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Rivalta, la valle dove regna sua maestà la biodiversità

Qui agricoltori e allevatori sono i custodi di antiche razze animali e varietà vegetali autoctone e quasi estinte



Rivalta, la valle dove regna sua maestà la biodiversità

Fa parte di quell'area del Parco dell'Appennino Tosco-Emiliano dichiarata Riserva di Biosfera Unesco, e il paesaggio rivela subito all'occhio incuriosito i motivi di questa scelta.
Un luogo, Rivalta di Lesignano De’ Bagni, votato alle biodiversità, al centro della Food Valley e allo stesso tempo in una cornice protetta, tra vulcanelli di fango, increspature, calanchi, siepi, boschi di querce e tanto verde a perdita d'occhio. Ci troviamo sulle prime colline a sud di Parma che collegano Traversetolo a Langhirano, la provincia di Reggio Emilia è quasi confinante. Un’area questa, dove agricoltori e allevatori custodi di antiche razze animali e varietà vegetali autoctone e quasi estinte si impegnano ogni giorno con passione a tenere alto il nome di produzioni di straordinaria qualità, con caratteri distintivi e unici, e a proteggerle per le future generazioni.
A metà del decennio dedicato alla biodiversità, l’attenzione per la salvaguardia del territorio e del nostro patrimonio cresce, eppure ogni anno scompaiono centinaia di antiche razze e varietà agricole. Proprio per difendere la biodiversità agricola, le nostre origini, è nato il movimento Rural, per recuperarla, salvaguardarla e valorizzarla. Una biodiversità che diventa sempre più rara e unica, perché rispecchia un unicum inimitabile, come il territorio che la ospita e il Festival che la celebra, il primo week end di settembre nella Fattoria di Rivalta. Un'opportunità di riscoprire tramite un percorso culturale e gastronomico la storia, i saperi e i sapori da molto tempo scomparsi dalle nostre abitudini, che rischiano di andare perduti a discapito del nostro benessere.
Una quarantina di produttori appassionati dell’Emilia e della Toscana uniti nel progetto Rural, con piccole distribuzioni che stanno cercando di fare sistema per farsi conoscere e creare interesse verso questi prodotti “di nicchia” per dar vita a un nuovo turismo rurale, alla ricerca di novità seppure con prodotti “di una volta”, della tradizione, che sono soprattutto molto buoni e genuini.
Si va dal maiale nero, agli arrosticini di pecora Cornigliese, pane di grano del Miracolo e Marocca di Casola, focaccia di frumento Gentilrosso, polenta di mais Formenton Ottofile Garfagnana, testaroli di farro della Lunigiana, gnocchi di patata rossa di Cetica, polpa di pomodoro Riccio di Parma, pasta fresca all’uovo di gallina Romagnola, Tortél Dóls con mostarda, torta di patata Quarantina, arrosto di tacchino nero di Parma e Piacenza, cipolla Borettana, fagioli Zolfino al coccio, olio di Olivastra Seggianese, latte fresco di asina, formaggi unici di razze bovine e ovine, torta di prugna Zucchella, sorbetto di uva Termarina, miele della Lunigiana e vino da rare varietà tosco-emiliane.


Il festival ospita anche modelli di trattori Landini e Lamborghini prodotti tra gli anni Trenta e Cinquanta. Inoltre in mostra anche un ricco parco animale di antiche razze, come il maiale nero, la pecora Cornigliese, Massese e Garfagnina, il cavallo Bardigiano, l’asino Romagnolo e Amiatino, la vacca grigia Appeninica, Valtarese e Ottonese, il tacchino di Parma e Piacenza, la gallina Romagnola e Valdarnese.
Recupero e valorizzazione di antiche razze animali e varietà vegetali autoctone a rischio d'estinzione: questo il linguaggio comune che unisce ogni produttore in un progetto partito da Mauro Ziveri, patron di Rosa dell’Angelo, azienda di spicco della produzione agricola e salumiera parmigiana che della biodiversità rurale ha fatto la sua bandiera. E’ nella fattoria di Rivalta infatti che ha recuperato il maiale nero, antica razza quasi scomparsa, che qui è libero di pascolare in ampi spazi collinari, crescendo all’aperto e nutrendosi di erba fresca, radici, tuberi, bacche e ghiande a cui si aggiungono mais, orzo, frumento e favino: ogni maiale ha a disposizione ben mille metri quadri che gli permettono di crescere felice. r.c.