Quando il "basso costo" puzza di bruciato
di Luigi Alfieri
Quando si cercano le occasioni low cost su Internet bisogna essere cauti e servirsi di siti che godano di una buona reputazione internazionale. La mancata prudenza può causare brutte sorprese. A me, in questi giorni, è capitato di cercare uno «studio» (monolocale con angolo cottura) a Londra. Ho iniziato una «indagine» su Google e in un attimo mi sono trovato un'offerta straordinaria: uno locale a Knightbridge (a duecento metri da Harrod's) ben arredato e dotato di Internet Wi fi a 55 sterline. Un affarone. Forse troppo affarone... C'era un numero di telefono e ho subito chiamato. Ma una voce metallica mi ha risposto «spiacente, il numero è inesistente». Strano. Allora ho spedito una mail. Chiedendo di vedere alcune foto degli interni e degli esterni dell'edificio. Perché non si sa mai... In pochi minuti mi è arrivata la risposta. «Bastano le foto pubblicate sul sito». Ma ho notato una cosa strana: l'addetta dell'agenzia si firmava con un nome molto britannico, ma scriveva un inglese come il mio: scarso, non certo da madrelingua. Ho cominciato a pensar male. Ho chiesto nuovi dettagli. La misteriosa signora mi ha scritto che preferiva parlarmi per telefono. Io le ho scritto che avevo bisogno di un numero funzionante. Lei mi ha scritto, col solito inglese traballante, che se le davo il mio numero chiamava lei. Non l'ho mai sentita. Dopo pochi giorni, le ho mandato una nuova mail in cui chiedevo spiegazioni sul suo strano comportamento e che se non le avessi avute mi sarei rivolto alla polizia postale.
Dopo poco il sito che pubblicizzava lo studio è scomparso da Internet. Se avessi spedito i soldi che mi chiedevano?
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