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Bernazzoli: "Consulterò i sindaci, poi decido se restare"

La scelta riguarda la fase transitoria, dal 25 giugno al 31 dicembre - Video: "Non ho motivazioni personali"

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Il presidente della Provincia Vincenzo Bernazzoli farà una serie di consultazioni con i sindaci del Parmense per decidere se restare alla guida dell'ente nella fase transitoria, dal 25 giugno al 31 dicembre (video).

Solo dopo deciderà se la giunta lascerà alla scadenza naturale, lasciando il posto a in commissario, oppure proseguendo per oltre sei mesi senza percepire compensi.
Bernazzoli è critico e sottolinea che comunque le responsabilità restano. L'impegno con gli elettori era fino al 25 giugno e, sottolinea, la giunta provinciale lavorerà come previsto. Dopo quella data le prospettive sono due: presidente e giunta restano in carica senza percepire compensi fino al 31 dicembre, come chiede il governo, oppure non accettano e vengono sostituiti da un commissario.
Incontrando i cronisti, Bernazzoli spiega che entrambe le scelte presentano problemi e conseguenze per il territorio amministrato.
Il governo chiede agli amministratori di rimanere ad interim: "Se fosse un problema che riguarda tutti - dice Bernazzoli - saremmo della partita" ma toccando solo le Province "è un tema delicato. O siamo tutti dei ricchi ereditieri oppure si pone un problema" perché gli amministratori lavorerebbero senza stipendio, continuando ad assumersi le responsabilità del caso. "C'è un profilo di incostituzionalità", sottolinea il presidente, che sul piano personale si dice comunque tranquillo. Tra l'altro lui nemmeno potrebbe ricandidarsi, avendo esaurito due mandati.
D'altro canto, lasciare il posto a un commissario "in una fase così eccezionale, complicata e rischiosa" potrebbe creare problemi al territorio: "Può anche essere che fino a fine anno non si decida più niente". Per questo Bernazzoli dice, parlando a nome di tutta la giunta provinciale di Parma, "siamo molto indecisi" sulla scelta da assumere. "Abbiamo pensato di prenderci il tempo sufficiente per capire se un eventuale impegno fino a fine anno possa essere considerato utile", in primis dai sindaci. "Dopo una consultazione con i sindaci, presidente e giunta decideranno". 

Durante la conferenza stampa Bernazzoli non ha nascosto le sue perplessità per la legge, che trasforma le Province in enti di secondo livello ma non le abolisce davvero. Lui ribadisce di essere sempre stato a favore di una riforma però l'importante sarebbe capire a favore di che cosa: "Non ho condiviso il metodo", così come definisce "bizzarro" il fatto che il 25 giugno 2014 i Consigli provinciali decadano ma a giunta e presidente si chiede di restare. A suo avviso si rischia "un accentramento del processo decisionale regionale"; dato che Bologna diventa Città Metropolitana, cambiano gli equilibri fra le realtà sul territorio. "Le Province depotenziate richiamano il tema dell'Area Vasta". Bernazzoli cita l'esempio della Romagna, che ha unito le aziende di trasporti e la sanità, mentre nella parte occidentale della regione il discorso non è mai stato affrontato veramente. 

 

 

Il video è l'inizio della conferenza stampa, durante la quale Bernazzoli ha illustrato cosa cambia con la legge che trasforma le Province. 

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  • Alberto

    05 Aprile @ 23.23

    I parmigiani gli avevano già suggerito di andarsene alle elezioni comunali di due anni fa ma c'è chi non vuol sentire...

    Rispondi

  • luigi lucchi

    05 Aprile @ 18.57

    SEMPRE MENO DEMOCRAZIA E AI CITTADINI VOGLIONO FAR CREDERE CHE E' MEGLIO. CHE SCHIFO! http://www.youtube.com/watch?v=d0-wXj5KJiM&list=PL74D682735A2F442A

    Rispondi

  • Danyel

    05 Aprile @ 16.23

    Bernazzoli e giunta, e consiglieri senza preconcetti partitici, dovrebbero "lavorare" per mettere insieme anche nell'Emilia Ovest un' Area vasta, comprendente chi ci sta, delle vecchie province, se poi Piacenza Reggio E. e Modena non ci stanno, sentirsi con La Spezia, Massa-Carrara e Mantova, ma anche Cremona e Verona, bisogna diminuire il potere delle Regioni, che stanno sempre piu' accentrando quelle minime liberta' che ci lascia il Governo da Roma: ma pensate che gliene frega qualcosa, ad Errani&company, delle frane di Corniglio, Berceto o Bedonia o Borgotaro? ma se non sa neanche dov'e' Borgotaro...

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  • gigiprimo

    05 Aprile @ 15.51

    vignolipierluigi@alice.it

    questa è una rivoluzione politica, su 110 province un terzo è governato dal centro destra, i comuni sono 8092 e, forse, la percentuale è simile? potrebbe però essere diversa e i matematici pd ne sanno più di me! eliminando le province e mettendo in mano ai comuni il potere si potrebbe ribaltare il voto degli italiani! e tenete conto che c'è sempre stata differenza fra voto amministrativo e voto politico! ed è in base a quella differenza che il pci prima ei pd poi, non aveva mai preso il potere!

    Rispondi

  • Oberto

    05 Aprile @ 14.48

    bernazzoli è tranquillo, i suoi amici a Roma un buon posticino di lavoro ( lavoro? beh si un posticino da politicante), ben retribuito dalla collettività glielo trovano sicuramente.

    Rispondi

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