegabile: agli italiani piace parlare di cibo. Al Gola Gola Festival i foodies di tutta Italia trovano, è il caso di dirlo, pane per i loro denti: l’appuntamento, per tutti, è nell’area «Talk show», che nei luoghi più affascinanti di Parma propone confronti e conversazioni su cucina e dintorni.
Storie, appuntamenti, culture diverse, idee ed esperienze per parlare del cibo nel tempo in cui viviamo ma anche un’opportunità per incontrarsi intraprendendo un percorso di scoperta e arricchimento della propria conoscenza alimentare. Il palco degli incontri, nella centralissima piazza Garibaldi, ospita l’attesa Lectio magistralis di Vittorio Sgarbi, in programma oggi, alle 18.30, dal titolo «Il cibo nella storia dell’arte», un viaggio tra dipinti e celebri opere per riscoprire immagini, colori, sapori e ritrovare il gusto di conoscere.
Per scoprire invece racconti di famiglia, profumi, pezzi di vita e di storia, domani, alle 18.30, Laura Piazzi, giornalista di Radio Due, incontra Simonetta Agnello Hornby e Raffaella Romagnolo in «Voci femminili a confronto: le scrittrici e il loro racconto del cibo».
«Tra abbondanza e penuria: la lotta allo spreco per una nuova convivenza solidale» è invece la lectio di Andrea Segrè, in programma domenica, alle 11, in piazza Garibaldi. Il professore ordinario di Politica agraria internazionale e comparata dell’Università di Bologna si pone un interessante quesito: il cibo ci nutre o ci consuma? Noi consumiamo e quindi distruggiamo: il cibo che mangiamo è strettamente legato alla nostra salute e a quella del nostro pianeta, alle nostre tradizioni e relazioni ovvero al nostro essere e al nostro sapere. Da non perdere. Non dimentichiamoci che il cibo è anche spettacolo e divertimento: domani, alle 17 Nicola «Tinto» Prudente (conduttore di «Frigo» e «Decanter») intervista Mara Maionchi sul tema «Dimmi cosa c’è nel tuo frigo e ti dirò chi sei», curiosando nella borsa della spesa della simpatica (e popolarissima) produttrice discografica.

In via D’Azeglio i portici dell’Ospedale Vecchio ospitano il «Salotto del Festival», un luogo di conversazione e di riflessione più intimo e raccolto rispetto al «Palco degli incontri», per dare spazio a temi come la storia dell’alimentazione o del costume alimentare.
Segnaliamo, ad esempio, «I cibi del quartiere: un viaggio tra i sapori dell’Oltretorrente», in programma oggi, alle 19.30, una passeggiata virtuale tra piatti, ricordi e sapori delle trattorie storiche di Parma.
E sono dedicati alle donne del food due incontri in programma domani: «Cucina di genere: la declinazione difficile» (alle 17.45) presenta uno squarcio sul mondo delle cuoche, ancora ostico per molte professioniste, tra problemi, diffidenza, fatiche e poca visibilità, a conferma che l’Italia non è un Paese per donne, con la testimonianza della chef Giovanna Guidetti del ristorante «La Fefa» di Finale Emilia. «Imprenditrici del food: storie di vita, di lavoro e di impresa» (alle 19) evidenzia invece come sia difficile, per le donne, fare impresa, nel nostro Paese: per questo meritano di essere ascoltate le testimonianze di coloro che ci sono riuscite e hanno incontrato il (meritato) successo.
Per chiudere in dolcezza, cosa c’è di meglio delle paste della domenica? «Lungo le strade del dolce: tracce di storia della pasticceria parmigiana» è il tema della golosa conversazione in programma il 4 giugno alle 12, tra bigné, cannoncini e inebrianti profumi…r.c.