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Un Papa molto.... social

L’importanza della comunicazione sempre improntata alla concretezza



Un Papa molto.... social

“Dove sta l’uomo, lì sta anche la Chiesa, ecco perché il Papa è presente su Twitter e Instagram”.
Questa frase di monsignor Lucio Adrian Ruiz, segretario della Segreteria per la Comunicazione della Santa Sede, riassume in maniera perfetta la visione di Bergoglio dei social network e della comunicazione in generale. La forza comunicativa di Papa Francesco è stata palese sin dai primissimi giorni dal suo insediamento in Vaticano e in quest’ottica strategica non potevano mancare i social, il cui ruolo nella vita di oggi è più che mai predominante. Il Pontefice, come il suo predecessore Benedetto XVI, sa benissimo che per arrivare a un certo target bisogna affidarsi ai nuovi strumenti a disposizione: prima l’account Twitter, poi quello Telegram e infine il profilo Instagram. La nuova frontiera dell’evangelizzazione, in sostanza. Del resto Papa Francesco, già nel 2014, aveva lodato Internet, che “può offrire maggiori possibilità di incontro e di solidarietà tra tutti, e questa è una cosa buona, è un dono di Dio. Esistono però aspetti problematici: la velocità dell’informazione supera la nostra capacità di riflessione e giudizio e non permette un’espressione di sé misurata e corretta. [...] L’ambiente comunicativo può aiutarci a crescere o, al contrario, a disorientarci. Il desiderio di connessione digitale può finire per isolarci dal nostro prossimo, da chi ci sta più vicino. Questi limiti sono reali, tuttavia non giustificano un rifiuto dei media sociali; piuttosto ci ricordano che la comunicazione è, in definitiva, una conquista più umana che tecnologica”.

Insomma, sì ai social network, ma con attenzione, con oculatezza, rimanendo ancorati al concreto.
“Non sottovalutiamo il valore dell’esempio perché ha più forza di mille parole, di migliaia di likes o retweets, di mille video su Youtube” ha scritto Francesco su Twitter, lanciando un monito per richiamare all’adesione con la realtà. Secondo il Papa infatti, “occorre interrogarsi su ciò che (in Rete e sui social, ndr) è buono, facendo riferimento ai valori propri di una visione dell’uomo e del mondo, una visione della persona in tutte le sue dimensioni, soprattutto quella trascendente”. 
Anche perché, spiega Papa Francesco, “non è la tecnologia che determina se la comunicazione è autentica o meno, ma il cuore
dell’uomo e la sua capacità di usare bene i mezzi a sua disposizione”. I tweet di Bergoglio sono al centro di una mostra allestita a Milano e curata da Comune, Arcidiocesi e fondazione Culturale San Fedele, proprio in vista della visita del Pontefice prevista per il 25 marzo. La selezione di tweet è tratta dai cinque volumi editi dalla Libreria editrice vaticana negli ultimi due anni, ed è accompagnata dalle foto di Giovanni Chiaramonte: “Il successo di queste pubblicazioni che raccolgono i messaggi di Papa Francesco su Twitter - dicono gli organizzatori - è una dimostrazione tangibile di come il nuovo pontefice si muova con grande disinvoltura nel mondo della comunicazione digitale e dei social network, che stanno assumendo un ruolo sempre più importante nel nobile scopo dell’evangelizzazione”.
L’attività di Francesco sui social, insomma, è ampia e fornisce più di uno spunto di riflessione. Manca all’appello il profilo Facebook: già da diverso tempo si rincorrono le voci di un possibile sbarco anche sul social network più seguito in Italia e nel mondo.