di Isabella Spagnoli
Una bufera si abbatte sul monte Selaro, in Val di Bratica e il cielo sembra trasformarsi in un mare in tempesta. Nuvole gonfie di pioggia combattono contro il vento, sfidano tutto ciò sta sotto di loro. Come stracci polverosi avvolgono l’atmosfera, tolgono spazio e respiro ad erba e alberi.
La furia degli elementi si impasta nell’aria e l’atmosfera viene catturata da un’immagine in bianco e nero che, insieme ad altri scatti di una natura ora statica, ora in fermento, si lascia ammirare, fino a sabato, nello spazio espositivo della galleria «In San Lorenzo 3», ubicata nell’omonimo piazzale nel cuore della nostra città. Ventidue immagini, in bianco e nero, del parmigiano Marco Fallini che «parlano» dell’Appennino emiliano e di alcuni suggestivi luoghi della Lunigiana sono appese alle pareti di questo grazioso spazio espositivo dove, attualmente, è in corso un’altra mostra che evoca atmosfere montane, intitolata: «Interni in quota».
Sono proprio le montagne, le colline, i sassi, gli alberi centenari, i corsi d’acqua che sembrano sgorgare dal nulla, vecchie pievi, monasteri o borghi dimenticati dal mondo i soggetti preferiti di questo fotografo che ha esposto in diverse personali e ha pubblicato ben cinque volumi fotografici (il sesto intitolato «Castelli e borghi medioevali del Parmense» sarà stampato a breve).
Fallini ama e conquista con il bianco e nero che, a suo parere, ha molto più colore del colore stesso (come da sempre sottolinea il famoso fotografo Mario Giacomelli). Un bianco e nero «classico», su carta baritata, che grazie ai suoi cristalli d’argento regala sfumature e profondità inimmaginabili. Un bianco e nero che diventa astrazione, porta aperta sul metafisico, emozione da riscoprire e da custodire nelle nostre case. Piccole, medie e grandi le fotografie di Fallini ritraggono i Lagoni, immortalati in contro luce.
Specchi d’acqua, circondati da fronde, da dove emerge un masso che dona all’immagine un’atmosfera zen. Oltre ai laghi, canyon lunghi chilometri percorsi da acque che bagnano le sponde di paesini della Lunigiana dalle atmosfere di fiaba. Un seccatoio di castagne è ritratto nella sua immobilità, il tempo sembra essersi fermato. L’aria si fa polverosa. Il nero e il bianco, in questa foto, sembrano non esistere più. C'è solo il grigio.
Sfumature di nebbia prendono forma anche nel tronco di un albero, simile ad un cadavere sputato sulla riva di un fiume; o nel ritratto del passo del Lagrimone dove spicca un bianco che abbaglia, latte che pare prendere vita al di là della foto. Immagini di casa nostra salvate dall’obiettivo di un fotografo sensibile e capace in grado di regalare al buio e alla luce, al bianco e al nero, colori e significati da riscoprire di volta in volta.
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