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USA 2016

Trump trionfa: è il 45° presidente. Hillary Clinton: "Sconfitta dolorosa"

Senato ai Repubblicani - Il presidente Obama: "Ora dobbiamo fare il tifo per il successo di Trump, per unire e guidare il Paese" - Ue inquieta ma tende la mano, la Russia esulta - Mercati a picco, poi la ripresa: solo Milano chiude in negativo



Trump trionfa la Clinton gli telefona e gli concede la vittoria

Donald Trump è il 45° presidente degli Stati Uniti. Smentiti i sondaggi che davano vincente Hillary Clinton, per i democratici è una sonora batosta, anche perché il Congresso resta saldamente in mani repubblicane. Hillary Clinton ha telefonato a Trump riconoscendogli la vittoria. 


HILLARY CLINTON: "SCONFITTA DOLOROSA, SONO DELUSA. LAVORIAMO CON TRUMP PER IL BENE DEL PAESE". Hillary Clinton ha ancora rotto il silenzio diverse ore dopo l’annuncio del successo del suo sfidante, Donald Trump, nella corsa alla Casa Bianca. «Mi sono congratulata con Donald Trump e impegnata a lavorare con lui per il bene del Paese», sono le prime parole di una Clinton visibilmente emozionata. «E' una sconfitta dolorosa, e lo sarà per molto tempo. Sono delusa e mi dispiace non aver vinto queste elezioni». Dobbiamo accettare il risultato» della vittoria di Donald Trump che ora «è il nostro presidente», ha aggiunto la candidata sconfitta, che ha ricevuto un forte applauso quando ha dichiarato: «Il nostro Paese ha un enorme debito di gratitudine verso Barack e Michelle Obama». 
Nel frattempo si è appreso che la Clinton ha vinto in Minnesota, che rappresenta 10 Grandi elettori. Restano ancora incerti i risultati in altri due Stati, il Michigan e il New Hamsphire. Il dato tuttavia non cambia la vittoria di Donald Trump alle presidenziali americane ben oltre la soglia dei 270 Grandi elettori necessari.

BARACK OBAMA: "ABBIAMO IDEE DIVERSE MA DOBBIAMO UNIRE IL PAESE". Il presidente uscente Barack Obama ha detto di aver parlato con Donald Trump alle 3,30 del mattino per congratularsi.  «Non è un segreto che io e Trump abbiamo idee differenti ma dobbiamo unire il Paese - ha detto Obama, che ha aggiunto: «Una transizione di potere pacifica è il marchio della nostra democrazia». Il presidente sottolinea che «ora dobbiamo fare il tifo per il successo di Trump per unire e guidare il Paese». 

ANGELA MERKEL OFFRE LA COLLABORAZIONE DELLA GERMANIA: "LEGATI DA VALORI COMUNI". La Germania e gli Stati Uniti sono legati da «valori» comuni e Berlino offre a Donald Trump una «stretta collaborazione»: lo ha detto la cancelliera tedesca Angela Merkel. «Mi congratulo con il vincitore delle elezioni presidenziali negli Stati Uniti d’America, Donald Trump, per la sua vittoria elettorale», ha detto la Merkel in apertura di una breve dichiarazione letta a Berlino.
«Con nessun paese, al di fuori dell’Unione europea, abbiamo un legame più profondo che con gli Stati Uniti d’America», ha detto ancora la cancelliera. «Chi governa questo grande Paese, con la sua potente forza economica», il suo «potenziale militare» e «la sua forza trainante culturale, ha una responsabilità avvertita in quasi in tutto il mondo», ha sottolineato la cancelliera tedesca. «Il partenariato con gli Usa è, e rimane, una pietra angolare della politica estera tedesca per poter superare le sfide fondamentali del nostro tempo», in campo economico-sociale, climatico e nella lotta «contro terrorismo, povertà e malattie». Insomma «per la pace e la libertà, in Germania, in Europa e nel mondo».  

IL CAPO DELLA CAMPAGNA DI TRUMP: "NON CONCORDIAMO CON BERLINO SUI PROFUGHI". In una dichiarazione rilanciata in esclusiva dal sito del quotidiano tedesco Bild, la responsabile della campagna elettorale di Donald Trump, Kellyanne Conway, ha detto che «ovviamente ci sono temi sui quali lui non concorda» con la cancelliera Angela Merkel, «come il numero di profughi che ha fatto entrare dalla Siria e che ha distrutto il suo paese. Ma naturalmente collaboreranno».


TUSK (PRESIDENTE UE): "CI SIAMO CONGRATULATI MA CI SONO SFIDE E INCERTEZZA".
«Questa mattina ci siamo congratulati con il presidente eletto Donald Trump ma, nonostante sia una scelta democratica dei cittadini americani, siamo consapevoli delle nuove sfide che porta», di cui la prima è «l'incertezza delle nostre relazioni transatlantiche». Così il presidente Ue Donald Tusk, che ha quindi rivolto un «appello», dopo quello all’unità Usa da parte di Trump, «all’unità Ue e transatlantica», ricordando le «origini comuni» dovute agli immigrati europei in Usa e l’aiuto Usa per costruire l’Ue.


EUROPA INQUIETA, RUSSIA IN FESTA. Europa inquieta ma decisa a guardare avanti, Russia in festa. In tutto il mondo già ci si interroga sull'inattesa vittoria del controverso Donald Trump alle presidenziali americane.
Il tycoon, in effetti, ha compiuto un miracolo e contraddicendo i sondaggi ha conquistato tutti gli stati necessari - tra cui Ohio, Florida, North Carolina - per conquistare la fatidica soglia dei 270 grandi elettori, consacrandosi così 45° presidente degli Stati Uniti, e infrangendo il sogno di una prima donna alla Casa Bianca, Hillary Clinton.
Da Bruxelles la prima reazione è stata di preoccupazione: il presidente del Parlamento Ue Martin Schulz ha affermato che «la relazione transatlantica diventerà più difficile». Di apertura, invece, i messaggi delle altre autorità comunitarie. "Continueremo a lavorare insieme, i legami tra Ue e Usa sono più forti di ogni cambiamento», ha sottolineato l’Alto rappresentante Federica Mogherini, mentre i presidenti del Consiglio e della Commissione Donald Tusk e Jean Claude Juncker hanno invitato Trump a visitare l’Europa, affermando che "oggi è più importante che mai rafforzare le relazioni transatlantiche». Dall’Italia il premier Matteo Renzi gli ha augurato buon lavoro, «convinto che l’amicizia resti forte e solida» e rilevando che «questo è il punto di partenza per tutta la comunità internazionale anche al netto di certe diffidenze campagna elettorale. Gran Bretagna e Usa rimarranno partner "stretti e vicini", ha assicurato anche la premier Theresa May. Più fredda Berlino con il ministro degli esteri che dice: "dobbiamo accettarlo".
La reazione più attesa era probabilmente quella del Cremlino, accusato da più parti di aver tentato addirittura di sabotare il voto americano in favore di Trump. Vladimir Putin si è congratulato con il prossimo presidente, augurandosi che i "rapporti russo-americani possano uscire dalla crisi». Congratulazioni sono arrivate anche da un altro "uomo forte", il presidente egiziano al-Sisi. E poi ancora da India, Giappone, Spagna, con Rajoy che parla di «eccellenti prospettive». Il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg ha auspicato di incontrare Trump quanto prima. La Corea del Sud, invece, ha convocato il Consiglio sulla sicurezza nazionale, preoccupata per l’approccio «non convenzionale» verso la Corea del Nord dichiarato da Trump. I palestinesi hanno ricordato a Trump che è necessaria una soluzione a due Stati in Medio Oriente. L’Iran ha auspicato che Trump rispetti gli accordi sul dossier nucleare.
Il tycoon, da parte sua, ha assicurato che sarà il presidente di tutti gli americani e che cercherà alleanze e non conflitti in tutto il mondo. La grande sconfitta, Clinton, parlerà soltanto nelle prossime ore. Nel frattempo, dimostrazioni di protesta contro il prossimo inquilino della Casa Bianca stanno avendo luogo in diverse città del Paese.

IL DISCORSO DI TRUMP «Ho appena ricevuto le congratulazioni di Hillary Clinton e io mi congratulo con lei per la sua campagna». «E il momento di unirci e superare le divisioni», ha detto Trump, salito sul palco dell'Hilton con la famiglia al completo, visibilmente emozionato. Con lui Melania, la nuova First Lady vestita di bianco, e tutti i figli. Come colonna sonora la musica di Independence Day. "Sarò il presidente di tutti gli americani. Dobbiamo riprenderci il destino del nostro paese e sognare in grande".  Nel discorso della vittoria, Trump non ha fatto alcun riferimento al muro col Messico che durante la campagna elettorale ha promesso di far costruire, nonostante alcuni fan lo abbiano invocato con lo slogan "build the wall".

SEGGI CHIUSI Con la chiusura dei seggi in Alaska, l'America ha quindi scelto. Anche l’ultimo Stato occidentale ha assegnato i suoi 3 grandi elettori al candidato repubblicano. Mancano ancora i risultati del Michigan, l’Arizona e il Minnesota.

I REPUBBLICANI Trump è ora atteso dai suoi all’Hilton Midtown, dove è esplosa l’euforia. «E' solo una questione di tempo», dicono impazienti i suoi. Agli antipodi l’atmosfera tra i fan di Clinton, che hanno lasciato il Javits Center tra le lacrime.
«E' una grande notte per l’America», ha commentato l'entourage di Trump ancora prima degli ultimi risultati.

OBAMA Nella notte si era fatto sentire anche il presidente uscente Barack Obama: «Non importa cosa accadrà, il sole sorgerà al mattino e l’America rimarrà ancora la più grande nazione al mondo», ha detto in un video pubblicato da Buzzfeed su Twitter esortando gli americani a rimanere uniti. Dopo la vittoria del candidato repubblicano, il presidente Obama si è congratulato con Donald Trump e lo ha invitato alla Casa Bianca domani (giovedì 10 novembre).  

MERCATI A PICCO, POI LA RIPRESA. SOLO MILANO CHIUDE IN NEGATIVO. Sui mercati la paura di Donald Trump è durata poco più di una mattinata. Poi l’apertura rassicurante di Wall Street ha avuto l’effetto di una valeriana. Le Borse europee, che avevano aperto in rosso, si sono calmate, per chiudere addirittura in crescita, guidate da Francoforte (+1,5%). Deboli perdite si sono avute solo su Milano (-0,1%) e Madrid (-0,4%). Mosca, invece, ha proprio brindato, guadagnando il 2,2%.
Le uniche Piazze a pagare il conto dell’elezione del magnate alla presidenza degli Stati Uniti sono state quelle asiatiche, che hanno terminato le contrattazioni prima che le ansie della finanza mondiale perdessero forza: Tokyo ha ceduto il 5,4%, Shanghai e Shenzhen lo 0,6% e Seul il 2,2%.
Intanto lo spread fra Btp e Bund tedeschi chiude a quota 157 punti, con il rendimento del decennale all’1,75%. Fra i titoli del listino milanese, con il segno positivo fra i maggiori rialzi Buzzi Unicem con un +8 punti, seguito da Leonardo - Finmeccanica, Saipem, Tenaris e Cnh Industrial. Fra i segni meno, invece, Italgas che cede 7,5 punti, ma in ribasso anche Snam, Mediaset, banco Popolare e Bpm. 
Nel corso della giornata si è ridotto anche il rialzo delle quotazioni dell’euro, che erano schizzate nei confronti del dollaro mentre si rafforzava la prospettiva di una vittoria di Trump: a fine giornata, la moneta unica europea è stata scambiata a 1,09 dollari, mentre nei confronti dello yen è arrivata a quota 115,72.

REAZIONI E non si sono fatte attendere le prime reazioni dal mondo. L’Ufficio presidenziale sudcoreano ha convocato una seduta del Consiglio sulla sicurezza nazionale per discutere «il potenziale impatto delle elezioni presidenziali» Usa, riferisce l'agenzia Yonhap, in merito alla stretta attenzione sul voto Usa per gli effetti che ci sarebbero potuti essere in Asia a seconda del candidato vincente. Donald Trump è stato visto da Seul con sospetto per l’approccio «non convenzionale» dichiarato verso la Corea del Nord, a differenza della continuità offerta da Hillary Clinton. «Congratulazioni al nuovo presidente degli Stati Uniti Donald Trump e al popolo americano, libero!», ha scritto su Twitter Marine Le Pen quando ancora non era arrivato l’annuncio ufficiale della vittoria del candidato repubblicano. 

IL VOTO Dopo la vittoria in Pennsylvania e in Alaska, Donald Trump dovrebbe aver superato la soglia dei 270 grandi elettori necessari per conquistare la Casa Bianca. Al momento tuttavia nessun media americano si sbilancia nel chiamare la vittoria ufficiale del repubblicano. Il tycoon è certo di quota 267, Hillary è ferma a 215. «E' una grande notte per l’America». L'entourage di Donald Trump assapora la vittoria ormai davvero vicina alle presidenziali americane. «E' una notte meravigliosa per gli Stati Uniti», ha detto alla Bbc Curtis Ellis, consigliere di alto livello di Trump. «E' una notte bellissima per tutte le persone nel mondo». Con Wisconsin (10 grandi elettori), Georgia (16), Iowa (6), Idaho (4) e Utah (6), il tycoon è arrivato a quota 264, mentre Hillary Clinton è ferma a 215.  Se Donald Trump vincesse in Michigan potrebbe superare la fatidica soglia dei 270 Grandi elettori, arrivando a quota 271. "Lo Stato dei Grandi Laghi" - questo il soprannome della regione che ha in Detroit la sua città più grande - vale infatti 16 grandi elettori. Al momento Trump, con il 62% dei voti scrutinati, secondo la Cnn è in vantaggio con il 48% mentre Hillary Clinton è ferma al 46,9%. Seggi chiusi anche in Alaska. Finiscono così le operazioni di voto in tutta America. Ora si aspettano solo i risultati finali. Secondo la Ap i Repubblicani mantengono il controllo del Senato. 

GELO TRA I DEM I sostenitori di Hillary Clinton sono invece sotto shock, al Javits Center è calato il gelo dopo i risultati che tracciano la strada aperta per Trump verso la Casa Bianca. Così anche se il motto degli ultimi minuti è «it's not over until it's over» (non è finita fino a quando non è finita davvero), in diversi hanno lasciato il centro congressi senza nemmeno aspettare l’arrivo della candidata democratica, nè gli ultimissimi risultati.

Musi lunghi al quartier generale della Clinton Video

VOLA TRUMP Il tycoon è avanti di oltre di un milione di consensi nel voto popolare rispetto a Clinton che nell’ultima ora si è aggiudicata il Nevada, salendo a 215 grandi elettori. Ma Trump è già a quota 255, vicinissimo alla soglia dei 270 che apre le porte della Casa Bianca. Mancano ancora una manciata di Stati da scrutinare, tra cui il Michigan (16) e la Pennsylvania (20).

Ohio a Trump, la gioia dei supporter Video


L'ALTRO VOTO E nell’election day torna la pena di morte in Nebraska. Gli elettori hanno votato a favore del ripristino della pena capitale nello Stato, dove il boia non colpisce dal 1997, respingendo la decisione dello scorso anno di sospenderla.
Infine, Massachusetts e California hanno dato il via libera alla legalizzazione della marijuana per uso ricreativo. Donald Trump sempre più vicino alla Casa Bianca. Dopo aver vinto nello Stato chiave della Florida, il candidato repubblicano continua a guadagnare terreno verso i 270 grandi elettori necessari per diventare presidente degli Stati Uniti.

La California dà il via libera alla marijuana a scopo ricreativo

La California ha dato il via libera alla legalizzazione della marijuana a scopo ricreativo, secondo i risultati del referendum in contemporanea alle presidenziali Usa.

La CNN dà la vittoria in Oregon alla Clinton

 Anche questa era previsto dai sondaggi, ma è una boccata d'ossigeno per Hillary

Donald vince anche Georgia

Ora è a 232 voti elettorali. E' a un passo dalla vittoria.

Donald Trump vince Ohio e Florida

Il candidato repubblicano è a un passo dalla Casa Bianca. Ha 216 voti elettorali sicuri contro i 197 di Hillary Clinton. Donald Trump ha vinto in Ohio e Florida, due stati chiave per la vittoria finale. In Ohio, uno degli stati in bilico più importanti e con 18 grandi elettori in palio, il candidato repubblicano ha ottenuto 53,3% contro il 42,3% di Clinton, in Florida il 49,2% contro il 47,7%.

I mercati crollano

L'avanzata di Donald Trump, secondo le proiezioni dei media americani, affonda Wall Street. I future dello S&P 500 arrivano a perdere a perdere il 4%, il Dow Jones perde 625 punti, oltre il 3%. mentre la Borsa di Tokyo, dopo l'avvio positivo, ha una brusca inversione di rotta. L'indice Nikkei registra un crollo del 4,86%, scendendo vertiginosamente sotto quota 17.000.000 con una perdita di oltre 800 punti, sui segnali di un consolidamento delle preferenze per il candidato repubblicano.

La CNN dà la vittoria in Oregon alla Clinton e il Nebraska a Trump

Trump, che è avanti in Michigan e Wisconsin, vede la vittoria da vicino.

La CNN dà la vittoria in North Carolina a Trump

Anche questa è una grande vittoria per Trump, anche se la North Carolina era stata vinta da Romeny nel 2012

La CNN dà a Hillary la vittoria in California e alla Hawaii. Trump vince in Idaho

La California dà un vantaggio alla Clinton, ma Trump è avanti in Michigan e Wisconsin.

La CNN attribuisce il Colorado a Hillary

Anche questo è uno stato che i democratici dovevano vincere. E ci sono riusciti. Ma Trump è avanti

La Cnn dice che Hillary Clinton ha vinto la Virginia

E' un sospiro di sollievo per la candidata democratica. Senza la Virginia per le si sarebbe fatta davvero dura. Per ora, comunque, i democratici hanno perso l'Ohio.

La CNN ha vinto in Ohio, secondo la CNN

Anche questo era previsto dai sondaggi, ma Trump sta andando benissimo. Il Tycoon aveva bisogno dell'Ohio per vincere e ce l'ha fatta.

La CNN ha attribuito il New Mexico alla Clinton e il Missouri a Trump

Anche qui tutto come previsto dai sondaggi della vigilia, ma Trump è ancora avanti e va molto bene negli stati della Rust Belt.

La CNN ha attribuito il Montana a Trump

Anche qui tutto come nelle previsioni della vigilia. Ma Trump è in testa in molti battleground states e questo potrebbe portarlo alla vittoria. Per come sta andando la notte, Trump sta andando molto meglio di quando previsto. L'ennesima debacle per i sondaggi.

La CNN ha attribuito il Connecticut alla Clinton e la Lousiana a Trump

Anche in questo caso siamo in linea con le previsioni della vigilia. Ora per la Cnn Trump per ora ha 136 voti elettorali sicuri, Hillary Clinton invece è ferma a 104.

Trump è più competitivo del previsto in molti battleground states.

Sarà una lunga notte per Hillary Clinton. Comincia a delinearsi un credibile percorso per la vittoria di Trump.

Per l'Ap Trump per ora  ha 129 voti elettorali sicuri, Hillary Clinton invece è ferma a 97

Trump sta andando bene, anche se il risultato nei battleground states è ancora in dubbio. In ogni caso per Trump è un ottimo risultato. Meno bene per la Clinton.

Secondo la CNN la Clinton vince lo stato di New York, Trump vince in Kansas, Nebraska, Wyoming, North Dakota, South Dakota e Texas

Anche in questo caso sono risultati in linea con quello previsto dai sondaggi. 

Secondo la NBC l'Arkansas a Trump

Un altro risultato previsto che non cambia di molto la gara in corso.

Secondo la NBC i repubblicani dovrebbero mantenere il controllo della Camera

Anche questo è un risultato previsto dai sondaggi.

Secondo la Ap, Trump ha vinto in South Carolina e, secondo l'Abc, anche l'Alabama è per Trump

Come previsto Donald Trump dovrebbe, secondo le proiezioni dell'Ap, aver vinto in South Carolina. Intanto anche l'Alabama è andata a Trump secondo le proiezioni dell'Abc. Anche qui era previsto.

La CNN: La Clinton vince in Illinois, New Jersey, Massachusetts, Mariland, Rhode Island, Delaware e DC. Trump ok in Mississipi, Tennessee e Oklahoma

Come previsto La Clinton e Trump incassano, secondo gli exit poll la vittoria dove erano favoriti dai sondaggi. Ora Hillary avrebbe 68 grandi elettori e Trump 48.

Il senatore Rob Portman ha vinto in Ohio

Con questa vittoria - comunque attesa - i repubblicani aumentano le chance di mantenere la maggioranza in Senato.

West Virginia a Trump

La ABC ha assegnato la West Virginia (5 voti elettorali) a Donald Trump, come previsto.

Hillary avanti in Florida

Secondo la CNN, con il 3 per cento delle schede scrutinate, Hillary Clinton ha il 49,5%, Trump il 47.7%

Exit poll: Indiana e Kentucky a Trump, Vermont a Hillary

Come previsto l'Indiana, con i suoi 11 grandi elettori,  è andata a Donald Trump come anche il Kentucky (8 voti). Il Vermont (3 voti), come previsto, è di Hillary Clinton. 

Le urne si sono chiuse nella maggior parte dell'Indiana e del Kentucky

Le prime indicazioni di voto da questi stati (quando sono state scrutinate meno del 5% delle schede) sono a favore di Donald Trump. Ma si tratta di stati solidamente repubblicani. Quindi nessuna sorpresa. Per quel che riguarda il New Hampshire il vantaggio di Trump sulla Clinton è sulla cinquantina di voti che sono stati scrutinati nei tre villaggi - Harts Location, Millsfield e Dixville - che hanno chiuso le urne a mezzanotte. Dati assolutamente privi di valore statistico. 

Per otto americani su dieci le elezioni non sono truccate

Gli americani sono fiduciosi sul fatto che le elezioni non sono truccate. Otto americani su 10 hanno fiducia sul fatto che i voti saranno conteggiati in modo accurato. E' quanto emerge dagli exit poll della Cnn.

Elettorato prevalentemente bianco

E' un elettorato prevalentemente bianco quello che si è recato alle urne. La scomposizione demografica effettuata dai primi exit poll della Cnn indica che il 72% degli elettori e' bianco a fronte di un 12% di afro americani, l'11% di ispanici e il 4% di asiatici.

Una lunga giornata di voto

Questa è  la notte in cui l’America sceglie il suo futuro. Un’America al bivio tra due candidati all'opposto: Donald Trump e Hillary Clinton, che dopo una delle campagne più velenose di sempre danno vita a un’elezione storica. Dalle urne uscirà o la prima donna presidente degli Stati Uniti, che si pone in continuità con Barack Obama, o un Commander in Chief che promette un cambiamento di rotta netto, visto come un faro dai populisti d’Europa.

L’aria che si respira per tutta la giornata elettorale è quella di una ex first lady favorita, nonostante un vantaggio minimo nei sondaggi, soprattutto in molti degli stati in bilico, almeno quindici. La conta dei grandi elettori però rende la strada della candidata democratica più in discesa.

Donald Trump lo sa bene. E se negli appelli finali della campagna elettorale ha continuato a pronosticare una sua vittoria «senza precedenti», «meglio della Brexit», nel giorno del voto parla di «sondaggi truccati», e torna ad agitare lo spettro del voto contestato. «Vedremo quello che succede...», risponde ai giornalisti che al seggio - dove si è recato con la moglie Melania e la figlia Ivanka - gli chiedono se accetterà un’eventuale vittoria di Clinton. A rendere più esplicita la minaccia è Donald Trump junior: «La mia famiglia rispetterà solo il voto di un’elezione giusta».

Gli occhi sono puntati essenzialmente su tre stati: Florida, Ohio e Pennsylvania. Vincere in uno di questi per la candidata democratica potrebbe significare aprire la breccia che la porta dritta alla Casa Bianca. Lei fa tutti gli scongiuri del caso. Ma l'accoglienza ricevuta davanti al seggio della scuola di Chappaqua, località a nord di New York dove risiede, le fa respirare aria di vittoria: «Se avrò la fortuna di vincere farò il mio meglio», assicura alle decine di persone che la acclamano. Al suo fianco il marito Bill.

Diverso il clima davanti alla scuola di Midtown Manhattan dove ha votato Trump, acclamato da alcuni fan ma anche fischiato e oggetto di "buuu" da parte di diversi elettori in fila. Difficile dire se questo sia un brutto presagio. Con i suoi familiari e i suoi fedelissimi il tycoon si è rintanato nel "fortino" della Trump Tower, nel suo lussuosissimo appartamento agli ultimi tre piani. La rivale attende il risultato delle urne a un isolato di distanza, sempre sulla Fifth Avenue, dove si trova l’Hotel Peninsula.

New York è blindatissima, come ai tempi della visita del Papa. E di ora in ora l’attesa sale davanti al Javits Center, dove Clinton spera di festeggiare con fuochi d’artificio sull'Hudson. Ma anche davanti all'Hotel Hilton Midtown, dove Trump spera si avveri il miracolo di poter celebrare quello che comunque da giorni è stato chiamato "victory party".

Intanto Barack Obama si gode il suo ultimo giorno da presidente alla Casa Bianca, dove però resterà fino a gennaio. Si fa vedere sul prato della residenza con uno dei cani di famiglia. La sera prima, a Filadelfia, ha passato ad Hillary Clinton il testimone. Tutto quello che poteva fare l’ha fatto.