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Sacchi: ha fatto storia o doveva vincere di più?

Sacchi: ha fatto storia o doveva vincere di più?
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Nella bella pagina che oggi gli dedica la Gazzetta di Parma (intervista di Sandro Piovani e controcanto con le obiezioni di Gianni Brera sul "profeta dell'eretismo podistico") ci sono entrambe le facce del pianeta Arrigo Sacchi.

Un'utopia fatta calcio, un visionario arrivato sul tetto del mondo partendo (2 anni e mezzo prima) dalla genuina e intelligente provincia calcistica del Parma di Ceresini. Ma anche un tecnico che ha diviso spesso, fra chi ne ha sposato con entusiasmo la filosofia e chi ne ha criticato gli eccessi. Alla vigilia dei suoi 70 anni (ma davvero non si può dire che l'Arrigo da Fusignano sia stato  un calcistico pesce d'aprile), si può tentare un lucido e definitivo giudizio?

Oddio, chi scrive è fra meno indicati a proporvelo, essendo da tempo e convintamente sacchiano. Cosa che però non impedisce di vedere anche limiti ed eccessi di un'avventura comunque fantastica. Proviamo a sintetizzare:

Pro - Da Parma a Milano ha vinto subito, inanellando la sequenza scudetto - Champions - Intercontinentale - Champions (più qualche Supercoppa a contorno) nonostante pochi dessero credito al tecnico venuto dalla provincia e senza pedigree. Ma soprattutto è passato alla storia per "come" ha vinto. Ci sono partite (il derby con l'Inter del primo scudetto, l'umiliante 5-0 al Real Madrid, la finale con lo Steaua) in cui gli 11 rossoneri sembravano 14 o 15, tale era lo strapotere sull'avversario. E se pochi giorni fa abbiamo reso omaggio all'Olanda di Crujiff come la più bella incompiuta a livello di Nazionale, al Milan di Sacchi è stata dedicata l'etichetta di "squadra perfetta".

Contro - In Italia poteva sicuramente vincere di più. E il dopo-Milan non è stato, complice anche il subentrato stress, all'altezza degli anni rossoneri. Anche se quel Mondiale perso solo ai rigori con il Brasile non è mai stato valutato a sufficienza e con obiettività.

Equivoci e inesattezze - Anche nelle frasi del grandissimo Gianni Brera riportate oggi dalla Gazzetta qualche imprecisione non manca (Dio mi perdoni se lo affermo...). Si è scritto che era "facile vincere con i 3 olandesi" (Ma in realtà quando Sacchi vinse lo scudetto Rijkard non c'era ancora e con Van Basten a lungo assente. E i due anni successivi, la "fortunata nebbia di Belgrado" gli fece perdere per mesi l'infortunato Gullit, quello che in Italia faceva la differenza fisica contro difese ormai schieratissime). Si dice "facile vincere con un libero come Baresi", dimenticando che all'arrivo di Sacchi il capitano rossonero era in Nazionale il vice del veronese Tricella e Vicini cercava di riciclarlo come mediano (...). E si dimentica che in un campionato con il Napoli di Maradona e l'Inter di Mattheus era quasi impossibile mantenere il vertice dedicandosi contemporaneamente alla Coppa dei Campioni che era la vera mission berlusconiana.

Quello in cui però Brera aveva pienamente ragione era nel sottolineare gli eccessi di Sacchi, dovuti a mio avviso alla mancanza di esperienza come grande calciatore e quindi alla difficoltà di capire alcuni "capricci", come nel caso di Van Basten. Ecco perchè Fabio Capello vinse poi più di lui in Italia (ma meno in Europa), ed ecco perchè un altro grande ex calciatore come Carlo Ancelotti ha applicato con risultati ancora migliori la lezione di Sacchi, dopo avere sperimentato sulla sua pelle alcuni eccessi figli proprio del sacchismo (il no parmigiano a Baggio dopo aver già lasciato partire Zola: per poi vincere uno scudetto sulla panchina del Milan con quattro numeri 10 contemporaneamente in campo...)

Ma qui si ferma il cronista, invitandovi innanzitutto a leggere la pagina della Gazzetta e chiamandovi poi a rispondere al nostro sondaggio: un Sacchi che ha fatto la storia o un Sacchi che doveva vincere di più? Ai supporter l'ardua sentenza...

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Sacchi è un grande che ha fatto la storia del calcio

Sacchi avrebbe dovuto vincere molto di più

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  • step

    31 Marzo @ 18.02

    Per me decisamente sopravvalutato...un buon tecnico con il merito di aver portato avanti le sue idee, aver portato una ventata di novità nel calcio italiano e...nulla più; chi è venuto dopo di lui sulle panchine delle squadre più forti come Juventus e Milan, ha vinto di più e meglio; abbiamo esportato fior di allenatori che all' estero hanno fatto una figura migliore di lui; in nazionale voluto e osannato da Matarrese, ha avuto poteri e possibilità non concesse a nessun altro con la fortuna che lo ha accompagnato in uno dei più brutti mondiali mai giocati(andare a rivedere la storia di quella competizione) e un eliminazione all' europeo 96 con poca gloria. Vittima dello stress che ha contribuito ad immettere nel più bel gioco del mondo

    Rispondi

  • baclan

    31 Marzo @ 16.51

    Articolo scritto molto bene che chiarisce una volta per tutti il falso "mito" che Arrigo vinse grazie ai tre olandesi. In realtà i tre giocarono pochissimo assieme.

    Rispondi

  • olderthanpilotta

    31 Marzo @ 16.33

    Come spesso accade, credo che la verità stia nel mezzo. Sacchi è stato un eccellente tecnico, ma decisamente troppo osannato: non ha fatto la storia, perché non ha innovato il calcio (quello italiano sì, certamente, ma non in assoluto), ha ottimamente ed efficacemente rivisitato ciò che altri, prima di lui, avevano pensato (Rinus Michels fra tutti). E' stato un eccellente tecnico, ma non un grandissimo, perché i suoi successi si concentrano in tre stagioni su una sola panchina. Personalmente, ritengo che Carlo Ancelotti (che pure da Sacchi ha imparato molto) gli sia di gran lunga superiore.

    Rispondi

  • federicot

    31 Marzo @ 12.51

    federicot

    Per me ha vinto anche troppo.

    Rispondi

  • Cippa

    31 Marzo @ 12.18

    Ha fatto la storia del calcio, viaggio per lavoro e in qualsiasi paese dove sono andato, Sud America, UK, o anche Russia tutti hanno ammirato e apprezzato il suo gioco.

    Rispondi

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