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Legionella: continua il contagio ma le cause restano un mistero

Nominati due coordinatori dell'Unità di crisi

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Continuano gli accertamenti per cercare di individuare la causa dell'epidemia di legionella in zona Montebello. Finora sono 35 i casi accertati, con una 27enne trasferita in Rianimazione. Nel pomeriggio si riunirà l'Unità di crisi, per fare il punto della situazione. La gente è preoccupata, come dimostrano le interviste del TgParma. E stasera alla scuola Don Milani si terrà un'assemblea pubblica su questo problema. Il programma di TvParma "Lettere al direttore", in onda dalle 21,15, si collegherà in diretta con l'assemblea. C'è anche la diretta streaming sul sito del Comune.

NOMINATI DUE COORDINATORI DELL'UNITA' DI CRISI. Sono stati nominati un coordinatore tecnico-scientifico dell’Unità di crisi e un coordinatore operativo. Si tratta rispettivamente di Maria Luisa Moro, direttore dell’Agenzia sociale e sanitaria regionale, e Roberto Cagarelli, del Servizio prevenzione collettiva e sanità pubblica: la Regione Emilia-Romagna ha ritenuto opportuno indicarli in seguito all’incontro dell’Unità di crisi avvenuto ieri a Parma, in cui gli esperti presenti hanno individuato ulteriori misure da attuare in base all’evoluzione del focolaio epidemico di Legionella.
Lo dice una nota dell'amministrazione regionale, che continua: 
“Come Regione interveniamo in modo che venga fatto tutto il necessario per arrivare a una rapida e definitiva risoluzione della legionellosi: un coordinamento delle attività va proprio in questa direzione” sottolinea l’assessore alle Politiche per la salute, Sergio Venturi.
Roberto Cagarelli sarà impegnato a tempo pieno a Parma fino alla completa risoluzione dell’infezione. Oggi sarà presente sia all’incontro del pomeriggio tra il Comune e le Aziende sanitarie di Parma, sia all’assemblea pubblica organizzata per le ore 21 all’Auditorium della scuola “Don Milani”.
“Fin dai primi casi riscontrati a Parma, la Regione si è attivata immediatamente per monitorare la situazione e assicurare alle istituzioni e alle Aziende sanitarie il supporto necessario per individuare e risolvere le cause dell’infezione - ricorda l’assessore -. Venerdì scorso si è svolta una video conferenza tra esperti regionali e aziendali per una prima valutazione della situazione e degli interventi messi in campo dalle Aziende sanitarie”. Ieri, la riunione a Parma degli esperti “che compongono l’Unità di crisi attivata dalla Regione la scorsa settimana. Dopodiché - conclude Venturi - abbiamo deciso subito di affidare il coordinamento dell’Unità a due nostri professionisti, che vantano una grande esperienza nel settore dell’epidemiologia e della sanità pubbliche. In particolare, Roberto Cagarelli coordinerà l’adozione delle misure integrate e degli interventi che si renderanno eventualmente necessari”.


UNA 27ENNE IN RIANIMAZIONE.
Il morbo del legionario non allenta la presa: la giovane di 27 anni, residente nella zona di via Traversetolo, è stata trasferita in Rianimazione. Le sue condizioni, seppur serie, sono stabili. Intanto cresce il bilancio dei contagi: si parla di 35 casi, di cui 4 in attesa di conferma e venti ricoverati al Maggiore. Due giorni dopo la morte della 77enne, la seconda vittima del batterio con pesanti patologie pregresse alle spalle, il nuovo bollettino sanitario è in chiaroscuro.

Va detto che la 27enne, che era in cura al reparto di Medicina interna, è stata dichiarata in condizioni gravi fin dall’inizio. Ieri è stata trasferita in Rianimazione, è sveglia e vigile e sotto la scrupolosa osservazione dei medici. Rimane sempre grave, ma stazionario, il quadro clinico del 73enne, l’altro paziente più critico. Sono invece ancora buone le notizie per la maggioranza dei ricoverati (10 uomini e sei donne): 10 sono in fase di miglioramento, 4 sono stabili con un normale decorso clinico. Positivo anche il quadro clinico dei quattro «nuovi arrivati», ancora in attesa del verdetto del test per capire se sono positivi alla legionellosi. Si tratta di due donne e due uomini, l’età è compresa tra i 65 e gli 85 anni, e le loro condizioni sono stabili. Tutti sono ricoverati in reparti internistici e non destano preoccupazioni dei medici.

Medici che stanno lavorando sodo in ore nelle quali non è solo il batterio a colpire, ma anche la psicosi. Ecco perché cresce l’attesa per l’assemblea pubblica convocata dal sindaco Federico Pizzarotti per questa sera, proprio nel cuore del Montebello che si è ammalato ancora senza un perché. 

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  • parmanewideas

    06 Ottobre @ 18.34

    Per fortuna il nostro Sindaco Pizzarotti aveva imposto agli asili di Parma di utilizzare l'acqua degli acquedotti comunali, bravo

    Rispondi

    • Vercingetorige

      06 Ottobre @ 18.45

      Il Morbo dei Legionari non si trasmette per via oro-fecale e l' acqua degli acquedotti comunali è potabile.

      Rispondi

  • Lucio G.

    06 Ottobre @ 17.58

    Arrivano i coordinatori dalla Regione. In città - Comune, Aziende Sanitarie - non c'è nessuno in grado? Possono coordinare un'unità di crisi di un evento che si sta verificando a Parma, dei funzionari regionali che sono anch'essi dei tecnici? All'Igiene Pubblica non c'era nessuno in grado? Allora è un'Igiene Pubblica locale che non ha persone di valore....

    Rispondi

    • Vercingetorige

      06 Ottobre @ 18.59

      Come diceva Andreotti..........Servono da dare in pasto ai leoni...............

      Rispondi

  • Giancarlo

    06 Ottobre @ 17.33

    concordo con quanto fatto presente da Maria - ma immagino gli esperti non abbiano escluso alcun focolaio ambientale bisogna evidenziare che in biologia tutto è possibile e mai scartare le ipotesi meno probabili per quanto riguarda l'acqua pubblica per uso domestico, visto che le analisi effettuate sono risultate negative (quando effettuate) ci troviamo in area di bassa probabilità ma non di esclusione totale (fattore tempo) da non trascurare invece approfondite 'analisi / anamnesi di network', ovvero quali luoghi in comune hanno frequentato le persone contagiate? anche in questo caso non è assolutamente semplice - infatti in caso di supermercati e uffici postali ci si aspetterebbe il contagio anche del personale per cui l'ipotesi luogo pubblico dovrebbe essere considerata tenendo presente un luogo che per determinati motivi separa addetti e frequentatori (mi viene in mente una spa, ma non conosco l'età media o mediana dei contagiati) oppure tra le indagini esplorative bisognerebbe sottoporre un campione di operatori nei centri sospetti a dosaggio degli anticorpi anti-legionella e sperare di esser fortunati in quanto la positività in caso di contatto compare dopo circa 1 mese e viene mantenuta compresa per 3 - 18 mesi in rete ci sono numerose risorse, per esempio CDC (Centers for Disease Control and Prevention) https://www.cdc.gov/legionella/health-depts/inv-tools-cluster/environmental-inv-tools.html https://www.cdc.gov/legionella/downloads/legionella-environmental-assessment.pdf spero che al più presto si possa identificare il focolaio responsabile ed evitare altri contagi in bocca al lupo per la trasmissione e anche alla task force che sta operando Giancarlo Carmosino MD

    Rispondi

  • Michele

    06 Ottobre @ 17.12

    mandra_sala@libero.it

    I fatti: da oltre un mese la massima autorità sanitaria della città non ha dato alcuna risposta. Da dove è iniziato il focolaio ? Si tratta di una epidemia ? Occorre evacuare il quartiere ? L'acqua è potabile in città ?

    Rispondi

    • Vercingetorige

      06 Ottobre @ 17.27

      Risposta ai fatti : dove è iniziato il "focolaio" , per il momento , non lo sappiamo. Bisogna vedere dove lo hanno cercato . Ci sono diversi casi contemporanei nella stessa zona , quindi è un' epidemia. Evacuare tutto il quartiere Montebello è fuori discussione . L' acqua dell' acquedotto è potabile.

      Rispondi

  • Maria

    06 Ottobre @ 15.22

    ma perchè tutti si concentrano sulla possibilità che la contaminazione si sia originata dall'acqua pubblica? nessuno sembra menzionare impianti della climatizzazione nei luoghi pubblici del quartiere montebello, ad esempio i filtri dell'aria condizionata, quando vado a fare la spesa, vedo che sono sporchi e pieni di ragnatele (li ho visti così all'entrata del centro torri) ? l'esselunga di via traversetolo usa tutt'ora aria condizionata, e cosa dire dei bus, uffici e strutture pubbliche ? Controllate impianti dell'aria condizionata perché sono sporchi e si sa che la legionella si annida in luoghi sporchi e umidi

    Rispondi

    • Vercingetorige

      06 Ottobre @ 17.11

      E' da mò che glie lo diciamo ! E loro cos' hanno fatto ? Hanno nominato due Capi Ufficio , che erano proprio quel che ci mancava !

      Rispondi

    • amnesys

      06 Ottobre @ 16.25

      Dovrebbero spiegarci che tipo di indagini hanno fatto. Ad esempio i contagiati dove vivono precisamente? Che luoghi hanno frequentato? Ci sono luoghi frequentati nello stesso periodo dai contagiati? Se fosse l'acqua ritengo che il numero dei contagiati sarebbe stato più alto. In ogni caso l'amministrazione ed il sindaco in testa hanno l'obbligo di dare delle risposte concrete illustrando nel dettaglio il processo che stanno seguendo e non solo chiacchiere inutili, marchi di fabbrica di questa amministrazione. #comecambiaparma in peggio

      Rispondi

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