Video

IL METEO NEL TUO COMUNE

Gossip, Fun, Spettacoli

Aniston rifila un "due di picche" a Pitt

invito a cena

Aniston rifila un "due di picche" a Pitt

Marito e moglie si incontrano per caso in villa di scambisti: scoppia rissa

ARICCIA

Marito e moglie si incontrano per caso in villa di scambisti: scoppia rissa

Bertolucci, Maria sapeva tutto tranne uso del burro

giallo "Ultimo tango"

Bertolucci: "Maria sapeva tutto tranne del burro"

Notiziepiùlette

autovelox

CONTROLLI

Autovelox e autodetector: la mappa della settimana

DIGITAL INNOVATION HUB

Progetto «Smile», la silicon valley nel cuore della food valley



Progetto «Smile», la silicon valley nel cuore della food valley
 

Una silicon valley nel cuore della food valley? Perché no, se il tessuto cittadino stringe le maglie e mette a fattor comune il proprio know-how. Soprattutto, se al futuro e a ciò che esso ci riserva si rivolge un ottimistico «sorriso». Venti di rivoluzione digitale spazzano l’economia sempre più intensi, l’industria manifatturiera non può più permettersi di stare alla finestra.

«Smile», acrostico per «Smart Manufacturing Innovation for Lean Excellence», è il nome individuato da Unione Parmense degli Industriali e Università degli Studi di Parma - in collaborazione con le aziende Casappa e CDM Tecnoconsulting - per il polo tecnologico che entro i primi mesi del 2017 sorgerà al campus universitario e accompagnerà le imprese, in particolare le pmi manifatturiere, durante il passaggio alle nuove tecnologie. Insieme a Torino, Ancona, Roma e Bari, Parma è infatti una delle cinque città italiane ad essersi aggiudicata il bando comunitario per la costituzione di un Digital Innovation Hub (DIH), sorta di centro di attrazione di investimenti in ricerca e innovazione che all’interno del programma europeo I4MS (ICT Innovation for Manufacturing Small medium enterprises) rivestirà una funzione di primo piano. Ad ogni Hub il proprio focus: «Smile» ha convinto la commissione grazie alla «potenza di fuoco» che la classe imprenditoriale locale e il corpo docenti-ricercatori dell’ateneo, uniti sotto un’unica insegna, ha mostrato di saper erogare in materia di sistemi cyber-fisici e del cosiddetto «Internet of Things», futuri pilastri di una manifattura digitale snella e innovativa. «Dal 2011 - spiega Giovanni Franceschini, prorettore vicario dell’Università di Parma, nonché figura chiave del comitato promotore - l’ateneo ha stabilito con l’Unione Industriali un rapporto di costante collaborazione, una connessione che è sfociata dapprima nell’istituzione di un tavolo permanente sul tema delle tecnologia, in seguito nell’organizzazione del tradizionale Ict Day a beneficio sia delle imprese, sia degli studenti».

Alla notizia del bando comunitario, la «task force» parmigiana non ha avuto dubbi: «L’impressione - afferma Franceschini - è stata quella di avere in qualche modo anticipato i programmi nazionali ed europei. Naturale, quindi, candidare Parma come sede di un Digital Innovation Hub, di un polo cioè che esprimesse il proprio supporto innanzitutto all’economia provinciale e regionale. In seguito, allargando il proprio raggio d’azione al territorio nazionale».

A sua volta, anche il delegato dell’Upi ai rapporti con università e ricerca Giovanni Baroni (presidente della Piccola Industria Upi) esprime massima soddisfazione per il protocollo siglato con l’ateneo: «Upi e Università hanno raggiunto l’intesa in tempi ragionevoli, segno che la classe dirigente cittadina - sostiene Baroni - sta maturando una visione d’insieme sempre più nitida. D’altra parte, quello di assistere le imprese nella transizione obbligata tra due progressive formule di produzione, abbandonando quindi le logiche del passato per sposare nuovi paradigmi basati sull’interconnessione tra filiere, è per l’associazione un dovere particolarmente sentito».

Il progetto, elaborato da un pool di docenti composto in primis da Massimo Bertolini, Francesco Zammori, Federica Bondioli e Stefano Selleri, entrerà a pieno regime il prossimo anno: «L’Hub - spiega Franceschini - erogherà consulenza qualificata a tutte quelle aziende che matureranno l’intenzione di equipaggiare la propria attività con le più moderne tecnologie, abbinando il digitale a un business model evoluto e compatibile». In questi giorni, la formalizzazione del programma. A stretto giro di posta, via col cantiere.