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Scala: «Tranquilli, il Parma arriverà dove deve arrivare»

Pensava solo a lavorare la terra, ma poi ha accettato di dirigere il nuovo Parma: «E questo ruolo mi appassiona tanto»



Scala: «Tranquilli, il Parma arriverà dove deve arrivare»

Dopo aver fatto il calciatore e l'allenatore ai massimi livelli, Nevio Scala si era ritirato nella sua azienda agricola nella campagna veneta a lavorare la terra. L'anno scorso però si è lasciato convincere a fare il presidente del nuovo Parma. Il legame con la città in cui aveva toccato il cielo da tecnico non si era mai sciolto e ora Scala vive con grande entusiasmo la nuova missione.
«Credevo che il mio ruolo mi coinvolgesse meno. Pensavo di svolgere un ruolo di rappresentanza, e invece mi sento responsabile dello staff che ho scelto io in piena autonomia, da Apolloni a Minotti, da Galassi a Pizzi. Vivo con grande trasporto le vicende della squadra e di una società che sta diventando grande».
Il momento più difficile nell'ancor breve vita del Parma Calcio 1913 è durato sette minuti: dal 9' al 16' del secondo tempo della gara di Pordenone, dal 2-0 di Arma al pareggio, seguito da altre due reti, di Nocciolini. Ed era stato l'apice di una settimana travagliata dopo il ko in casa con il Venezia.
«Quella sconfitta è stato uno schiaffo assai doloroso per tutti noi, città compresa. E' stata causata da alcuni nostri errori, che abbiamo analizzato con calma nonostante attorno a noi molta gente abbia detto e scritto cattiverie eccessive sul nostro conto. Tra l'altro perdere con il Venezia potrebbe anche aver avuto un effetto positivo sul resto della nostra stagione. Venerdì sera sono andato a Pordenone a cenare con la squadra e avevo intenzione di fare un breve discorso. Poi ho deciso di non farlo. Gigi e Lorenzo mi avevano assicurato che il gruppo aveva lavorato bene e mostrava lo spirito giusto. Così le mie parole ho dette martedì alla ripresa degli allenamenti. ''Ero venuto lassù per dirvi – ho spiegato ai ragazzi- che qualunque fosse stato l'esito della gara di Pordenone la società ha grande stima un voi e vi sosterrà sempre. E questo vale per tutta la stagione. Vi prego di non farvi inquinare la testa dalle porcherie che si sentono in giro. Volteggiano dei gufi, ma continuate a lavorare così''. Come responsabile della parte tecnica ho parlato anche con i soci, alcuni dei quali si erano fatti delle domande dopo il Venezia, e ho assicurato che il Parma arriverà dove deve».
Qual è lo stile dello Scala-presidente?
«A me i soci di questo club non chiedono mai la formazione e io non la chiedo ad Apolloni. Mi davano molto fastidio i presidenti che si intromettevano nelle questioni tecniche. Ma Tanzi o Ceresini, tanto per dire, non lo hanno mai fatto. Con il mio gruppo valutiamo le cose già in settimana e c'è un rapporto così vero e schietto tra di noi che tutto viene naturale. Questi sono stati miei giocatori, i risultati di oggi non sono di uno o dell'altro ma di tutti. C'è un'atmosfera bellissima e sarà questa la chiave dei nostri successi».

Che sensazioni le sta dando questa Lega Pro?
«Cinque gare sono poche per parlare delle forze altrui. Vedo che la mia squadra sta crescendo molto. Abbiamo sbagliato solo la prima gara a Modena, con una prestazione che ci ha inquietato. Però sapevamo di aver impostato una preparazione fisica per durare nel tempo, sarebbe sbagliato essere al top in settembre. Abbiamo avuto critiche per questo, ma già a Pordenone la squadra ha mostrato grandi progressi. Abbiate fiducia, vedrete che il lavoro pagherà».
La gente di Parma in effetti ha grande fiducia in lei.
«Addirittura c'è chi mi ferma per strada e dice di essersi abbonato perché sono tornato al Parma. Sono gratificazioni che fanno piacere ma mi scivolano addosso come certe critiche. Vi assicuro che sono, e siamo tutti qui per provare a vincere il campionato. E credo proprio che ce la faremo».