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Lungo strade che raccontano una grande bellezza

Un percorso punteggiato di castelli, pievi, teatri, che attraversa il territorio dai colli al Grande Fiume



Lungo  strade che raccontano una grande bellezza

Tradizione storica, documenti, macchine ed attrezzi per la lavorazione e la comprensione dell’intero processo, le più importanti immagini della comunicazione, fino all’assaggio del prodotto stesso in un territorio di grande bellezza punteggiato di Castelli, Cattedrali e Pievi della Via Francigena, di templi della musica e di memorie verdiane, di parchi naturali e stazioni termali… Questi gli elementi che caratterizzano un percorso che attraversa dai colli al Grande Fiume Po il territorio Parmense, regalando un’esperienza per tutti i sensi e per tutti i gusti, indimenticabile ed irripetibile.

1 Da Langhirano a Felino
Le terre del Prosciutto: Langhirano - Badia Cavana - Torrechiara
Lievi colline, grandi vallate verdi e campi coltivati con cura. È la valle formata dal torrente Parma, che risale dall’alta pianura a sud della città fino all’Appennino. Una suggestiva architettura conventuale si trova a San Michele Cavana, a pochi chilometri da Langhirano, capitale del prosciutto, ma sull’altra sponda del torrente: Badia Cavana, un tempo chiesa di San Basilide. A Torrechiara da visitare il meraviglioso castello di Pier Maria Rossi e la Badia.

2 Felino e dintorni
Il Principe dei Salami: Mamiano - Tiorre - Felino.
Nel piacevole e pregiato paesaggio della Val Baganza s'incontra Mamiano di Traversetolo, dove è d'obbligo una visita alla Fondazione Magnani Rocca e il suo giardino. Poi si arriva a Tiorre e alle vigne della Val Baganza, un'area naturalisticamente di pregio e costellata da numerosi vigneti. Famosi soprattutto quelli di Arola, San Michele Tiorre e Maiatico. A Felino troviamo il castello medievale, che ospita nelle sue cantine il Museo del Salame di Felino, il Torrione e la chiesa arcipretale della Beata Vergine della Purificazione.

3 Sala Baganza e i suoi colli
Il regno della Malvasia: Sala Baganza - Maiatico - Parco dei Boschi di Carrega - Pieve di Talignano
Steso ai piedi delle prime colline dell’Appennino, ecco il piccolo borgo di Sala Baganza, che lega la propria storia alla Rocca Sanvitale, Nelle cantine e nella ghiacciaia della Rocca è stata allestita la Cantina dei Musei del Cibo della provincia di Parma, un percorso espositivo e sensoriale dedicato al vino di Parma, alla sua storia e alla sua cultura. Maiatico e i vigneti della Val Baganza, nel paesaggio collinare circostante, e il Parco Regionale dei Boschi di Carrega (ai margini del quale sorge l'antica Pieve di Talignano) completano questo itinerario fra arte e natura.

4 Lungo il fiume Taro
Ambiente e cultura contadina: Parco Fluviale del Taro - Corte di Giarola - Museo Ettore Guatelli - Riserva del Monte Prinzera
Incastonata in una zona naturalistica di straordinaria varietà botanica e faunistica, la Corte di Giarola, in cui hanno sede il Museo del Pomodoro e quello della Pasta, sorge all’ingresso del Parco Fluviale Regionale del Taro. Un paesaggio intriso di natura, ma anche cultura: questa parte del territorio parmense è costellata dalle suggestive pievi romaniche dell’antica Via Francigena. Nei dintorni, a Ozzano Taro, merita una sosta il Museo Guatelli, straordinario tempio della Civiltà Contadina.

5 Lungo la via Francigena
Le Pievi della via Francigena - L’archeologia del petrolio
Nel Parmense, la Via Francigena, da due distinti punti di partenza, Fidenza e San Pancrazio, si riunifica all’altezza di Fornovo di Taro, per giungere al valico appenninico della Cisa e, da qui, guadagnare, la costa tirrenica. Nel territorio da Vicofertile a Bardone, si trovano, lungo l’antico tracciato, importanti testimonianze del romanico mediopadano. E a monte dell’abitato di Fornovo, non lontano da Neviano dei Rossi, si trova il sito minerario di Vallezza.

6 Da Collecchio a San Secondo
Pievi, rocche e… ulivi: Pontetaro - Fontevivo - Fontanellato - San Secondo
Il percorso lungo la sponda del Taro e il Canale Naviglio mostra campi fertili che digradano verso il Grande Fiume, il Po. A Nord della Via Emilia è la Bassa la protagonista del viaggio, con pievi e complessi monastici e ricche residenze signorili racchiuse entro le rudi scorze di fortilizi. Una terra ricca di sorprese e di sapori inattesi. Da segnalare lo storico ponte monumentale sul Taro lungo la Via Emilia, l'abbazia cistercense a Fontevivo, la Rocca Sanvitale a Fontanellato e la Rocca dei Rossi a San Secondo.

7. Da Soragna a Busseto
I pascoli del Parmigiano: Soragna - Roncole Verdi - Fidenza
Centri importantissimi della Bassa, Soragna è famosa per la Rocca Meli Lupi, e per la Sinagoga Ebraica, Roncole Verdi per aver dato i natali a Giuseppe Verdi e Fidenza, in epoca medievale divenne Borgo San Donnino, per il meraviglioso il Duomo del XII secolo, arricchito nel XIII dallo straordinario apparato scultoreo di Benedetto Antelami.

8 Le terre del sale e della salute
Salsomaggiore - Salsominore - Scipione
Adagiata sulle colline a pochi chilometri da Fidenza, la cittadina con vocazione liberty deve la sua fama agli stabilimenti termali tra i più grandi in Europa. Ma prima della sua meritata fama termale, Salsomaggiore è stata per secoli una “salina”, di cui rimangono importanti resti di epoca farnesiana nel vicino centro di Salsominore. Da non perdere anche il Castello di Scipione, importante roccaforte dei Marchesi Pallavicino,

9 Da Busseto al Grande Fiume
Tra nebbia e culatelli: Busseto - Polesine - Zibello
Piccoli paesi o importanti cittadine, tutte ricche di insigni monumenti e di memorie: dai fasti dei Pallavicino, che governarono saggiamente la zona per oltre sette secoli, alle memorie musicali verdiane, alle reminescenze ironiche di Giovannino Guareschi, che nel suo “Mondo piccolo” specchiò figure e umori della Bassa padana. Soprattutto Busseto, capitale del piccolo stato dei Pallavicino dal X al XVI secolo, è legato alla figura di Giuseppe Verdi. E a Polesine, caduta in rovina, la CortePallavicina è stata restaurata ed è oggi sede del relais, con azienda agricola e ristorante, della famiglia Spigaroli e del Museo del Culatello, il «principe» di Zibello.