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San Polo

Fede e resistenza a Hitler: la Storia rivive in Val d'Enza

Convegno sul teologo protestante Dietrich Bonhoeffer e sull'amico Bethge, che riceveva le sue lettere in Emilia

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Colline reggiane, 1944. Nell'Emilia occupata dai tedeschi, il servizio di controspionaggio della Wehrmacht ha sede su una delle colline intorno a San Polo d'Enza, a villa Triglia. E alle comunicazioni lavora Eberhard Bethge, che intrattiene una corrispondenza con il teologo Dietrich Bonhoeffer, impiccato per volere di Hitler il 9 aprile 1945 dopo una lunga detenzione. Un ruolo che consente a Bethge di ricevere le lettere che gli arrivano dal carcere ma anche altre informazioni... Così lui sarà il primo a sapere dell'ordine di arresto a suo carico. 
Bonhoeffer, prigioniero a Berlino, e l'amico Bethge, che riceve le sue lettere a San Polo, sono pastori protestanti impegnati nella Resistenza al regime nazista. Le lettere sono state conservate da Bethge e raccolte nel libro “Resistenza e resa”, l’opera più famosa di Bonhoeffer, in cui rifletteva sul rapporto tra fede e azione, religione e mondo. 
Bonhoeffer resterà uno dei pilastri della teologia protestante e Bethge ne porterà avanti le idee per tutto il resto del Novecento. Nel 1998 Bethge tornò per la prima volta, dopo 54 anni, a San Polo d'Enza, dove gli fu conferita la cittadinanza onoraria.
Di religione e guerra e del legame dei due teologi tedeschi con l'Emilia si parlerà sabato 27 giugno a San Polo nel convegno “Dietrich Bonhoeffer ed Eberhard Bethge, i teologi che si  schierarono contro Hitler e il nazismo”. La mattinata di studi e riflessioni storiche è organizzata dal Comune di San Polo d'Enza assieme al Comitato comunale “Oltre il 70°… io ci sono” e si terrà a Villa Triglia, in via Fratta 2. Il convegno - a iscrizione e posti limitati - ha ottenuto adesioni anche dal Parmense. 

Nel video di Andrea Violi, lo storico ed ex insegnante Antonio Zambonelli spiega chi è Bonhoeffer e perché è importante dedicargli una giornata di studi

Sabato sarà scoperta una targa che spiega il valore storico e anche turistico della villa, che oggi appartiene all'imprenditore Giannicola Albarelli. La targa è bilingue ed è dotata di un QR, codice che permette di scoprire più informazioni attraverso lo smartphone.
Altra nota storicamente importante: la casa è appartenuta a Meuccio Ruini, politico reggiano che, insegnando all'Università, ha rifiutato di prestare il giuramento al fascismo e si è ritirato a vita privata. Caduto il regime, torna alla politica ed è fra i padri della Costituzione. La villa è passata poi alla sorella di Ruini, Ilde, sposata con Mario Triglia. Anche nel dopoguerra, insomma, nelle sue stanze sono passati personaggi della politica e della vita pubblica italiana. 

La giornata all'insegna della storia, sabato 27 giugno, inizierà alle 9,30 e terminerà alle 12,30.

Interverranno:
Mirca Carletti,  sindaco di San Polo d'Enza,
Antonio Zambonelli, storico - Da Berlino Tegel a Villa Triglia le lettere di Bonhoeffer;
Matthias Durchfeld, storico - Conversazioni con Eberhard Bethge, Cittadino di San Polo;
Don Giuseppe Dossetti, presidente del CeIS        Un'etica cristiana della responsabilità per credenti e laici;
Mirco Carrattieri, storico - Il contributo tedesco alla Resistenza italiana.
Giannicola Albarelli , proprietario di Villa Triglia;
Albertina Soliani, ex senatrice – Bonhoeffer e  le radici dell'Europa;
 

Il comunicato del Comune di San Polo d'Enza: Villa Triglia diventa Luogo della Memoria

Una targa per ricordare che a Villa Triglia gli ultimi scritti del teologo Bonhoeffer, impiccato per ordine di Hitler il 9 aprile 1945, vennero clandestinamente ricevuti e salvati dal suo amico fraterno Eberhard Bethge nell’estate del 1944 quando era furiere del controspionaggio Wehrmacht che aveva requisito la villa.

La targa verrà scoperta nel piazzale che porta alla villa, sabato 27 giugno, in occasione della giornata di riflessione su “Dietrich Bonhoeffer ed Eberhard Bethge , i teologi che si schierarono contro Hitler e il nazismo”.
Il convegno è organizzato dal Comune di San Polo di concerto con il Comitato comunale “Oltre il 70°… io ci sono”.

“Villa Triglia sarà un luogo della memoria, assieme alla cabina elettrica, al ponte sull’Enza, al Lido e alle case di latitanza, tutti luoghi rappresentativi della nostra comunità che verranno adeguatamente segnalati con una targa e il qr code - ha detto Edmondo Grasselli, vicesindaco di San Polo, durante la conferenza stampa , mercoledì mattina - La targa di villa Triglia ricorderà un altro personaggio importante per il paese: il senatore a vita e padre costituente Meccio Ruini , molto legato a San Polo, che è stato proprietario della villa”.

“Siamo molto grati a Giannicola Albarelli, attuale proprietario di Villa Triglia, che l’ ha messa a disposizione per il convegno perché è un luogo della memoria importantissimo per la storia dell’Italia e dell’Europa di quegli anni”.

Giannicola Albarelli, presente alla conferenza stampa, ha affermato:”Ritengo giusto ricordare momenti storici così importanti per il nostro territorio. E anch’io voglio cercare di capire cosa è successo nella mia casa. Quando porto qui i miei clienti o passano i turisti stranieri, restano incantati per la bellezza del luogo e per gli alberi secolari. Con la targa ora sapranno anche che cosa è accaduto qui”.

Plauso ad Albarelli anche da Antonio Zambonelli, storico nonchè segretario provinciale dell’Anpi e collaboratore di Istoreco: “Ora che a Reggio non è più possibile avere il museo della Resistenza, è approdata l’idea del museo diffuso nel territorio con targhe sugli edifici e sui luoghi significativi ma non tutti i prorietari sono disponibili come Albarelli, ad esempio, non siamo riusciti a trovare un accordo con il proprietario per mettere una targa su Villa Cucchi, luogo di tortura del regime fascista. Villa Triglia è stata importante nella storia della Resistenza perché fu in quel luogo che Eberhard Bethge riceveva le importanti lettere filosofiche di Bonhoeffer, riuscendo a salvarle, anche quando nell’ottobre del 1944, Betge fu rispedito in Germania e messo in prigione in attesa di essere giustiziato: fu liberato il 25 aprile del 1945 dai russi”.

Quelle lettere sono state raccolte nel volume “Resistenza e resa”, l’ opera più famosa di Bonhoeffer, in cui rifletteva sul rapporto tra fede e azione, religione e mondo. Bethge fino all'ultimo si dedicò a far conoscere, anche a livello internazionale, il pensiero di Bonhoeffer.
Nel 1998 Bethge tornò per la prima volta, dopo 54 anni, a San Polo dove gli fu conferita la cittadinanza onoraria.

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  • RENZ

    24 Giugno @ 22.39

    R E N Z

    Sarebbe opportuno, invece che ripetere come una litania le storie di 70 anni fa, dare maggiore attualità ai valori della resistenza e della lotta anti-nazista, affrontando apertamente il tema del nuovo nazismo posto in atto dal califfato islamico e dai numerosi sostenitori locali, più o meno silenti, che trovano in occidente lo stesso silenzio e le stesse esitazioni che, a suo tempo, non fermarono Hitler prima che fosse troppo tardi.

    Rispondi

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