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Videointerviste dal Montanara: il disastro, la paura e la solidarietà

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Quell'acqua che macina metri all'improvviso, la paura che arriva, la fuga, e il risveglio a guardare in faccia - con la luce - il disastro ancor peggiore di quello che celava il buio. Lo raccontano gli abitanti e i commercianti del Montanara, il quartiere diventato di fango. 
Alcune delle case popolari affacciate sulla strada principale affogano in oltre un metro d'acqua, con gli abitanti - per la maggior parte anziani - isolati da ieri pomeriggio. La Croce Rossa questa mattina è passata porta a porta per capire le presenze e anche le necessità - dal cibo ai farmaci.
Davanti alle cancellate, invece, una catena umana fatta di parenti, amici e sconosciuti: chi ha visto gli altri lavorare si è fermato e si è unito alla fatica - durissima- di far calare il livello del fango e dell'acqua. Hanno utilizzato i contenitori condominiali blu della carta. C'era chi li riempiva, chi li passava al vicino e chi li andava a svuotare in strada, nelle fogne che per fortuna hanno retto. "Io ho mia mamma che abita in questo palazzo e che non riesce a uscire – racconta Roberta Merighi -, siamo al lavoro da ieri sera. E questa mattina si sono fermati tanti ragazzi che passavano di qui, senza conoscerci. Glielo dobbiamo riconoscere: sono stati meravigliosi. Questi ragazzi sono meravigliosi".
Scuole chiuse ma pala in mano anche per tanti studenti delle superiori arrivati ad aiutare un compagno e la famiglia con la casa finita sott'acqua. Si scherza, si chiacchiera, ma soprattutto si rende. Perchè l'emergenza è una brutta bestia, e qui al Montanara stavolta ha davvero affilato gli artigli.

Le videointerviste 1

Le videointerviste 2

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  • Maurizio

    17 Ottobre @ 08.22

    Ho ripetuto una parola che ha stravolto la prima parte del messaggio, dico che prima della raccolta porta a porta introdotta a parma (il primo comune ad attuarlo in provincia ad attuarla è stato mezzani), quella si con i bidoni condominiali che funzionava benissimo, le isole ecologiche erano presenti, l’unica campana non troppo presente in città era quella dell’alluminio che in principio si trovava quasi ed elusivamente nelle scuole, erano i tempi della pubblicità e campagna informativa Amnu degli anni 90, poi sono arrivati Ubaldi e Vignali (se non ricordo male aveva anche la delega all’ambiente e penso che tutti dobbiamo riconoscerli di aver lavorato ottimamente come assessore, diversamente purtroppo da come ha lavorato come sindaco) e hanno implementato il servizio. La tariffazione puntuale con chiavette o badge ripeto che secondo me a parma non potrà mai funzionare perché ci saranno sempre più persone che abbandoneranno i rifiuti (ieri ad esempio ho visto un’auto in tangenziale altezza aeroporto a scaricare rifiuti in uno spiazzo, purtroppo andavo forte, ero in scooter e non potevo fare inversione di marcia nemmeno chiamare chi di dovere) chi per ideologia, chi per disattenzione, chi per NON PAGARE DI PIU’ e chi perché non risiedente a Parma (qui la platea si ampia, sconosciuti al fisco, non residenti, non domiciliati a parma, chi per non pagare tasse risulta residente in montagna… magari anche qualche grillino) e sarebbe peggio di prima. Il problema con iren secondo me va esteso in sede di conferenza dei servizi che è provinciale ma bisogna dire che ai sindaci dei comuni più piccoli non gliene frega niente (ad esempio nel mio comune ci sono in proporzione più discariche e rifiuti abbandonati che a parma, siamo costretti settimanalmente a pulire i fossi ma nessuno ti ascolta in comune, stessa cosa i comuni limitrofi al mio) e a loro in fondo va bene così, la polemica che la porti avanti solo il comune di parma perché c’è il “male” grillino, poi ripeto è difficile trovare altre aziende, anche alla scadenza dell’appalto, che raccolgano i rifiuti a parma senza aumentare i costi, purtroppo sappiamo tutti che la raccolta rifiuti è un monopolio legalizzato perché è difficile far fuori una società come iren anche se forse con ottimi avvocati di fama mondiale si riuscirebbe (esempio regolarità contributiva, siamo sicuri che tutti i subappaltatori paghino stipendi e contributi ai propri dipendenti?) e tutti sappiamo quanto fossero di gran lunga superiori i servi

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  • Vercingetorige

    16 Ottobre @ 20.31

    MAURIZIO , LEI CONTINUA A FAR CONFUSIONE CON LA STORIA DELLA RACCOLTA DEI RIFIUTI DOMESTICI A PARMA . I tempi in cui facevamo la raccolta porta a porta coi sacchettini infami risalgono a vent' anni prima di Ubaldi e Vignali . C' era ancora l' AMNU. Non ricordo chi fosse Sindaco ( Gherri ? Cremonini ? Grossi ? ) . Il contenuto dei sacchetti era indifferenziato e gli addetti passavano a ritirarli tre volte alla settimana. Ma anche allora , come oggi , c' era chi li esponeva la sera prima , chi non rispettava i giorni di raccolta , così topi e gatti randagi ne facevano strage e i marciapiedi si riducevano un letamaio , come oggi. Per questo si è abbandonato il "porta a porta" e si è passati ai cassonetti , che erano indifferenziati , Forse c' erano le campane per il vetro , ma sicuramente non c' erano cassonetti differenziati per la plastica , la carta o l' alluminio , quindi , quei cassonetti , non erano "isole ecologiche differenziate" . Le ribadisco il concetto che è l' appaltante che deve dire all' appaltatore cosa vuole , non viceversa . IREN vuole i sacchettini infami ? Bene ! La si avverte che , se non cambierà sistema , alla prossima scadenza , l' appalto non le sarà rinnovato . Peraltro il Comune di Parma è titolare di un pacchetto di azioni di IREN ed è rappresentato in Consiglio d' Amministrazione da Bagnacani. Se un salumiere mi dà prosciutto puzzolente , vado da un altro ! La tariffazione puntuale con l' uso del "badge" è grandemente più affidabile di un bidoncino col quale posso mettere la mia spazzatura in quello del vicino e far pagare lui . Peraltro il bidoncino infame non lo usa più nessuno , perchè nessuno può tornare a casa dal lavoro dopo tre ore per rimetterlo dentro , se no prende la multa. Sono tornati i sacchetti sul marciapiede come una volta . Il mio riferimento ai "carichi verticali" si riferiva alla tenuta del pavimento del mio studio sotto il peso di due librerie alte fino al soffitto e stipate di volumi e riviste. Credevo si capisse , comunque , se lei ha difficoltà nel mantenimento della stazione eretta , mi dispiace, e spero sia una situazione temporanea. Come credo d' averle già detto un' altra volta , le mie risposte sono infelici quando rispondono a messaggi infelici .

    Rispondi

  • Maurizio

    16 Ottobre @ 14.57

    Prima della prima versione del porta a porta, non ricordo se in epoca Vignali o Ubaldi ma comunque io abitavo ancora a Parma, nel comune vi erano i cassonetti per conferire l’indifferenziato, quello per la plastica, campane per il vetro, campane per l’alluminio e cassonetti per la carta, in pratica quelle che lei chiama isole ecologiche differenziate. In trentino alto adige è vero che i sistemi migliori sono quelli che lei dice ma è anche vero che costano molto (per ogni isola, in pratica in quasi ogni via di parma, occorrerebbe spendere circa 60 mila euro a cui vanno aggiunti i costi di adeguamento dei mezzi, Tra l’altro parma ne ha uno di bidone sotterraneo ma non viene utilizzato. Firenze piano piano lo sta facendo ma per motivi economici ultimerà la copertura della città tra non so quanti anni), parma può permetterselo? A Verona ci sono le isole ecologiche in superficie ma si sta estendendo la raccolta porta a porta come a parma con i sacchettini infami. L’unica cosa su cui conveniamo io e lei è il fatto che tra funzionalità del servizio e costi la raccolta migliore è quella fatta con i bidoni condominiali ma non siamo d’accordo sulle responsabilità, infatti lei attribuisce il tutto a Pizzarotti (a proposito i primi sacchetti hanno inziato a vedersi in giro nell’era vignali…) ma in realtà è iren che decide ed è così in tutti i comuni serviti da iren. Parma potrebbe rescindere il contratto (ma in base a che cosa? Esiste un regolamento, sono i cittadini che non lo rispettano quindi qualsiasi giudice darebbe ragione ad iren in caso di rescissione del contratto perché iren raccoglie i rifiuti secondo regolamento) ma poi chi è che sarà capace di punto in bianco di raccogliere i rifiuti parmensi e trovare punti economici dove conferirli? L’inceneritore è di iren ed iren farà il prezzo dello smaltimento. Lei parla di tariffazione puntuale, bene per me può funzionare in alto adige dove sono più civili ma da noi no, anzi aumenterà l’abbandono di rifiuti perché piuttosto che svuotare l’indifferenziato ogni settimana pagando di più si abbandona il tutto per strada. Concludo sull’ultima frase, bene la sua è un’uscita infelice perché purtroppo per me ho problemi di salute legati alla verticalità quindi le consiglio di passare ad un altro libro…..

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  • Vercingetorige

    16 Ottobre @ 11.26

    MAURIZIO , se lei vorrebbe accreditarsi per esperto in sistemi di nettezza urbana , e poi non sa che , a Parma , "BIDONI DIFFERENZIATI IN OGNI VIA" non ci sono mai stati (c' erano CASSONETTI INDIFFERENZIATI" ) , non sa che il sistema dei sacchettini infami "porta a porta" lo abbiamo già provato una trentina d' anni fa (mi pare che ci fosse ancora l' AMNU ) , con risultati pessimi , perchè si riducevano marciapiedi e strade come letamai , come succede di nuovo oggi , se lei non sa che in Trentino-Alto Adige i sistemi più avanzati di raccolta dei rifiuti si basano sulle isole ecologiche , che ci sono anche a Verona , che solo in questo modo si può fare una tariffazione puntuale , attraverso le registrazioni del "badge" , e che la Comunità delle Giudicarie , con questo sistema , ha raggiunto una Percentuale di "differenziata" dell' 81 % , se lei non ha ancora recepito queste cose dopo che glie le ho ripetute migliaia di volte , non so cosa farci . Per quanto riguarda le "letture" , guardi , il mio studio è talmente pieno di libri , documenti , riviste , che qualche volta mi viene perfino il dubbio sulle sue capacità di resistenza statica ai carichi verticali . Se vuole che glie ne presti qualcuno.............

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  • Maurizio

    15 Ottobre @ 21.25

    A proposito, io non spaccio frottole, io dico la verità, io mi informo, io leggo i documenti certo che se lei nega che a parma ci fossero fino a qualche anno fa i bidoni differenziati in ogni via, se lei nega che a verona in parte della città si fa la medesima raccolta differenziata di parma, se lei nega quello che non le interessa io non socosa farci

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