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Emergenza smog: si pensa al blocco da lunedì a venerdì

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Di fronte ai numerosi sforamenti dei limiti consentiti per le polveri sottili nell'aria, il Comune medita una chiusura al traffico dal lunedì al venerdì per i mezzi più inquinanti. E' invece accantonata, al momento, l'ipotesi delle targhe alterne. 


Ecco il comunicato del Comune: 

Ventuno sforamenti delle polveri sottili (PM 10) nel mese di gennaio: tanti, troppi, per fare finta di nulla.
L’assessore all’ambiente Gabriele Folli ha deciso di correre ai ripari, almeno per fronteggiare quella che si configura come una vera e propria emergenza.
Ieri ha convocato in Municipio le istituzioni direttamente coinvolte (ARPA, Prefettura, AUSL, Ordine dei Medici), insieme ai componenti delle commissioni consiliari, associazioni di categoria dei commercianti, società autostrade e associazioni ambientaliste.
Folli ha presentato al situazione ed ha ascoltato idee e proposte in merito alle misure da adottare per sensibilizzare la città e ridurre il grado di inquinamento.
L’assessore ha premesso che Parma sta attuando le misure previste dall’accordo regionale sulla qualità dell’aria, che comunque ha prodotto risultati importanti, ma purtroppo insufficienti a preservare la nostra salute: in dieci anni si è ridotto notevolmente l’inquinamento in termini di media annuale, grazie sia alle misure prese congiuntamente a livello regionale, sia agli investimenti attuati per alleggerire il carico inquinante (ad esempio rinnovando il parco veicoli del trasporto pubblico). Ciò è stato possibile proprio per effetto dei contributi legati all’accordo.
Per di più il Comune di Parma (la città è la più inquinata della regione) ha adottato misure aggiuntive: divieto di circolazione esteso ai veicoli Euro 4 nelle giornate di limitazione del traffico, riduzione del riscaldamento a 19 °, chiusura delle porte dei pubblici esercizi quando il riscaldamento è in funzione, controlli delle caldaie, ottenendo anche un riscontro importante in materia di rinnovo del parco veicolare circolante (immatricolazione di 10.700 veicoli Euro 5 e Euro 6 negli ultimi due anni).
Purtroppo, però, il numero degli sforamenti nel mese di gennaio è assolutamente incompatibile con quelli ritenuti dalla legge “accettabili” su base annua (35 in tutto, a fronte dei 21 già registrati nel mese in corso), e a Parma siamo di un quarto sopra la media regionale.
“Parma da sola non ce la può fare – ha affermato il direttore di Arpa Eriberto De’ Munari – servirebbero interventi strutturali generalizzati, quali la coibentazione degli edifici, ma in via immediata possiamo agire solo sul traffico, e un’aspirina non cura la malattia ma può abbassare temporaneamente la febbre. Quindi è certo che più riduciamo il traffico e meglio staremo”.
La proposta dell’ARPA è stata sostanzialmente condivisa da quasi tutti gli interlocutori presenti al tavolo, in particolare da AUSL e Ordine dei Medici, con l’eccezione dei commercianti, che hanno posto il problema dei danni che deriverebbero alla categoria per misure che ritengono sostanzialmente poco efficaci.
Sul che fare, Comune e ARPA hanno indicato una strada possibile: anticipare a Parma, in via sperimentale, l’applicazione di alcune delle misure che diventeranno legge regionale a partire dall’ottobre 2015, con chiusura al traffico dal lunedì al venerdì per i mezzi più inquinanti, con graduale ampliamento del divieto di circolazione dal 2015 al 2020.
Accantonata per il momento l’ipotesi di targhe alterne, la misura emergenziale su cui si sta lavorando e che verrà resa nota a breve nei suoi dettagli, è quella di chiudere la città al traffico per i mezzi inquinanti dopo 4 giorni consecutivi di ulteriori sforamenti, dalle 8,30 alle 18,30, fino a quando la situazione non rientra nella normalità.

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  • Rick

    30 Gennaio @ 08.24

    Nel mondo incantato dei grillini circolano solo trenini Rivarossi e il calesse fatto a zucca di Cenerentola. Un mondo dove nessuno lavora e ci si ciba di ciò che nasce spontaneamente lungo i fossi. Infatti è un problema che lungo i fossi oggi si realizzi la vera raccolta differenziata.

    Rispondi

  • gsalva

    29 Gennaio @ 22.15

    Tutte idiozie: mi vogliono raccontare che Parma é più inquinata di Piacenza che ha la A 21 e il cementificio in città? ??? Folli non ti crede più nessuno; neanche i tuoi famigliari quando dici che devi andare in bagno. Una giunta anche tra le restrizioni economiche imposte dalla banda bassotti di Roma deve avere idee innovative. Proporre misure da prima rivoluzione industriale lo può fare chiunque. A noi servono i vincenti non i mediocri burocrati!

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  • silvia

    29 Gennaio @ 22.10

    @federicot: considerato che faccio i turni, compresi quelli di notte,al quartiere industriale dovrei andarci a piedi o in bici? Visto che l'auto e superflua! Riconsidera un po' la tua arroganza per cortesia...

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  • navolta

    29 Gennaio @ 21.31

    Ieri. oggi. domani...le comiche.

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  • marco850

    29 Gennaio @ 21.06

    Abito in zona stadio; un paio di domeniche fa, arrivato a 200 mt da casa, in occasione di una partita tranquilla (Samp) e in orario in cui non c'era entrata o uscita di tifosi, arrivo al blocco sullo stradone: una inflessibile vigilessa mi dice che per percorrere i trecento metri che mi separano dalla mia abitazione devo: svoltare in direzione cittadella, tornare fino a viale solferino, raggiungere via montebello, percorrere via zarotto e- testuali parole- "andar dentro dall'altra parte"; le faccio notare che via zarotto è a senso unico, al che seccata mi risponde: "ebè, si faccia via sidoli fino a via 24 maggio, poi si porti su via casa bianca, da lì arriva in via zarotto e poi entra nella zona chiusa; non sarà mica faticoso, no?" . Non è faticoso ma demenziale come tutto ciò che viene dal municipio e dai suoi esponenti: il comune mette il divieto di circolazione per tutto il giorno e poi per percorrere 300 mt mi impone di fare 9 km... ma ci rendiamo conto??

    Rispondi

    • Labandieraitaliana

      31 Gennaio @ 18.20

      Per fortuna il problema dello stadio finisce quest anno e per un bel pò non ne parleremo più!

      Rispondi

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