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DALL'IDEA AL BUSINESS

Start-up, l'innovazione deve essere globale

Start-up, l'innovazione deve essere globale
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In un panorama come quello tecnologico che viaggia ormai a velocità supersonica, è esercizio davvero complicato (per non dire quasi impossibile) dare vita a quella che, in gergo, viene definita «killer application», ad un’idea cioè cui nessuno aveva ancora pensato e dall’effetto dirompente sul mercato.

Per una start-up che muove i primi passi nell'attuale scenario di mercato, ma che ha già ben chiari i propositi di successo su scala internazionale, il segreto risiede nel disporre di tutte le competenze che sono necessarie a metterlo in pratica quel progetto ancora in fase embrionale, pianificando attentamente la propria crescita e il fabbisogno economico.

Il sostegno di b-ventures A questa precisa esigenza risponde b-ventures, il programma di accelerazione corporate nato nel 2013 all’interno di Buongiorno, il gruppo fondato da Mauro Del Rio, e diventato oggi espressione di Docomo Digital, per effetto dell’avvenuta acquisizione da parte del colosso della telefonia giapponese. Alle start-up, il programma b-ventures offre un sostegno sia dal punto di vista economico che in termini di consulenza, mettendo a disposizione delle stesse, sia in Italia che all’estero, un team di esperti dalle competenze più ampie e diversificate, che proprio all’interno di Buongiorno hanno accumulato esperienza a ciclo continuo a livello globale, contribuendo alla costruzione di un modello imprenditoriale di successo.

La selezione dei progetti Due in particolare sono gli ambiti su cui il programma b-ventures ha incanalato le proprie energie, nella selezione dei progetti da sposare: produzione o distribuzione di contenuti di tipo interattivo o educativo per telefoni cellulari e soluzioni innovative che permettono all’utente di compiere transazioni finanziarie, sempre attraverso l’utilizzo di un dispositivo mobile.

«Parliamo non a caso delle due attività core di Buongiorno: restringendo il campo della ricerca a queste particolari aree, pensiamo di aver dato ancora più valore all’operazione di supporto che abbiamo avviato nei confronti delle nuove start-up» spiega Simona Torre, che guida la macchina operativa di b-ventures.

Confronto con nuove idee «Da un lato – aggiunge la Torre – abbiamo competenze più specifiche da trasmettere ai giovani che si affacciano sul mercato, partendo dalla nostra stessa esperienza; dall’altro, tale percorso offre a noi stessi la possibilità di un proficuo confronto con intelligenze e pensieri esterni alla nostra azienda. b-ventures certifica la volontà del nostro gruppo di rimanere legato al mondo delle start-up e dell’innovazione tecnologica».

Il presupposto fondamentale di ogni start-up che si rispetti è capire se e come internazionalizzare il proprio business: all’interno del programma b-ventures, a precedere la definizione del business plan, è un’accurata analisi legata alle potenzialità dell’idea che si vuol mettere in pratica, alla sua capacità di «far presa» sul mercato e all’individuazione di quei profili (interni a Buongiorno) ideali per seguire i giovani imprenditori lungo il processo di crescita, mettendo a loro disposizione appositi spazi di co-working. Sedici le start-up che, sin dall’avvio del programma b-ventures, hanno finora convinto lo staff di Buongiorno a scommettere sulle rispettive idee.

Il potenziale Denominatore comune è il potenziale che questi progetti devono essere capaci di esprimere – rileva ancora la Torre -: oggi, infatti, non è possibile pensare a un’innovazione il cui successo risulta circoscritto ad un solo Paese, ma bisogna fare in modo che la stessa funzioni a livello globale, stimolando così l’interesse dei potenziali investitori».

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