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Genocidio in Birmania, Pagliari: "Se San Suu Kyi tace, via la cittadinanza onoraria"

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Genocidio in Birmania: undici premi Nobel accusano Aung San Suu Kyi. E il senatore parmigiano Giorgio Pagliari dice: "Se non interviene, toglierle la cittadinanza onoraria di Parma".

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Cosa è accaduto in Birmania

Il governo birmano si è impegnato a "prendere provvedimenti» contro degli agenti di polizia ripresi mentre picchiavano alcuni musulmani di etnia Rohingya in un villaggio nello stato occidentale di Rakhine, come si vede in un filmato diffuso online negli ultimi giorni. Lo scrive il quotidiano statale «Global New Light of Myanmar», nella prima ammissione di responsabilità da parte dell’esecutivo dopo insistenti accuse di abusi rivolte dalle organizzazioni per i diritti umani.
L’episodio - ripreso da un agente - è avvenuto il 5 novembre durante un’operazione di «rastrellamento» in seguito all’imboscata contro dei poliziotti nell’area di Maungdaw, combinata alla ricerca di un uomo che avrebbe distribuito "informazioni false». Secondo il giornale, l’operazione ha portato al sequestro di alcuni coltelli, senza specificare se ci sono stati arresti.
L’articolo del quotidiano statale cita l’ufficio di Aung San Suu Kyi, formalmente «consigliere di stato» ma di fatto la plenipotenziaria del governo del suo fedelissimo Htin Kyaw, che parla di provvedimenti «contro coloro che hanno violato le norme delle forze di polizia».
Le attuali operazioni delle forze di sicurezza birmane nel Rakhine sono iniziate dopo attacchi di militanti Rohingya contro postazioni della polizia di frontiera il 9 ottobre, causando la morte di nove agenti. L’area del Rakhine vicino al confine con il Bangladesh è stata chiusa a giornalisti e operatori umanitari. In seguito, l’organizzazione Human Rights Watch ha diffuso immagini satellitari che documentano la distruzione di almeno mille abitazioni di Rohingya in roghi. 


Il comunicato di Giorgio Pagliari

Lo sterminio della minoranza musulmana dei Rohingya in atto in uno stato della Birmania è un atto ingiustificato ed ingiustificabile, che nessun democratico può tollerare. La causa, infatti, è la filosofia del fanatismo religioso e politico e la repressione violenta dei diversi o del dissenso.
Il silenzio o la reticenza e l’inerzia del Premio Nobel e oggi Ministro degli Esteri birmano e leader del partito al governo, Aung San Suu Kyi non hanno, allo stato delle informazioni, scusante.
Se il quadro dovesse essere confermato, come ho proposto a suo tempo, affiancandomi a Marco Ablondi, la cittadinanza onoraria, non avrei remore, da cittadino, a sottoscrivere la richiesta di revoca della cittadinanza medesima.

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  • Berta

    29 Gennaio @ 16.30

    @redazione: l'etnia Rohinya è stata introdotta in Birmania dal Bangladesh durante la dominazione britannica per usarli come forza 'paramilitare' contro i birmani, come per es. fece Franco con le truppe marocchine durante la Guerra Civile spagnola . Da questo passato proviene il disprezzo dei birmani verso questa popolazione. In Birmania i musulmani In generale sono ben accetti e attivi nel settore economico, soprattutto commercio. C' e' pieno di musulmani col velo e moschee in Birmania, e non vengono perseguitati affatto. Ci ho vissuto e so di cosa parlo. Prima di giudicare un Paese bisognerebbe conoscerne la Storia almeno degli ultimi 100 anni, non solo riferire le veline suggerite dagli USA. altrimenti finisce come con la Crimea, popolata da una maggioranza russa che non ha mai sopportato gli ucraini, ma che, secondo gli yankees e i loro portavoce europei occidentali, avrebbero dovuto fare i salti di gioia per quel casino che gli hanno combinato col loro golpe

    Rispondi

    • 30 Gennaio @ 08.52

      Guardi che il problema non è la religione, ma il rispetto delle minoranze. In Birmania come in Crimea.

      Rispondi

  • Oldsailor

    07 Gennaio @ 18.46

    Allora, leggendo l'articolo, parrebbe che i "pacifici" Rohingya, (minoranza musulmana), avrebbe attaccato un posto i polizia Birmano, accoppando 9 poliziotti! Se non sbaglio, oppure ho sentito male il buon Pagliari definisce questa gente dei fanatici religiosi! Allora? Cosa dovrebbe fare la Birmania; dar loro un buffetto sulle guance e rimbrottarli (ma non troppo severamente) per quel che hanno fatto? Benissimo, hanno dimostrato di non essere degli idioti come noi! La risposta ad atti di terrorismo fanatico come questi, deve essere immediata e spietata! Non degli imbelli come noi che permettiamo all'ultimo beduino analfabeta sbarcato illegalmente di prenderci per i fondelli, farsi mantenere, sbeffeggiarci e prenderci a pedate nel sedere! Sai che gliene frega alla San Suu Kyj della cittadinanza di parma, di fronte a questi problemi d'ordine interno. Questi popoli, Birmani, Tailandesi ecc., hanno di bello che la loro religione è una religione pacifica; pertanto non possono e non vogliono tollerare ingerenze guarda caso da musulmani. Sembra strano; ma dove ci sono loro i guai spuntano come funghi. Altro che "trombonare" di democrazia" riempiendosi la bocca di una parola che ogni giorno che passa, perde di significato; se mai lo ha avuto.

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    • 07 Gennaio @ 19.16

      (dalla redazione) Prima di scrivere questo ponderoso e livido editoriale di politica estera forse avrebbe fatto meglio a documentarsi almeno un pochino. Se avesse letto anche solo la voce inglese di Wikipedia sui Rohingya avrebbe capito le dimensioni delle persecuzioni che vengono da anni inflitte a questa popolazione derelitta. Si tratta di dati di fatto inoppugnabili riconosciuti da tutti gli organismi internazionali e anche, per dire, da una risoluzione approvata dalla Camera dei Rappresentanti Usa - a maggioranza repubblicana - nel 2014.

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      • Oldsailor

        08 Gennaio @ 19.51

        Gentilissima Redazione, io non sto a fare politica estera; ma quando una minoranza che non riesce a far valere i suoi diritti in modo pacifico; e per far valere le sue ragioni accoppa 9 poliziotti; cosa possono pretendere se non un sacco di legante? Un vecchio e saggio Cinese, diceva: se ai un nemico che non riesci a sconfiggere; alleati con lui! Questi musulmani, hanno sentito odore di rivoluzione "culturale" e di appoggio da altre fonti "democratiche", e hanno alzato il tiro sperando che altri gli tolgano le castagne dal fuoco! Ma dato che non hanno nulla da dare in cambio se non della miseria, di paladini non ne trovano. A voler fare il braccio di ferro con chi è più forte ci si rimette e basta. Per il resto, l'equazione: musulmani = guai, che piaccia ho meno rimane valida. P.S. Le assicuro che su questi popoli mi sono da anni documentato anche senza Wikipedia.

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        • 08 Gennaio @ 20.09

          (dalla redazione) Ecco, non "stia a fare di politica estera". E' meglio. ps. ha messo una "H" di troppo: "piaccia ho meno..." non è bellissimo da vedere.

          Rispondi

  • Enzo

    04 Gennaio @ 22.16

    Scusate, ma 24 ore fa la sua compagna Albertina Soliani era in Birmania a braccetto con lei. Ci sono le foto su internet e gli articoli a riguardo. E nelle stesse ore Pagliari dice questo. E poi dicono che il PD non è allo sbando...

    Rispondi

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