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Rifiuti, da scarti a opportunità: le potenzialità del riciclo

In vent’anni il settore si è rivoluzionato grazie a norme e sensibilità



Rifiuti, da scarti a opportunità: le potenzialità del riciclo

Quello dei rifiuti è un problema complesso e in continua evoluzione: si tratta, infatti, di un mondo caratterizzato da cambiamenti profondi, dove l’introduzione di tecnologie all’avanguardia, le trasformazioni normative e la sempre maggiore sensibilizzazione ai temi ambientali hanno mutato il settore e lo status stesso dei rifiuti: nel corso degli anni questi sono diventati da scarto a risorsa economica di primo piano.

LA SITUAZIONE
Una leva fondamentale per questo cambiamento è stata, in Italia, l’attuazione del decreto legislativo 22/97 che, recependo tre importanti direttive europee, ha rivoluzionato i diversi modelli di gestione, mettendo al centro il recupero e il riciclo.
Da allora sono passati 20 anni, e molto è mutato nel comparto. Una chiara immagine di questa trasformazione emerge dai dati elaborati dall’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra). Da sottolineare in particolare il calo d’importanza della discarica a favore del riciclo: un fenomeno che rientra nell’affermazione della cosiddetta economia circolare, nella quale la crescita produttiva si slega dall’estrazione di nuove materie prime. Basti pensare al fatto che vent’anni fa l’80% dei rifiuti urbani veniva smaltito in discarica, contro il 9% destinato alla raccolta differenziata.
Nel 2015 la situazione è fortunatamente cambiata in modo profondo: il primo dato è diminuito fino al 26%, mentre il secondo
è cresciuto fino al 47,6%. Sullo sfondo si registra però anche un aumento della produzione di rifiuti urbani: era di 21,3 megaton nel 1997, ma è incrementata di tre megaton nel 2015. In quest’analisi occorre poi considerare anche le differenze geografiche, con cinque regioni del sud (Basilicata, Puglia, Molise, Calabria e Sicilia) sotto agli standard per quanto riguarda la raccolta differenziata, e gli ottimi risultati di alcune città del centro e del nord, tra cui si distingue anche Parma, che nel primo trimestre del 2017 ha già raggiunto risultati eccellenti, ancora migliori di quelli dell’analogo periodo dell’anno scorso.

A PARMA
Applicando il nuovo metodo di calcolo, Parma raggiunge la percentuale del 79,4% (nel primo trimestre 2016 era al 72,9%) per la raccolta differenziata. Nel dettaglio gli indicatori principali hanno registrato incrementi positivi di raccolta dei materiali per carta e cartone (+1,1% rispetto al 2016), frazione organica (+0,5%), plastica e barattolame (+2,1%) e vetro (+8,7%).