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Alluvione: il Comune ha delle colpe?

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E' il tema politico del momento ed è al centro di attacchi e repliche vivaci fra opposizione e maggioranza. Come è stata gestita dal Comune l'emergenza alluvione (e l'allerta iniziata nel weekend)? Detto per dovere di cronaca che il sindaco Pizzarotti ha chiamato in causa anche gli altri enti preposti - e del resto le nostre cronache non si sono certo limitate a parlare del Municipio - il ruolo del Comune sarà al centro del dibattito che si terrà a breve in Consiglio, mentre le polemiche continuano attraverso le varie lettere aperte  . 

Su questo tema, come ogni giorno, lasciamo la parola ai lettori, che possono votare il sondaggio ed anche esprimere la loro opinione nello spazio commenti.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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  • Andreaparma

    30 Ottobre @ 14.03

    Il Comune è tanto sensibile a questa problematica che il sindaco non ha assegnato nessuna delega (neppure l'ha avocata a se stesso) alla Protezione Civile. Mi chiedo anche se nessun componente della giunta si sia mai recato in Via del Taglio, dove esiste una delle più moderne e avanzate sedi della protezione civile, ad assistere a una riunione operativa per capire come funziona la macchina organizzativa, dotata di personale e mezzi notevoli.

    Rispondi

  • silvia

    30 Ottobre @ 12.21

    s!lvia

    Ovviamente io non intendevo né evacuazioni né creare allarmismi inutili, ma semplicemente tenersi pronti, essere preparati nell’eventualità e stare all’erta senza minimizzare, tener conto dei rischi del territorio e se c’è un sistema che non funziona tenerne conto (magari fare qualcosa per migliorarlo se si può), essere pragmatici, che le calamità possono succedere, poi se è più comodo lo scaricabarile o il fatalismo non vedo come le cose possano migliorare

    Rispondi

    • jumbler

      30 Ottobre @ 15.05

      Nessuno deve minimizzare nulla, ma cominciamo a renderci conto che l' esondazione del Baganza è un evento epocale, con tempi di ritorno di secoli e non di pochi anni come invece accade a Genova, che senza la cassa di espansione alla prossima occasione che potrebbe ripetersi tra 500 anni, ma anche fra 10 anni la città si ritroverà nella stessa condizione qualunque sia il colore politico della giunta in carica, che le casse di espansione potrebbero non essere sufficenti in caso di eventi ancora più estremi se non si comincia a fare seriamente la manutenzione ed una corretta regimentazione dei corsi d'acqua a partire a monte dalle sorgenti. Basta farsi un giro lungo la Val Parma o la Val Baganza per verificare in che stato di abbandono versino i due fiumi ed i loro affluenti secondari. Alvei invaso dai tronchi scesi dai versanti, briglie distrutte, assenza di pennelli per moderare la velocità di deflusso delle acque, insomma un vero disastro.

      Rispondi

      • silvia

        30 Ottobre @ 19.06

        s!lvia

        Ma certo che sono coinvolti tanti enti e comuni, le responsabilità sono tante e che le sole casse di espansione potrebbero anche non essere sufficienti, si fa sempre un gran parlare di sconvolgimenti climatici, scarsa cura e attenzione per l’ambiente, nel momento in cui hai la possibilità di fare qualcosa, prendere iniziative, non fai nulla? mi sarei aspettata molto più interesse e iniziativa, magari piccole cose concrete come lo sgombero delle aree golenali, si riempiono sempre tanto la bocca di parole, criticano di qua e di là ma mi dispiace alla prova dei fatti non sono nulla di diverso

        Rispondi

  • silvia

    30 Ottobre @ 10.06

    s!lvia

    Questo è un comune a rischio, Il torrente Baganza è a rischio, Il primo responsabile della protezione civile in ogni Comune è il Sindaco, che dovrebbe studiare, prevenire, prevedere, vigilare, preparare un piano per far fronte alle calamità… Io quando leggo che c’è un’allerta nel mio piccolo ne tengo conto e anche se potrebbe non succedere nulla sistemo le cose in modo che nel caso sono preparata, pensavo che gli amministratori di un comune a rischio si preoccupassero di fare lo stesso, preparare un piano, vigilare...

    Rispondi

    • jumbler

      30 Ottobre @ 10.45

      Quando la sala regionale di protezione civile dirama lo stato di attenzione, il Sindaco non deve evacuare le zone potenzialmente a rischio e nemmeno generare allarmismi ingiustificati tra la popolazione ma : 1- verificare che il responsabile del Centro Operativo Comunale (COC) sia avvisato e allertato; 2- verificare con il responsabile del COC che tutti i canali di comunicazione siano funzionanti e funzionali; 3 - comunicare ai responsabili di funzione dello stato di allerta; 4 - attendere ulteriori disposizioni da parte della sala regionale; Il tutto è normato dalla Legge Regionale n° 1 del 07/02/2005 in materia di " Norme in materia di protezione civile e volontariato" e succ. modif. int. Queste sono le disposizioni cui ogni comune allertato deve attenersi, tutto il resto è noia.

      Rispondi

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