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Festa della Repubblica a Parma: cento premiati

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Festa della Repubblica celebrata a Parma come in tutta Italia (leggi e guarda le foto della festa a Roma) nella cornice del parco Ducale. Durante la cerimonia premiate cento persone tra partigiani, internati e cittadini che si sono battuti per la libertà. Sono intervenuti, tra gli altri, il prefetto Forlani e il sindaco Pizzarotti.

L'intervento del prefetto

Autorità, signore e signori, buongiorno e grazie per avere raccolto l’invito a celebrare solennemente in questo splendido parco ducale la Festa della Repubblica, il 70 anniversario di quel 2 giugno 1946 in cui gli italiani, per la prima volta davvero a suffragio universale con la partecipazione delle donne, decisero la forma di stato in cui costruire la nuova Italia e scelsero la repubblica.
Un saluto particolare va ai partigiani, agli ex internati, ai combattenti inquadrati nei reparti regolari delle forze armate che nella vittoriosa guerra di liberazione contro il fascismo e le forze di occupazione tedesche crearono le condizioni politiche, militari e civili perché quella grande scelta potesse realizzarsi.
La vostra presenza qui di persona o attraverso i propri cari perché impossibilitati a muoversi per le proprie condizioni di salute o perché hanno già raggiunto il Campo della Gloria fa assumere a questa Festa il significato del ringraziamento e della gratitudine di tutti noi per averci consegnato la pace, la libertà, la democrazia.
Le Medaglie della Liberazione, concesse dal Ministro della Difesa, sotto l’alto patrocinio del Presidente della Repubblica, e le Medaglie d’Onore ai deportati ed internati civili e militari, sono un segno tangibile di questi sentimenti.
Ho voluto che la consegna avvenisse nello stesso contesto dell’alzabandiera per farvi sentire più forte l’abbraccio delle Istituzioni che compongono la Repubblica – lo Stato, la Regione, la Provincia, i Comuni – insieme alle Forze Armate, alle Forze di Polizia, ai Vigili del Fuoco, al volontariato della Protezione Civile e del soccorso sanitario, alle Associazioni Partigiane e dei deportati, alle Associazioni d’Arma ed al popolo cui appartiene la sovranità come recita l’art.1 della Costituzione.
Le note dell’Inno nazionale suonate dagli allievi del Liceo Musicale Bertolucci accompagnate dalle voci del Coro CAI Mariotti ci hanno aiutato ed incoraggiato ad unirci nel canto degli Italiani. Perché il nostro inno è cantato e va cantato. E di questo li ringrazio.
La bandiera, l’Inno, le Forze Armate tutti simboli della Repubblica. Anche lo stemma. E al termine della cerimonia invito tutti a salire in Palazzo Ducale ad ammirare lo studio che gli allievi del Liceo Artistico Toschi hanno svolto sul tema dello Stemma della Repubblica
Il 2 giugno di ogni anno celebriamo la Festa della Repubblica ma gli anni pieni, i decennali costituiscono l’occasione per un approfondimento particolare di quella pagina fondamentale della nostra storia.
E così con il Comitato per la valorizzazione della cultura della Repubblica abbiamo voluto sottolineare e approfondire il processo elettorale sviluppatosi subito dopo la Liberazione, e avviato quando ancora erano in corso le operazioni militari, per consentire l’elezione dei consigli comunali in marzo-aprile, l’elezione dell’Assemblea Costituente e il referendum repubblica-monarchia il 2 giugno.
Nell’Italia appena uscita dalla Guerra, con le città distrutte, la mancanza o l’insufficienza dei beni di prima necessità, le drammatiche condizioni di vita di gran parte della popolazione, quanto importante era andare a votare? Tantissimo.
Abbiamo provato a ricostruire quel periodo con un convegno ed una mostra tuttora in corso in Prefettura dal titolo “ Verso la Repubblica, Marzo-Aprile 1946: primavera di democrazia. Le prime elezioni comunali a suffragio universale.” E ieri abbiamo inaugurato presso la Biblioteca Palatina la mostra “Echi di libertà. L’alba della Repubblica nei giornali e sui fogli parmensi”, che ha ricevuto la medaglia del Presidente della repubblica ed il patrocinio del Senato e della Camera dei Deputati. La scorsa settimana l’Istituto storico della Resistenza ha organizzato un importante convegno su questi temi e il Comune di Parma sta sviluppando il tema del voto alle donne come momento qualificante e direi rivoluzionario di quel formidabile percorso di libertà e di democrazia.
Quello che emerge è che gli italiani avevano la consapevolezza di avere il futuro nelle proprie mani e che per realizzarlo dovevano scrivere un nuovo patto fondativo che indicasse chiaramente la direzione da prendere.
Nuovo il patto quindi per nuovi italiani: oltre i due terzi degli elettori non avevano mai partecipato ad una consultazione: erano le donne innanzitutto per motivi di genere, ma anche tutti gli elettori con meno di 41 anni considerato che si votava a 21 anni e che per 20 anni il fascismo aveva soppresso ogni forma di rappresentanza popolare.
Un patto fondativo, un patto per sempre: come avrebbe riconosciuto la Costituzione promulgata alla fine del 1947, la forma repubblicana non è soggetta a revisione.
E sulla partecipazione dei cittadini, componenti del popolo sovrano, il Presidente Mattarella ci sollecita continuamente, perché senza partecipazione è la stessa democrazia ad essere compromessa.
E il Presidente della Repubblica nel messaggio che abbiamo ascoltato poco fa ci indica la strada “operare con determinazione per l’affermazione dei principi di libertà nella sicurezza e la coesione delle nostre comunità, per il buon funzionamento dei servizi essenziali, significa far vivere nel quotidiano i principi ed i valori che sono alla base del patto di cittadinanza repubblicana”.
Questo è il nostro impegno, ciascuno con le responsabilità che gli sono affidate dall’ordinamento, tutti insieme con autentica condivisione di obiettivi e spirito di cooperazione per farci carico dei bisogni e delle aspettative dei cittadini.
Sostenendo, valorizzando e accrescendo la capacità delle comunità di impegnarsi in attività solidali e in servizi di interesse generale . A praticare i percorsi di cittadinanza attiva indicati dalla Costituzione, a partire dal dovere di svolgere secondo le proprie possibilità e la propria scelta una attività o una funzione che concorra al progresso  materiale o spirituale della società, indicato all’articolo 4 della Costituzione.
Viva l’Italia, Viva la Repubblica

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  • ANONIMUS

    02 Giugno @ 14.35

    Il sindaco ormai é come un disco rotto!! Ripete sempre le stesse cose!! NON VOGLIAMO GLI ESTREMISTI BLA BLA BLA.. parla per te!! Io non vorrei clandestini spacciatori e tutta la bella gente che ha rovinato parma!!

    Rispondi

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