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Rapina in villa a Porporano: "stanati" nella zona di via Venezia Video

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Li hanno arrestati gli uomini dell'antirapine della Squadra Mobile, dopo giorni e notti di estenuante 'caccia'': sono tre albanesi che avevano fatto il 'nido' nella zona di via Venezia, specialisti dei furti in abitazione e non solo. Uno di loro ha confessato anche di aver partecipato alla rapina in villa di Porporano, il 20 ottobre scorso, in cui terrorizzarono un ragazzino minorenne e ripulirono la cassaforte.

La vicenda

Nell’ultimo periodo, in Provincia, si è registrato un notevole incremento di furti in abitazione perpetrato da malviventi di origini dell’est Europa, in orari serali.
In particolare, alle ore 19,05 del 20 ottobre  agenti dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico e della Sezione Antirapine della Squadra Mobile sono accorsi a Porporano dopo la segnalazione di una rapina in una villa.
Sul posto, hanno trovato la vittima, un ragazzo di 17 anni, figlio dei proprietari che ha ricotruito l’arrivo dei malfattori in casa, le minacce subite affinchè desse le chiavi della cassaforte ed i minuti di attesa mentre i tre aprivano la cassaforte tagliandola con un flessibile. Sul posto anche la Polizia scientifica per i rilievi di competenza.

I genitori della giovane vittima hanno spiegato che i rapinatori avevano asportato dalla cassaforte gioielli per circa 5.000 euro. La vittima, convocata presso gli Uffici della Squadra Mobile presentava denuncia per la rapina subita fornendo una descrizione dei malviventi. 
Le indagini svolte dagli investigatori della Sezione Antirapine permettevano di acquisire le registrazioni di alcune telecamere che hanno permesso di stabilire che i tre rapinatori erano giunti sul posto a bordo di una autovettura VW Golf colo nero.
Nell’ultimo periodo, in occasione di alcuni furti in abitazione consumati in particolare in Provincia, era stata segnalata come auto in uso ai ladri una VW Golf color nero. 

Le indagini

Le serrate indagini condotte dagli investigatori della Sezione Antirapine della Squadra Mobile, portate avanti con servizi pattugliamento in orari serali e notturni, permettevano di stabilire, anche grazie alla segnalazione di un cittadino che ha riferito della presenza, dal alcuni giorni, nel suo condominio posto nella zona di via Venezia, erano giunti dei cittadini dell’est Europa che rimanevano in casa tutto il giorno per uscire solamente verso le ore 17 e fare rientro verso le ore 22.
Nel pomeriggio di domenica scorsa un equipaggio della Sezione Antirapine approntava un servizio di osservazione in zona via al fine di individuare eventuali cittadini dell’est Europa e monitorarne gli spostamenti
Alle ore 17,40 circa seguenti venivano notati tre individui, presumibilmente dell’Est Europa, che uscivano dal palazzo segnalato dal cittadino e s’incamminavano, guardandosi continuamente attorno, in un vialetto che conduce in via Pedretti.
Il personale operante provvedeva a seguirli a piedi notando che, giunti in via Pedretti, i tre salivano su un’autovettura Golf di colore nero e si allontanavano a velocità sostenuta.
Si accertava che l’autovettura era compendio di furto consumato il 24 luglio 2016 ai danni di una donna parmigiana, sottrazione avvenuta a seguito di furto in abitazione durante il quale era stata rubata anche l’auto.
L’autovettura in argomento era perfettamente identica per marca modello e colore a quella un uso agli autori della rapina in villa perpetrata verso le ore 18,30 del 20 ottobre u.s. a Porporano.
Considerato che i tre individui potessero essere gli autori di quest’ultima rapina ed in considerazione del fatto che, comunque, avevano in uso un’auto rubata, ritenendo che avrebbero potuto fare ritorno in loco, veniva allertato altro personale della Squadra Mobile che provvedeva a posizionarsi sia all’interno che nei pressi del palazzo in argomento, da dove erano precedentemente usciti i tre individui.
Alle ore 20:15 circa seguenti, la vettura Golf nera tornava in questa via Pedretti ed i tre occupanti, precedentemente notati salirvi a bordo, scendevano dalla stessa e si incamminavano verso casa seguiti a breve distanza dagli investigatori dell’Antirapina.
I tre individui, dopo aver fatto accesso nel palazzo entravano nell’ascensore per salire ai piani superiori con il personale operante che saliva in contemporanea le scale, giungendo al terzo piano ove era già presente altro personale.
All’apertura delle porte dell’ascensore i tre individui, constatata la presenza del personale di Polizia si scagliavano contro gli operatori ingaggiando una violenta colluttazione sferrando pugni e calci, cercando ad ogni costo di divincolarsi, al fine di guadagnare la fuga. Gli operatori riuscivano a parare i colpi e grazie anche alla maggiore consistenza numerica (nove operatori) riuscivano, con non poca fatica, a bloccare a terra i tre individui immobilizzandoli poi con le manette in dotazione.
Stanti i presupposti di legge, una volta ammanettati, i tre individui fermati, poi identificati in GOCI Artan, KARAJ Ermal e RECI Arben venivano sottoposti a perquisizione personale che permetteva di rinvenire una serie di oggetti.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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  • marco

    30 Ottobre @ 19.27

    Su uno era pluripregiudicato con diverse condanne sul groppone cosa ci faceva a piede libero in Italia? Di chi era l'appartamento dove stavano? Il proprietario aveva dichiarato gli affittuari alla Questura?

    Rispondi

  • aldo

    29 Ottobre @ 19.32

    Ero proprio curioso di vedere le loro facce.... ma il mio stomaco non ha retto!

    Rispondi

  • ab9pr

    29 Ottobre @ 18.05

    alberto_bianco@alice.it

    Non è questione di buonismo ma che abbiamo caricato la sveglia troppo tardi. Un buonista può eventualmente "giustificare" gli arrivi con i barconi degli extracomunitari che arrivano da paesi in guerra, in cui organizzazioni terroristiche (tipo boko haram) assaltano le case, ammazzano i mariti o i figli, stuprano le mogli e devastano tutto ciò che trovano davanti ai loro occhi. Spesso è da queste situazioni che questa gente scappa. @jeffroy a quale muro ti riferisci? perchè per dirla tutta, questa immigrazione di massa dall'Africa è stata provocata da Usa e Francia che hanno ammazzato Gheddafi e hanno lasciato "campo libero" a tutto quello che sta avvenendo ora (per farla breve) ... altro che Renzi. La questione di questo articolo è comunque diversa, si tratta di banditi albanesi, delinquenti che vanno messi in galera per ciò che hanno commesso e qui il buonismo non c'entra proprio nulla.

    Rispondi

  • filippo

    29 Ottobre @ 17.24

    bene.....anche in albania ci sta la guerra? profughi? o forse nullafacenti venuti in italia a fare quello che in altri paesi non potrebbero fare? mi raccomando vediamo quante ora si fanno in carcere..

    Rispondi

  • jeffroy

    29 Ottobre @ 16.39

    e poi il buonismo se la prende sempre con chi pare parlare con pregiudizio di questa gentaglia che ci ha invaso dopo la caduta di quel maledetto muro !

    Rispondi

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