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Infrastrutture, gli industriali in coro: “Completare la Tirreno-Brennero”



Infrastrutture, gli industriali in coro: “Completare la Tirreno-Brennero”

“L’Italia ha bisogno di connessioni strategiche. Una di queste si otterrebbe certamente con il completamento della Tirreno Brennero che non si deve fermare ad un moncone sino al casello di Trecasali, ma deve essere completata sino a Nogarole Rocca. E poi guardiamo con molto interesse ai progetti di rilancio in chiave cargo dell’aeroporto Verdi di Parma”. Ci sono tanti temi locali, con risvolti nazionali e internazionali, nell’agenda della Consulta degli autotrasportatori dell’Unione Parmense degli
Industriali. A fare il punto della situazione è il Capo consulta Leonardo Lanzi. 
“L’esigenza di infrastrutture efficienti – spiega Lanzi – è stata messa in evidenza anche dai recenti tragici fatti di cronaca. Ci sono infrastrutture obsolete che necessitano della dovuta manutenzione, la cui assenza è causa non solo di maggior usura ai mezzi, ma purtroppo anche di gravi rischi per la sicurezza stradale. 
Queste lacune si sommano alla mancanza di nuove infrastrutture di cui si sente sempre più la necessità in un mondo sempre più connesso e che viaggia a velocità sempre maggiori”. Traducendo questo messaggio sul piano locale emerge l’importanza di vedere completata un’opera attesa da anni come la Ti-Bre. 
“Realizzare solo il primo lotto sino a Trecasali non ha senso. È fondamentale trovare il consenso per completare il tratto restante. I vantaggi sarebbero notevoli. Innanzitutto rappresenterebbe un’alternativa e decongestionerebbe il tratto di A1, quello tra Parma e Modena Nord, che non riesce più a sopportare certi flussi e che è tra i punti con il più alto tasso di incidenti stradali. Una Ti-Bre completa – ha poi aggiunto Lanzi – permetterebbe ai nostri mezzi di percorrere meno chilometri con
conseguenti minor consumo dei mezzi e dei carburanti a tutto vantaggio dell’ambiente e della sicurezza per una più contenuta produzione di inquinamento. Sul piano lavorativo si risparmierebbero tre quarti d’ora per determinati trasporti con tutto vantaggio delle prestazioni anche in merito alla gestione della risorsa umana. Il completamento della Ti-Bre permetterebbe
poi di avere un collegamento diretto tra il porto di La Spezia e il Brennero, una soluzione che ben si collocherebbe in un’idea di Italia quale piattaforma dell’Europa sul Mediterraneo”.
La Consulta è in prima fila anche nel sostenere una vocazione cargo dell’aeroporto. “Se questo sarà l’indirizzo futuro del Verdi, non potrà che vederci interessati – spiega Lanzi -. Sarebbe una grande opportunità per le imprese del nostro territorio, basata su un fatto concreto: circa il 40% delle merci che oggi parte da Malpensa è prodotto nel bacino di Parma, Reggio, Cremona, Mantova e Piacenza. Abbiamo incontrato la dirigenza dell’aeroporto per creare sinergie”.


C’è poi tutta una serie di questioni che esula dallo stretto riferimento al territorio locale, ma che ha grande importanza
per il domani del settore. “Il futuro è nel trasporto intermodale – conferma Lanzi -, ma servono più snodi e un maggior progresso tecnologico e culturale anche delle nostre aziende. Una maggior propensione ad accettare le nuove sfide senza farsi trovare impreparati. In Italia l’85% delle merci viaggia ancora su gomma, ma gli investimenti di lungo periodo, quello con cui
si vuole pensare al sistema dei trasporti tra vent’anni, devono essere indirizzati ad un’interconnessione sempre maggiore
tra trasporto su gomma e su rotaia”. Poi sul piano delle attività della Consulta Lanzi ha aggiunto: “Vogliamo essere sempre più vicini alle aziende anche per la formazione affinché il settore si evolva verso una logistica eco-sostenibile, un comportamento di guida sempre più sicuro e una formazione costante di chi occupa posizioni dirigenziali”.