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Dalla Cattedrale a San Giovanni scoprendo il genio del Correggio

In città alcune delle opere maggiori di Antonio Allegri, con gli affreschi della cupola del Duomo e del Monastero



Cattedrale

Respirare arte, cultura e storia a ogni angolo è un’esperienza straordinaria che solo in Italia è possibile vivere in maniera così massiccia. Tra le maggiori città a regalare questa sensazione si annovera senza dubbio Parma, capitale della Food valley ma anche emblema della magnificenza e del genio dei grandi artisti che si sono succeduti nei secoli. Come Antonio Allegri, detto il Correggio, uno dei più grandi pittori italiani del Cinquecento. 

LA SVOLTA DUCALE Non esistono dati certi sulla formazione giovanile del Correggio, ma è noto che il trasferimento a Parma, nel 1519, fu per lui una svolta significativa. Il pittore venne chiamato ad affrescare l’appartamento della badessa Giovanna, nel Monastero di San Paolo: la Camera introduce a Parma un linguaggio pittorico compiutamente umanistico. Dipingendo un berceau ad intrecci vegetali, Correggio annulla le cordonature dell’originale volta tardo gotica ad ombrello. Lo spazio architettonico viene quindi azzerato dallo spazio dipinto come i dettami filosofi ci della cultura neoplatonica suggerivano all’autore. La decorazione si evolve, dal centro della volta con il triplice lunare stemma della Badessa, suddividendosi in sedici spicchi; i putti si affacciano, dagli ovali, nell’intreccio di rami e foglie portando simboli allegorici della caccia.

FAMA RICONOSCIUTA Le decorazioni, intrise di spirito rinascimentale, riscossero un grande successo, tanto che i benedettini del Monastero di San Giovanni lo ingaggiarono per affrescare la cupola, i pennacchi, l’abside, il soffitto del presbiterio e altre parti della chiesa: lungo la navata centrale corre il fregio del Sacrificio Ebraico e Pagano, disegnato dal Correggio e realizzato da Rondani. Nel frattempo, Correggio dipinse Il martirio di quattro santi e il Compianto su Cristo morto, ora in Galleria Nazionale, la Madonna di San Sebastiano (Dresda), la Madonna della cesta (Londra) e il Matrimonio mistico di Santa Caterina con San Sebastiano (Parigi). Terminato il lavoro in San Giovanni, nel 1526, Correggio iniziò ad affrescare in Cattedrale la cupola e i pennacchi, ponendo in questi ultimi i quattro santi patroni della città, e nella cupola, l’Assunzione di Maria Vergine, cui è dedicata la chiesa. Era il periodo della piena maturità, quando l’artista produsse capolavori quali la solenne Madonna di San Gerolamo, la Notturna Adorazione dei pastori e la Madonna della scodella. Nel 1530 Antonio Allegri lasciò Parma per trascorrere lunghi periodi nella nativa Correggio, ma è nella città Ducale che si possono ammirare alcuni dei capolavori maggiori del genio.