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Il rinnovo è annuale, ma non mancano anche soluzioni alternative



Rc auto, istruzioni per l’uso

Gestire al meglio la propria automobile non significa solo mantenerla controllata e in “buona salute” dal punto di vista tecnico, ma occorre prestare particolare attenzione anche alla documentazione, e all’assicurazione Rc auto in primis. Negli ultimi anni, infatti, la normativa di settore è spesso mutata, per cui bisogna sempre essere aggiornati sulle novità.

I CAMBIAMENTI
Uno dei cambiamenti più recenti è quello relativo al contrassegno: dal 18 ottobre 2015, infatti, non deve più essere esposto. Il documento, che in passato conteneva il nome della compagnia, il tipo di veicolo, la targa e la data di scadenza della polizza, non è più necessario: oggi la copertura assicurativa viene infatti controllata nella banca dati delle vetture assicurate
della Motorizzazione civile. Per verifi care se il proprio veicolo è effettivamente inserito nell’archivio, basta visitare on line il “portale dell’Automobilista”, piattaforma di servizi del dipartimento per i Trasporti, la Navigazione, gli Affari Generali
ed il Personale.
Se il contrassegno non deve essere più esposto, occorre comunque tenere nella propria vettura il certificato di assicurazione, consegnato alla stipula della polizza e necessario in caso di incidente per completare la constatazione
amichevole.

PURE SEMESTRALI
L’assicurazione, in genere, va rinnovata ogni anno, con 15 giorni di “tolleranza”. Molte imprese specializzate propongono comunque soluzioni alternative, con la possibilità di pagare il premio in due “tranche” semestrali.
Altre ancora, invece, offrono pagamenti mensili: sta all’automobilista valutare attentamente quali sono le strategie che consentono un risparmio maggiore.
In ogni caso, occorre stare attenti alle scadenze dell’Rc auto: chi non rinnova la propria assicurazione rischia infatti sanzioni pecuniarie anche molto pesante, fino alla sequestro del veicolo ai fini di confisca.

Record di guidatori in classe di merito “1”

Il comportamento corretto alla guida e gli effetti della legge Bersani (legge 40/2007) sono alla base del record di automobilisti assicurati in classe di merito 1 previsto per il 2017. È quanto emerso da uno studio effettuato delle
associazioni Adusbef e Federconsumatori. Secondo le loro stime, infatti, il numero di guidatori di prima classe si attesta
attorno al 58 per cento degli automobilisti in regola, ben oltre, quindi, la metà del totale.
Positive anche le previsioni che riguardano gli attestati di rischio: oltre l’80 per cento degli assicurati non ha registrato nessun incidente negli ultimi cinque anni. Ciò può portare, dunque, alla riduzione del premio medio: secondo le stime, infatti, nel 2017 si spenderà per l’assicurazione il due per cento in meno rispetto al 2016, con un “risparmio”
complessivo di 5,1 miliardi di euro.
Tra le cause alla base di questi numeri positivi ci sono le buone abitudini degli automobilisti e la legge Bersani. Questo provvedimento legislativo prevede, più nel dettaglio, che la classe di merito venga “ereditata” o trasferita da un veicolo
all’altro. Più precisamente, la normativa oggi in vigore consente di assicurare un veicolo partendo dalla classe di merito (Classe universale) di una vettura già posseduta o di un famigliare convivente (la moglie, ad esempio, può adottare la classe Bonus-Malus del proprio marito).