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Un'annata piena di insidie

Il Parma vuole arrivare primo e cerca l'alchimia vincente tra talento, esperienza, forza fisica e «fame» agonistica



Un'annata piena di insidie

Qualcuno lo sapeva, altri lo immaginavano: la Lega Pro è altra cosa rispetto alla serie D. La società crociata ne era consapevole al punto di aver rinnovato largamente la rosa pescando quasi tutti i nuovi acquisti addirittura in serie B. Apolloni si ritrova per le mani dunque un gruppo di assoluto valore, che ovviamente ha bisogno di tempo per amalgamarsi e far capire con quale assetto tattico si esaltano di più le doti dei singoli.
C'è di bello che i terreni di gioco assomigliano di più a quelli veri che il Parma frequentava fino a due anni fa, e che si gioca in stadi, magari non faraonici ma stadi e non campetti di periferia come abbiamo incontrato a volte in D. Questo però significa che le avversarie hanno spesso alle spalle società strutturate e città di livello pari a Parma: si pensi a Padova, Modena, Reggio, Mantova, Ancona, Forlì. Magari manca la tradizione vincente dei nostri ultimi 25 anni, ma bisogna ammettere che quella fu anche frutto di circostanze particolari.
QUEL CHE SERVE
Il Parma si è affidato a giocatori esperti e che hanno dimostrato di saper vincere. E sicuramente questo è un ingrediente fondamentale: va poi unito, per una giusta alchimia, alla verve fisica e alla «fame» agonistica. Miscelare questi fattori nelle giuste dosi è la chiave per il successo in un torneo come questa Lega Pro in cui il girone B è forse il più competitivo. L'aspetto tattico ovviamente ha la sua importanza e noi da tempo ci siamo pronunciati per un sistema che prevede due soli difensori centrali. Ma al di là di queste scelte inciderà molto il modo in cui staff e squadra sapranno elaborare e fare loro le pressioni che arrivano da una piazza, e anche, sia pur in modo discreto, da una società che vogliono al più presto risalire in superficie nel calcio.

GLI EX STRAJE'
Tra le curiosità di questo campionato c'è anche la presenza, tra le file avversarie, di tanti volti noti, gente che ha già indossato la casacca crociata. Filippo Inzaghi guida il Venezia e purtroppo ha già espugnato il Tardini. Federico Giunti, play maker all'epoca di Ancelotti allenatore, è l'allenatore della Maceratese. Venendo al campo, c'è una folta schiera di ex crociati, spesso transitati solo dal settore giovanile, sparsa qua e là. Segnaliamo tra gli altri Stefani e Broh nel Pordenone appena battuto a domicilio, Simone Basso nel Modena, Ruffini nel Feralpisalò, Perna nella Maceratese, Cocuzza nel Fano, Ferrario nella Sambenedettese, Gallinetta e Adorni del Santarcangelo, Mandorlini nel Padova.
OCCHIO AI BOMBER
Sicuramente una coppia come Calaiò ed Evacuo in questo girone non ce l'ha nessuno. Se poi Nocciolini si mette a segnare a raffica... Altri club comunque hanno allargato i cordoni della borsa per accaparrarsi elementi affidabili in attacco.
E allora bisognerà fare attenzione a Grandolfo e Rantier del Bassano, Sansovini del Teramo, Ferrari e Moreo del Venezia, Gerardi del Feralpisalò, Marchi della Reggiana, Alfageme e Neto Pereira nel Padova. Senza dimenticare Berrettoni e soprattutto Arma, che ci ha già graffiato, del Pordenone. Insomma, in tanti non nascondono le loro ambizioni, ed è anche questo a rendere difficile e al tempo stesso affascinante questo torneo. Che il Parma però vuole vincere perché è affascinante anche la serie B.