Il fotografo e l'architetto Farri "duella" con Kuma
di Alessia De Rosa
Non «ruba» momenti. Lui aspetta. E crea istantanee perfette. E’ Stanislao Farri, uno dei fotografi italiani più apprezzati del panorama artistico contemporaneo. Ieri pomeriggio, nell’aula dei Filosofi della nostra università, è stata presentata la sua ultima mostra fotografica, «Viaggio intorno alla nuvola di Kengo Kuma». L’esposizione è stata organizzata dal Centro sociale universitario, da Parma Urban Center, con il patrocinio del Comune e della facoltà di architettura del nostro Ateneo, e rimarrà allestita fino al 2 dicembre, negli spazi del Parma Urban Center.
Quaranta scatti, tutti raffiguranti la «Casalgrande Ceramica Cloud», del famoso architetto giapponese Kengo Kuma, collocata nelle vicinanze dell’azienda ceramica «Casalgrande Padana». Un incontro, quello con l’opera architettonica, nato per caso, dopo che l’artista reggiano era stato incaricato, insieme ad altri fotografi, di documentare i «segreti» della fabbrica. Al lavoro artistico è poi seguita l’esposizione fotografica che Farri, insieme agli altri fotografi impegnati nell’impresa, ha presentato quest’anno a Reggio Emilia. «Le fotografie presentate completano la mostra precedente – ha spiegato Aldo Amadasi, del Centro sociale universitario -. Con questi scatti l’artista permette di coniugare insieme discipline diverse, come l’architettura, la fotografia e l’arte». Scatti inediti, in cui la struttura architettonica non è mai sola: c'è il gioco di luci e ombre «intrappolate» nell’obbiettivo e ci sono le nuvole a fare da sfondo all’opera di Kuma. Il tutto realizzato con pazienza, aspettando l’incontro perfetto tra la luce e la struttura architettonica. «Ogni fotografia scattata all’opera, interamente bianca, è diversa dall’altra – ha spiegato l’artista – L’opera di Kuma è come una nuvola: cambia in continuazione. Qualsiasi scatto si trasforma se fatto pochi minuti dopo». «La fotografia di Farri documenta e scava l’invisibile dentro al visibile – ha aggiunto Sandro Parmiggiani, curatore del catalogo –. Un lavoro che lo stesso artista ha più volte concepito come la sua «tesi di laurea»». La mostra fa parte dell’approfondimento di Parma Urban Center sul tema dell’interpretazione dei luoghi e del rapporto tra architettura e fotografia. «Quello del Parma Urban Center vuole essere uno spazio della città – ha aggiunto Dario Costi, presidente del Parma Urban Center –. In un periodo non proprio facile per Parma il nostro obiettivo è quello di investire nelle idee e nelle iniziative del nostro territorio attraverso progetti di spessore come questi».
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