di Guido Bernardi
Come St. Moritz e Gstaad stanno alla Svizzera, o Megeve alla Francia, così Kitzbühel sta all’Austria. In questa ampia valle soleggiata, circondata da alte montagne boscose, si dà appuntamento ogni inverno il meglio dell’Austria, con un pizzico anche di inglesi, italiani, tedeschi e americani.
Meno mondana di St. Moritz e meno sofisticata di Gstaad, Kitzbühel è elegantemente sobria, un po’ all’antica, molto sportiva. Nelle stradine del centro, fra le antiche case dalle facciate decorate con disegni tirolesi o stemmi, non è raro vedere uomini in loden e panciotto di seta e signore in “dinderl”. Ma sotto questa scorza tradizionale, Kitzbühel nasconde numeri e caratteristiche di tutto rispetto: 54 impianti di risalita, 10 funivie, 26 seggiovie, 14 skilift, 4 tapis roulant e 170 km di piste battute su 690 ettari; la più spettacolare cabinovia a triplo cavo è qui e porta dal monte Pengelstein al Wurzholn; con uno sbalzo di 3,7 km ed a 400 m sul suolo, trasporta 4200 sciatori l’ora. Non a caso, in Italia è conosciuta per una delle più spettacolari gare di sci di Coppa del Mondo con i migliori discesisti che si sfidano in picchiata verso valle sulla Streif.A tanta tecnologia si affianca poi la gioia di vivere austriaca: c’è un famoso valzer di Strauss intitolato “Vino, donne e canto”, e la filosofia di Kitzbühel non si allontana molto da quel mito viennese: basti pensare che sulle piste ci sono ben 56 ristoranti, baite, stube, dove è possibile gustare la cucina, i vini, la birra locale.
Fra i più piacevoli: Brugger Alm (www.bruggeralm.at) Sulle piste di Jochberg, è uno chalet dove la “filosofia” austriaca aleggia costantemente: fra boccali di birra, enormi salsicce e vini profumati, sia sulla solatia terrazza che, nel caldo interno, l’allegria è d’obbligo. Altrettanto caldo, accogliente è il Toni Alm (www.toni-alm.at), un po’ più sofisticato ed elegante; rifugio di sciatori “aristocratico-ghiottoni”. Bellissima la sala del camino.Bella e dalla splendida vista il Rosis Sonnbergstubn (www.sonnbergstuben.at) con una cantina “psichedelica” e una clientela di tutto rispetto. La cucina è anche qui molto tradizionale. Per uscire dalla cucina classica austro-alpina e trovare l’eccellenza gastronomica, bisogna andare al Sra – Bua (0043535550100) di Jockberg, qui nell’ambito del Kempinski Hotel Das Tirol, Winni Brugger ha creato un capolavoro di cucina fusion: tra Giappone, Tailandia, Cina e Austria. In un bellissimo ambiente, dominato da un grande lampadario di Murano, si gustano piatti come i granchi in tempura, la tagliata di tonno, l’aragosta in salsa piccante. È veramente spaziale questo nuovissimo Kempinski Hotel Das Tirol (www.kempinski.com/tirol) di Kitzbühel, in tutti i sensi del termine: perché gli spazi sono veramente inusuali per un albergo moderno, perché gli arredamenti sono caldi, design e classici contemporaneamente; perché la cucina è di raro equilibrio e qualità, sia al ristorante principale che all’Asia Fusion “Sra-Bua”. Spaziale con i suoi 3600 mq la Spa e spaziali anche i prezzi: 3 notti compreso ski pass e cena a 906 euro.
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