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Migranti al lavoro per la città: 3.500 ore di volontariato per 75 stranieri

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Un progetto orientato all’inclusione e all’integrazione nella comunità. Protagonisti 75 richiedenti protezione internazionale, provenienti da paesi asiatici e africani, che hanno svolto attività di volontariato in città, come la pulizia di cortili e marciapiedi, la pulizia degli stradelli del centro storico da erbacce e la raccolta di piccoli rifiuti abbandonati, come la rimozione del vandalismo grafico dai muri. In tutto, 3.500 ore di volontariato, ha detto l'assessore Laura Rossi al TgParma. 

Nell’incontro pubblico “Volontari a Parma”, che si è svolto oggi nella sala consiliare del Comune, sono stati resi noti i numeri e gli esiti del primo anno di sperimentazione del progetto. Sono stati il prefetto Giuseppe Forlani e il Sindaco Federico Pizzarotti ad aprire i lavori; è poi toccato all’assessore alle Politiche sociali Laura Rossi parlare del progetto e al Capo di gabinetto del Comune di Parma Francesco Cirillo approfondire il tema. Sono seguiti, quindi, gli interventi delle associazioni, degli enti di accoglienza e degli istituti scolastici coinvolti, a vario titolo, nel progetto.
Lo dice una nota del Comune, che prosegue: 
"Il significato di questo momento e dell'attestato che vi verrà rilasciato - ha esordito il sindaco Pizzarotti - è quello di appartenenza ad una comunità in cui ciascuno fa la propria parte. Il più importante scopo di questo progetto, oltre l'aspetto pratico, sta proprio in questo: il vostro impegno per la città in cui vivete e il riconoscimento da parte di essa di un vostro posto nella comunità".
"E' fondamentale - ha detto il prefetto Giuseppe Forlani - comprendere e integrarsi nella realtà in cui si vive, partendo in particolare dalla lingua e partecipando attivamente alla vita della stessa, in modo da costruire un rapporto di mutua fiducia con tutte le persone che vi abitano".

Il Capo di gabinetto Francesco Cirillo, che ha seguito il progetto fin dalla sua genesi, ha concentrato il suo intervento sull'importanza delle parole: "la scelta delle parole - ha sottolineato - è una vera e propria azione politica. Parlare di migranti, profughi, rifugiati può fare la differenza. E' importante che attraverso di esse non si invochi l'aspetto compassionevole, ma la dignità della persona".

"Nella direzione del benessere complessivo di un'intera comunità - ha spiegato l'assessore Laura Rossi - ognuno deve fare la sua parte anche in tema di comprensione reciproca e questo progetto ne è un vivo esempio. La comunità che vi accoglie, attraverso il vostro lavoro e il vostro fattivo contributo nei confronti della città, può imparare a conoscervi, non come numeri e realtà astratte, ma come persone, con un proprio passato difficile e doloroso e con un grande desiderio di costruire il proprio futuro integrandosi nella realtà in cui vivono".

Il progetto, condotto in via sperimentale per un anno, ha avuto l’obiettivo di attivare e realizzare occasioni di inserimento sociale a favore dei migranti ospiti delle strutture di accoglienza della città, attraverso attività di volontariato svolta in ambiti di utilità sociale che possano arricchire la loro conoscenza del territorio e migliorare l’integrazione nella comunità. Il progetto s’inserisce nelle azioni del “Protocollo d’intesa di accoglienza e di integrazione a favore di migranti ospitati nel territorio parmense”, sottoscritto il 25 giugno 2015 presso la Prefettura di Parma, e finalizzato a promuovere sul territorio provinciale di Parma percorsi di integrazione che permettano ai migranti ospitati nelle strutture di accoglienza del nostro territorio di conoscere il conteso sociale anche attraverso attività di volontariato a favore della collettività che contribuiscano, così, anche alla formazione di una coscienza alla partecipazione.
Attori del progetto sono gli enti gestori delle strutture di accoglienza e cioè Fondazione Caritas Sant’Ilario, Comunità Betania, Associazione Gruppo Amici Onlus, Associazione Svoltare onlus, Aurora Domus Cooperativa Sociale onlus. Il capofila della convenzione è la Fondazione Caritas Sant’Ilario, il coordinatore tecnico delle attività Svoltare onlus.
Ciascuna realtà ha organizzato una squadra di 5 persone che si sono alternate nel corso delle settimane. Per la costituzione delle squadre di lavoro sono stati individuati, tra i soggetti presenti presso le strutture di accoglienza, i migranti disponibili a svolgere attività di volontariato. I migranti che dovevano aver presentato istanza per il riconoscimento della protezione internazionale presso la competente Commissione Territoriale hanno sottoscritto un patto di volontariato con il Comune di Parma. I lavori si sono svolti per lo più al mattino nella fascia oraria compresa tra le 9 e le 11 (per un massimo di 3 ore) e le attività hanno riguardato in particolare: la pulizia di cortili e marciapiedi in alcuni Istituti scolastici superiori della città (al Liceo Romagnosi, Liceo Bertolucci e Liceo Ulivi) e in alcuni Istituti Comprensivi come l’Albertelli Newton; la pulizia degli stradelli del centro storico da erbacce e la raccolta di piccoli rifiuti abbandonati sul terreno nelle aree verdi della città (piazza della Pace) e in alcuni luoghi di interesse per la cittadinanza (Laboratorio Famiglia in Oltretorrente); la pulizia da erbacce lungo i lati dei monumenti cittadini (Duomo, Battistero, Steccata, Teatro Regio) e lungo i lati dei marciapiedi nei quartieri e nelle zone in cui si trovano le strutture di accoglienza (Piazzale Corte d'Appello, Tribunale di Parma, V.le Solferino); la rimozione del manto nevoso dai marciapiedi; la rimozione del vandalismo grafico dai muri sotto i portici dell’Ospedale Vecchio e operazione di ritinteggio (senza l’impiego di attrezzature da cantiere).

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  • alex

    22 Ottobre @ 17.40

    Qualcuno li ha visti all'opera? In piazza Garibaldi, di fianco alla Steccata, etc. con tanto di istruttore che li istruisce a grattare via un pò d'erba negli angoli dei manufatti e fra i lastroni della pavimentazione, tante foto con sindaco e/o assessori e altri... e dopo dieci minuti tutti a casa in fila indiana. Tutta scena e basta.

    Rispondi

  • ab9pr

    22 Ottobre @ 10.41

    alberto_bianco@alice.it

    Nocciolina tu pensa che fino a pochi anni fa a questi lavori da "poveracci" come può pensare qualcuno gli italiani non ci pensavano neanche e ci "sputavano" su. Adesso invece ...

    Rispondi

  • Nocciolina

    22 Ottobre @ 09.16

    magari queste cose servirebbero di più ai disoccupati italiani... per i quali nessuno fa nulla.

    Rispondi

  • marco

    21 Ottobre @ 17.52

    altamente istruttivo per i ragazzi bianchi del liceo vedere dalle finestre "volontari" neri e poveri che spazzano i loro cortili.....sapori sudafricani...

    Rispondi

  • filippo

    21 Ottobre @ 17.29

    Grande esempio...sindaco e prefetto continuano ad imbonire i cittadini...propaganda in stile PCUS....riepilogando..3500 ore in 1 anno da parte di 75 soggetti, sono 46 ore a testa...in un anno...in cambio di 1050 euro al mese di costo per lo stato..un affare

    Rispondi

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