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Le carie non sono tutte uguali: come riconoscerle e batterle

Quattro gradi di profondità a seconda della gravità della lesione



Le carie non sono tutte uguali: come riconoscerle e batterle

Le carie non sono tutte uguali: possono essere innanzitutto esterne o interne al dente; a evoluzione rapida oppure lenta;
dovute a cause esterne oppure da altri problemi.

GLI STADI DELLA CARIE
Solo una visita specialistica permetterà al dentista di effettuare una diagnosi accurata della lesione in questione. Come
prima cosa dunque il dentista verificherà la profondità della carie per poi agire di conseguenza.
L’estensione di ogni carie viene valutata attraverso una scala di valori variabili da 1 a 4. Quella di primo grado indica
un processo cariogeno che non si spinge oltre lo smalto. La carie è superficiale, dunque facilmente risanabile con una semplice
o urazione. Quella di secondo grado indica una carie che ha intaccato anche la dentina superfi ciale o profonda. Anche
in questa fase, l’otturazione può risanare completamente il dente. Nel terzo grado la carie evolve in pulpite. L’infezione, che ha coinvolto appunto la polpa dentale, non può essere trattata con una semplice otturazione: in queste circostanze, l’intervento più indicato è la devitalizzazione.
Se il dente coinvolto è un terzo molare, l’intervento raccomandato è invece l’estrazione del dente del giudizio.
Infine la carie di quarto grado è quella più grave in assoluto.
Il dente presenta polpa necrotica con evidente coinvolgimento dei tessuti parodontali dell’apice radicale. La carie può
essere poi definita acuta o cronica: nel primo caso il processo infettivo dura circa sei mesi; nel secondo caso il processo
si completa nell’arco di un paio d’anni. Individuato il problema, come si diceva, si procede disolito con una o urazione, ovvero
la sigillatura di tutte le fessure e canalicoli che i batteri, divorando assiduamente smalto e dentina, hanno procurato
al dente. Nel caso di pulpite, ovvero infiammazione della polpa dentale, occorre necessariamente procedere con la devitalizzazione. Il modo giusto dunque per non dover intervenire in maniera drastica è lavare i denti dopo ogni pasto e sottoporsi a controlli periodici dal dentista.

COME PROVVEDERE IN MODO RAPIDO E SICURO: Gengivite, colpa della placca
Uno dei disturbi del cavo orale più diffusi è la gengivite, ovvero un’infiammazione delle gengive. Il problema si manifesta
con arrossamento e gonfiore dei tessuti gengivali.
I batteri della placca sono i veri responsabili della gengivite, insieme ad alcune anomalie che possono concorrere
al suo accumulo. Il riferimento è soprattutto alla struttura dei denti e alle ricostruzioni dentali. Sulla comparsa della gengivite influiscono anche gli ormoni. 
Per questo motivo si può soffrire di gengivite durante la pubertà o in gravidanza. Anche la carenza di vitamine favorisce
la comparsa di questa infiammazione, ma questo problema riguarda soprattutto i Paesi in via di sviluppo. È bene comunque fare attenzione ad evitare le carenze di vitamina C, di vitamina A e di vitamine del gruppo B, come la vitamina B1 e la vitamina B2. Oltre a una corre a igiene orale, per contrastare la gengivite è suggerito anche l’oil pulling, una pratica che consiste in sciacqui profondi del cavo orale da praticare utilizzando un olio alimentare, come l’olio di sesamo, l’olio di cocco o il più comune olio extravergine d’oliva.