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Etichette elettroniche Rfid: nuove frontiere made in Parma



Etichette elettroniche Rfid: nuove frontiere  made in Parma
 

Industria 4.0, Internet degli Oggetti, Rfid: strani acronimi per l’uomo comune, che propongono scenari a volte fin troppo futuristici, percepiti al limite della fantascienza. In realtà stiamo parlando di applicazioni che già esistono e stanno migliorando la nostra vita di tutti i giorni.

Un elettrodomestico in grado di preparare pasta, risotti, torte e focacce in completa autonomia leggendo la ricetta direttamente dalla confezione degli ingredienti.

Spin-off di ingegneria E’ solo una delle tante novità tecnologiche nate dal know how dell’azienda Id-Solutions, che da Parma sta esportando soluzioni in tutto il mondo.

Nata nel 2005 come spin-off del dipartimento di Ingegneria Industriale del nostro Ateneo, questa realtà si occupa dell’automatizzazione della raccolta di dati attraverso molteplici tecnologie. La principale è rappresentata dalle etichette elettroniche Rfid, dotate di un microchip.

«Grazie a questo tipo di dispositivi – spiega Francesco Fantoni Guerci, amministratore delegato di Id-Solutions - è possibile garantire l’autenticità dei prodotti e conoscere in ogni momento in quale ambito della filiera si trova un determinato bene». E di dar vita a servizi e prodotti innovativi, irrealizzabili fino a poco tempo fa.

Nel caso di «CucinaBarilla» (www.cucinabarilla.it) basta avvicinare all’elettrodomestico un kit di preparati per focaccia, torte e risotti per cucinare in pochi secondi il piatto preferito. «Grazie alla presenza di una etichetta elettronica sulla scatola dei preparati – spiega Guerci – il forno è in grado di leggere quale prodotto è stato acquistato e di illustrare al consumatore quali ingredienti inserire, dosandoli e cucinandoli autonomamente. Questo permette anche di evitare contraffazioni, ogni etichetta è unica e non falsificabile».

Settore moda Le etichette elettroniche Rfid sono sempre più utilizzate anche nel campo della moda e sono già spesso presenti sui singoli capi di abbigliamento. «Il negozio ha il controllo totale di flussi e giacenze, aumentando così la disponibilità dei prodotti ed il servizio al consumatore. E’ possibile, ad esempio, realizzare camerini intelligenti – sottolinea Guerci – in grado di leggere automaticamente quale tipo di capo stiamo provando in quel momento e di comunicarci quali colori e taglie sono presenti nel negozio mentre ci cambiamo, o di proporci eventuali assortimenti».

Carta d'identità per occhiali Grazie alla soluzione di Id-Solutions, Luxottica ha lanciato il progetto Glow (Guaranteed Luxottica Origin Worldwide). Nelle montature dei principali modelli sono incorporati dei microchip in grado di identificarli univocamente in tutto il globo. «In questo modo Luxottica è in grado di verificare in tempo reale se si tratta di un occhiale autentico – precisa Guerci – ma anche di sapere dove, quando ed a quale canale è stato venduto, combattendo così la contraffazione e il mercato grigio». Un’innovazione già utilizzata, tra gli altri, anche in campo medico.

Sale operatorie «Abbiamo attrezzato oltre 50 sale operatorie di ospedali in Italia ed Europa – prosegue Guerci – con box intelligenti, che comunicano in tempo reale ad un sistema remoto quali materiali e dispositivi sono stati utilizzati dal chirurgo per un dato intervento, ottenendo la tracciabilità puntuale di tutti i lotti utilizzati per quel paziente, controllando sprechi e gestendo lo stock in base al fabbisogno ospedaliero calcolato sui reali utilizzi». E siamo all’inizio del percorso. Solo in quest’anno nel mondo alcuni miliardi di oggetti sono stati identificati con etichette Rfid, ed il trend cresce molto rapidamente: in futuro quasi ogni oggetto sarà identificabile e connesso alla Internet degli Oggetti. Consentendo a tutti noi di fruire di prodotti e servizi sempre più utili, sicuri ed efficienti.