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FOTOGRAFIA EUROPEA

Sesso, droga, rock e la fine del mito: Woodstock e gli anni '60 rivivono in foto

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«Fate l'amore, non la guerra». «Peace and Love». «Sesso, droga e rock'n'roll». Se pensate alle espressioni emblematiche per descrivere la seconda metà degli anni '60, trovate tutti questi ingredienti in una mostra sull'epoca dei “figli dei fiori” e di Woodstock. Gli anni della contestazione contro le regole rigide della società borghese e contro la guerra del Vietnam. Molti di quei giovani cercavano rifugio dai problemi - sociali o personali - con le droghe. Lsd in primis. «Sganciate acidi, non bombe», recitava un cartello di protesta di quei giovani che hanno inciso - nel bene e nel male - sui cambiamenti della società occidentale. Cambiamenti raccontati in foto nella mostra «Community Era: Echoes from the Summer of love» nel programma principale di Fotografia Europea a Reggio Emilia (Spazio Gerra, piazza XXV Aprile 2, fino al 20 luglio).
Chi l'ha già visitata, ne parla come «la mostra su Woodstock». In realtà c'è ancora di più. Nel 1967, la “Summer of love”: mezzo secolo dopo, a Reggio si ripercorre quella stagione con gli scatti di Elaine Mayes, Baron Wolman, Robert Altman (omonimo del regista). Sono in mostra anche foto del reggiano Bruno Vagnini, che riesce fortunosamente a “imbucarsi” fra i cronisti nel momento durante il famoso “Bed-in”: John Lennon e Yoko Ono si fanno immortalare a letto insieme per inneggiare alla pace. Gli addetti dello staff stanno per buttare fuori quel giovane impertinente ma Lennon li fa desistere e lui può trovarsi nei meandri della Storia.



E' il 1969. Lo stesso anno di Woodstock: un concerto - anzi, Il Concerto - che rimarrà l'emblema della generazione hippy. Un evento in una piccola città dello stato di New York diventa un happening di tre giorni con migliaia di giovani, assiepati sul prato, all'insegna di «love, peace and rock music». Le foto, in bianco e nero, rendono bene l'idea: file di auto arrivano nella cittadina e c'è chi inganna l'attesa suonando la chitarra stando seduto sul cofano dell'auto. Su quella collina, una marea di giovani: seguono i concerti, i ragazzi stanno sovente a torso nudo, spuntano cartelli per la pace, per la libertà, per l'amore, compreso quello nei confronti degli animali.



Sono in mostra i protagonisti dell'epoca: Lennon e Yoko Ono ma anche Janis Joplin, Jane Fonda e altri ancora. Sotto ad ogni foto si trovano ricche spiegazioni. Si scoprono così aspetti magari sconosciuti di Woodstock e degli eventi di quegli anni. Ci sono ritratti di giovani hippy che hanno fondato o comunque alimentato le Comuni agricole, che dovevano rappresentare un'alternativa all'economia «ufficiale». Accanto alla foto di una ragazza nuda seduta per terra c'è quella di un giovane che fatica con l'aratro. Così, passata l'euforia dei primi giorni all'insegna dell'amore, bisognava darsi da fare e mantenersi in qualche modo. Poteva capitare che l'entusiasmo lasciasse il posto alla concretezza. O alla delusione. 
I fotografi di questa mostra riportano i fatti dall'esterno: quasi mai hanno partecipato «da dentro» a quelle esperienze. Emergono così anche i lati negativi: nei Sixties capitava che i giovani hippy, dietro agli slogan su libertà e amore, scappassero più che altro da situazioni di disagio personale o sociale. E non è detto che trovassero risposte davvero soddisfacenti, specialmente quando si perdevano nella droga. 
Lo Spazio Gerra è organizzato su più piani: oltre alle foto, i curatori propongono video dell'epoca e installazioni. Si può così provare «The Psychedelic Experience» (L'esperienza psichedelica): si indossano le cuffie stando sdraiati su un lettino, di fronte a uno schermo che proietta un turbinio di immagini colorate su sfondo verde. Così, pare, si sentivano i giovani che assumevano acidi (al minuto 3'40” di questo video).
Ma non finisce qua. All'ultimo piano si trovano i cimeli, riviste, manifesti e oggetti dell'epoca e piccoli schermi che propongono in loop filmati degli anni '60. Il tutto con un taglio descrittivo più improntato sugli aspetti sociali che non sulla politica. 



Nell'edizione 2016 di Fotografia Europea lo Spazio Gerra aveva proposto con successo «Disco Emilia», con le foto e gli oggetti “d'epoca” delle discoteche anni '80, da Parma all'Adriatico. Quest'anno non si smentisce, per la qualità dell'allestimento e la ricchezza di contenuti. Il programma di Fotografia Europea è molto ricco. Il nostro video e la gallery possono dare un "assaggio" di "Community Era" ma per chi ama la fotografia (e magari la Storia), un giro allo Spazio Gerra è praticamente d'obbligo. 

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  • nedkelly

    19 Maggio @ 07.28

    Non tutto era "amore e pace" . Molti giovani cercavano di entrare nel Sistema, non contrastarlo! Di fatto, gli hippies furono rimpiazzati da gli yuppies degli anni involuti anni 80 ed è lì, con il Reaganism e Thatcherism, che sono iniziati tutti i problemi che ritroviamo anche oggi, altro che "crollo del Muro e tutto va bene"....dagli yuppies in poi, il mondo è cambiato si, ma in PEGGIO,nei peggiori dei modi !

    Rispondi

  • Indiana

    18 Maggio @ 21.10

    Indiana

    Cosa c'entrino la pace e l'amore con le droghe e il sesso libero lo sanno solo loro! Sono stati questi messaggi fuorvianti e sbagliati a creare le generazioni di rincoglioniti sballati pecoroni che ci ritroviamo anche oggi. Chi inneggiava e inneggia ancora alle droghe libere e al sesso con tutti, magari non protetto, secondo me ha qualche problemino....Forse i signorini ignoravano e ignorano che tutti i soldati del mondo, terroristi islamici compresi, fanno da sempre uso di droghe per essere in grado di massacrare a dovere i propri simili. La droga rende pazzi, brucia il cervello e uccide: nessun "mito" degno di rispetto avrà mai bisogno di sostanze varie per riuscire a vivere e ad esprimersi. La droga fa male e basta! Chi ne fa uso è solamente un debole rincoglionito, altro che mito!!!

    Rispondi

    • AndreaF

      19 Maggio @ 08.18

      E sei riuscita a infilare il "terrorismo islamico" perfino in un articolo che parla di Woodstock.

      Rispondi

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