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Il pane, con i suoi derivati, è al centro di ogni pasto, non solo nella “vecchia” Europa

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Il pane, con i suoi derivati, è al centro di ogni pasto, non solo nella “vecchia” Europa

Passano le mode, cambiano le stagione, ma a tavola c’è qualcosa che da secoli non manca mai: il pane. Nelle case, come al ristorante, è difficile trovare qualche tavola imbandita in cui manchi questo tradizionale compagno di viaggio per pranzi e cene.

Tante tipicità
Il pane non è solo un alimento, ma è anche il manifesto di un’Italia storicamente divisa tra innumerevoli campanili: ogni regione ha infatti più varietà di pane tipico, alcune delle quali sono state anche riconosciute come produzioni Dop e Igp e dall’Unione Europea. Una produzione variegatissima e ricca di storia, in grado di soddisfare ogni tipo di palato.

Abitudini diverse
Gli ultimi dati disponibili, diffusi dalla Coldiretti e riferiti al 2015, indicano che in media ogni italiano consuma circa 85 grammi di pane al giorno. Si tratta di un dato in leggera flessione rispetto agli ultimi anni, che rispecchia un cambiamento delle abitudini a livello mondiale e la contrazione generale dei consumi, ma il trend non intacca il fatto che questo alimento rimane centrale sulle tavole nel nostro Paese. Basti pensare che, sempre secondo il rapporto della Coldiretti, la spesa familiare in Italia per pane, grissini e crackers ammonta complessivamente a circa 8 miliardi all’anno. E secondo le statistiche divulgate da Fedima (Federazione europea dei produttori di ingredienti e semilavorati del pane e della pasticceria), l’italiano acquista in media 57 kg di prodotti del fornaio ogni anno, confermando così la sua predilezione per l’arte bianca.
nuove tendenze
Lo studio della Coldiretti fa luce anche su come siano cambiate le preferenze in tema di pane. Ad esempio, riscuote sempre maggior successo quello artigianale, che rappresenta l’88% delle vendite, a testimonianza di una accresciuta sensibilità per la qualità di ciò che si mangia. Cambia anche il peso delle pagnotte più acquistate, che mediamente ora si attesta intorno al chilogrammo. E, in linea con la tendenza a una alimentazione sempre più veloce all’insegna dello snack, aumentano i consumi di prodotti affini al pane come crackers e grissini.

Dal kamut al km zero: sempre più apprezzate le varianti salutistiche

Anche il mercato del pane si adegua alle trasformazioni dei gusti dei consumatori, sempre più attenti al biologico. Proprio questo tipo di prodotto sta incontrando un sempre maggior favore tra il grande pubblico. Cresce la richiesta di pani senza glutine o realizzati con cereali alternativi, come kamut e farro. Inoltre, sono sempre più apprezzate le varianti a lunga lievitazione, senza grassi, il pane integrale e quello a km zero, realizzato direttamente dai produttori agricoli anche con varietà di grano locali spesso salvate dall’estinzione. Insomma, al pane non intende rinunciare proprio nessuno.

Produzione quotidiana di 72mila quintali

Secondo i dati divulgati da Assipan ogni giorno in Italia vengono sfornati circa 72mila quintali di pane. Le imprese attive nel reparto della panificazione a fine 2014 erano ben 41.298, per un totale di circa 180mila persone occupate nell’intero comparto, la maggior parte delle quali (oltre 105mila) è impiegata nel campo nella produzione di prodotti di panetteria freschi.