Intervista

Matteo Lazzara: "L'emozione di parlare nella Piazza piena"

UnderParma: storie di giovani - Video

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Matteo Lazzara è il presidente della Consulta degli studenti delle superiori.

Nella festa del 25 aprile, ieri è stato uno dei "relatori ufficiali", subito dopo sindaco e presidente della Provincia, nella Piazza Garibaldi gremitissima: e le sue parole hanno raccolto consensi e applausi.

Ecco perchè abbiamo voluto inaugurare proprio con lui un nuovo spazio "UnderParma", che periodicamente dedicheremo a storie under 30, di ragazzi parmigiani.

Una sorta di Vasca del terzo millennio, per riprendere un dialogo sui giovani di Parma (e soprattutto "con" i giovani) e raccontare iniziative, problemi e sogni degli adolescenti della nostra città, come già abbiamo fatto in passato sia attraverso Tv Parma che su questa Gazzetta web.

E naturalmente aspettiamo segnalazioni e contributi, atraverso lo spazio commenti di questo articolo o scrivendo al nostro indirizzo mail sito@gazzettadiparma.net 

Intanto, per chi non era in Piazza, ecco il testo del discorso di Matteo Lazzara:

Buongiorno a tutti, è per me un onore poter parlare a nome degli studenti della Provincia di Parma e vorrei porgere un ringraziamento speciale a tutti i presenti, al Sindaco, al Presidente della Provincia e agli organizzatori.
Oggi, si celebra una grande conquista, quella ottenuta da parte dei partigiani a seguito della campagna di resistenza italiana dal 1943 al 1945 opposta al fronte nazi-fascista. Tanti studenti, esattamente come noi, in difesa dei propri ideali, combatterono a fianco di altri partigiani per l’Italia e fecero proprio il destino della nazione.
Fanno parte di una storia che noi abbiamo la fortuna di poter apprendere ogni giorno, seduti ai nostri banchi ed al fianco dei nostri compagni di classe. Una storia che impariamo sulle scelte che l’uomo ha fatto, sulle conseguenze che ha causato in modo che nel presente e nel futuro, non vengano più commessi quegli errori fatti in passato. Studiamo una storia, che senza accorgercene, facciamo anche noi continuandola a scrivere. Celebriamo oggi chi ha scritto quelle pagine che troviamo ora sui libri, sulle lapidi e sui monumenti, in modo da poter rendere continuativo il loro ricordo e continuare a scrivere, ora, nel presente, ciò che ci lega a loro.
Il legame che noi abbiamo, è quello della condizione di studente. Loro, nelle stesse aule e seduti come noi a fianco dei loro compagni di classe, decisero di fare la storia, portando avanti i loro ideali senza averne paura. Einstein diceva che: ‘Solo quelli che sono così folli da pensare di cambiare il mondo, lo cambiano davvero’. E ora, a nome degli studenti, rivolgo questa domanda, quanti folli ci sono ancora oggi? Quanti sono pronti a lottare per i propri ideali?
Forse si può essere un po’ folli anche solo volendo essere semplicemente se stessi, non omologandosi a tutto e a tutti. Avendo il coraggio di essere diversi e di essere liberi. La nostra società sta cambiando e dobbiamo mantenerci legati ai valori che hanno caratterizzato la resistenza. Parlo di quei valori come il coraggio, la libertà e l’onestà che la classe politica per prima dovrebbe dare come esempio.
Non dobbiamo nasconderci dietro lo schermo di un computer, non dobbiamo aver paura di reagire alle ingiustizie ed infine non dobbiamo lasciare corrompere i nostri ideali, perché è esattamente ciò che i partigiani non hanno fatto e questa giornata, pertanto, è un modo per celebrare questi stessi principi. Un monito, per noi giovani, ad essere ciò che siamo. Lasciamo da parte l’omertà, per avere il coraggio di far sentire la nostra opinione.
La scuola deve creare cittadini liberi, che guardino al mondo con occhi che vogliono vedere. La politica, proprio per questo, deve investire nella formazione dei futuri italiani rimanendo legati a quei valori della costituzione, che rileggendoli oggi, sembrano un po’ troppo distanti.
Ho avuto la fortuna di poter fare un percorso formativo in cui ho imparato che conoscere significa libertà, che cittadinanza significa partecipazione attiva ed infine che futuro significa come io riuscirò a cambiare il mondo nel mio piccolo.
Parlo a nome di una generazione che ha vissuto faccia a faccia con una crisi economica, politica e sociale e che soltanto ora ne sta cercando di uscire. Il processo capitalista, ha inglobato tante singolarità che ora si presentano massificate da ciò e dobbiamo recuperare questa dimensione. Perché alla fine, ci rendiamo conto, che la battaglia che ora noi giovani dobbiamo portare avanti, non è poi tanto più distante da quella che i partigiani vinsero.
E’ una sfida che dobbiamo realizzare nel quotidiano, tenendo fede a quei valori di cui prima ho parlato. Ciascuno di noi, prima di avere fiducia nel cambiamento, deve ritrovare la fiducia in se stesso e dobbiamo, in questo modo, diventare abbastanza folli da poter cambiare il mondo.
Siamo all’interno di una società guidata dalla globalizzazione e dal mercato, all’interno della quale viene sempre meno il rispetto della persona e della dignità umana. Accettare queste ingiustizie senza avere il coraggio di reagire, significa uscirne sconfitti ogni giorno e perdere la possibilità di dare avvio a quel cambiamento che la nostra società necessita, alienando i propri diritti a poteri che divengono sempre più forti.
Nino Chiovini, partigiano e studioso della resistenza così scrisse: ‘Oggi sono stato al cimitero di S. Maurizio a ritrovarvi: te, Gino, Cesco, Lanzi, Victor. Sono sicuro che non siete contenti dei vostri compagni vivi poiché questa bella Italia per la quale siete caduti non vive, ma vegeta ed è fatta vegetare. Tu, Vola, così intransigente, così uomo con i tuoi 25 anni al confronto dei nostri venti, così onesto, così coraggiosamente onesto, dillo ai tuoi compagni di gloria che noi vivi non siamo poi così colpevoli di questo stato di cose. Lo saremo se non reagiremo; aiutaci e illuminaci tu sulla vera strada da seguir’.
La scuola pone i basamenti di ciò che saremo nel futuro, e conseguentemente, ciò che sarà l’Italia nel futuro. E’ giusto credere in una società ed in un mondo migliore, ma dovremo fare in modo che ciò si realizzi. Questo è l’obbiettivo che dobbiamo porci e speriamo, come hanno fatto i partigiani, di uscirne vincitori.

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  • gigiprimo

    28 Aprile @ 13.42

    vignolipierluigi@alice.it

    mi fa piacere! sapevo di essere pedante e pesante nei miei post, ma mi bruciava fare la parte del maleducato! per quanto riguarda il CPUT, direi che sono mattonelle storiche e si possono trovare ancora in vari marciapiedi, uno di questi è in via al Collegio Maria Luigia. Come dicevo anche quelle sono una 'storia' di Parma . Cordialmente a rileggerci

    Rispondi

  • gigiprimo

    28 Aprile @ 09.24

    vignolipierluigi@alice.it

    Ps.: in parole povere : il signor 'presente, non Maurizio, mi diceva che non avevo parlato dei bombardamenti alleati che invece nominavo con le rappresaglie tedesche alla fine del mio primo post ! scusate è sempre l'età! non c'entra niente 'stopaj' o il vino in tutto e nemmeno la famosa barzelletta, quando si fermava all'ultima, e si ubriacava, perché aveva 'schivato' le prime 5 !

    Rispondi

  • gigiprimo

    28 Aprile @ 09.12

    vignolipierluigi@alice.it

    quindi avete ritenuta offensiva la frase 'fermarsi alla prima osteria' ?! non avevate capito il senso figurativo della frase ? pensavate che volessi offendere ? mi dispiace ! è solamente un modo di dire, errore se volete, che anch'io ho fatto nei confronti del primo post del signor Maurizio. Il post ultimo di detto signore non mi tange, per quanto riguarda il fatto di mangiare i bambini, si possono 'mangiare' istruendoli in certo modo ! e i regimi applicano proprio questo metodo ! ricordate 'fahrenheit 451' ? scusatemi ancora e 'ad majora', sperando non vi offenda anche questo detto! REDAZIONE GAZZETTADIPARMA.IT - Una volta chiarito che il senso non era offensivo, nessun problema

    Rispondi

  • gigiprimo

    28 Aprile @ 00.12

    vignolipierluigi@alice.it

    mi sto ancora chiedendo quale frase posso aver scritto in modo tanto offensivo. Ho riletto il mio secondo intervento e rifacendo l'analisi dei nomi toccati mi manca 'presente' a cui posso aver detto che 'si era fermato alla prima osteria' nel senso che faceva riferimento ai bombardamenti alleati che avevo nominato al termine! non avevo commentato tutto il resto e non ho intenzione di entrare nel merito! può essere che entri un nik name uguale? REDAZIONE GAZZETTADIPARMA.IT - La frase era quella: nessun mistero, nessun accanimento con nessuno

    Rispondi

  • gigiprimo

    27 Aprile @ 16.30

    vignolipierluigi@alice.it

    alla redazione: eh l'età fa brutti scherzi, forse ha dato fastidio quanto scritto in relazione all'arci? associazione ricreativa comunisti italiani ! non ci credete? ma non è come quella che leggevamo nelle mattonelle antecedenti gli autobloccanti, ricordate ? CPUT appariva negli angoli, era Comune di Parma Ufficio Tecnico e noi bambini leggevamo, scusate lo scurrile: c... pelato unto e tagliato, sempre per restare nell'ambito della nostra produzione alimentare! REDAZIONE GAZZETTADIPARMA.IT - Non ho forse alle spalle la cultura del tuo CPUT, ma nonostante l'età sono ancora abbastanza lucido da assicurati due cose: 1) l'arci non so neppure dove stia di casa; 2) mi ha dato fastidio solo una frase offensiva per gli interlocutore, come facciamo ogni volta e come faremmo nei tuoi confronti. Quindi, sei due volte fuori bersaglio: ma , per tornare alle frasi dell'infanzia, io sulle chewing-gum senza premio leggevo: riprova, sarai più fortunato. Rispetto alla tua è anche meno scurrile....

    Rispondi

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