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Tutto pronto per gli Stati Generali della Lega a Parma

Salvini: "Partiamo dal post-Brexit"

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L’uscita della Gran Bretagna dall’Europa fa cantare vittoria agli euroscettici italiani. E non è un caso che tra i primi a festeggiare la decisione presa dal popolo inglese sia Matteo Salvini. Il leader della Lega Nord, che domani aprirà gli Stati generali del Carroccio a Parma, è un fiume in piena: bolla l’Europa come «una gabbia di matti», considera l’esito delle urne «uno schiaffo a Renzi e Napolitano» ed infine annuncia l’intenzione di voler iniziare una raccolta delle firme per presentare una legge per modificare la Costituzione, che ora non prevede la consultazione popolare per i trattati internazionali.
In sintonia con il segretario del Carroccio anche Giorgia Meloni. Le leader di Fratelli d’Italia senza giri di parole parla della Brexit come di una «scelta coraggiosa da cui bisogna prendere esempio».
A bocciare la proposta di Salvini è il presidente emerito della Repubblica Giorgio Napolitano: «Si tratta di pura demagogia», osserva il senatore a vita che poi non esita a definire «aberrante il referendum inglese, istituto che non è previsto dalla nostra costituzione che saggiamente ha escluso consultazioni popolari sui trattati internazionali».
Sul carro degli euroscettici non manca il Movimento Cinque Stelle. I pentastellati, da sempre molto critici sugli attuali assetti dell’Unione Europea, dopo quella che ieri sembrava una apertura all’Ue, affidano ad un post sul blog di Beppe Grillo la reazione positiva alla vittoria della Brexit. Nel testo non si cita la parola referendum però il messaggio è chiaro: «O l'Europa cambia o muore», sentenzia il blog dei Cinque stelle in cui si però si rivendica la necessità di «un’Europa come 'comunita» e non un’unione di banche e lobby. Ora - chiedono i grillini - la parola passi ai cittadini».
Al di là delle differenze, il primo dato che emerge è che l'addio di Londra a Bruxelles irrompe anche nel dibattito all’interno dei partiti ed in particolare nella riorganizzazione del centrodestra anche in vista dei prossimi appuntamenti futuri.
Proprio il leader del Carroccio lega la vittoria del fronte del 'Leavè inglese alla battaglia di ottobre contro le riforme costituzionali: «A maggior ragione - ribadisce - ad ottobre voterò no alla pessima riforma di Renzi, che continua ad impedire agli italiani di esprimersi su ogni scelta che arriva da Bruxelles». Una linea che il leader lumbard intende riproporre domani a Parma dove ha chiamato a raccolta tutto il vecchio centrodestra. Un’iniziativa che assume un significato fondamentale non solo perchè rappresenta il primo momento di confronto dopo le elezioni comunali, ma sopratutto perchè potrebbe avere un valore simbolico molto forte per scalata di Salvini alla leadership della coalizione, nel momento in cui Silvio Berlusconi è forzatamente fuori dalle scene.
Domani ad ascoltare il leader della Lega ci sarà Giovanni Toti, big di Fi e tra coloro che ha sempre mantenuto un dialogo aperto con il Carroccio ed insieme a lui tutti gli esponenti del 'vecchio Pdl' (Meloni, Fitto, Quagliariello per citarne alcuni) da sempre a sostegno delle primarie anche per il centrodestra.
Una riunificazione complessa però visto che a dividere sono proprio temi centrali come il futuro dell’Unione Europea. Se il cosiddetto 'duo lepenistà chiede che anche l’Italia si possa esprimere sulla permanenza o meno nell’Unione, Forza Italia pur non risparmiando critiche ad una Europa a trazione tedesca, considera vitale la sua sopravvivenza. Ne è convinto Berlusconi che considera a questo punto irrinunciabile una «rifondazione" europea in tempi brevi tanto da chiedere la convocazione del congresso del Partito Popolare europeo che si occupi di stilare un manifesto che abbia proprio nella rifondazione dell’Ue il suo punto centrale: «Occorre dare una risposta immediata e straordinaria - scrive l’ex premier - da parte di chi l’Europa l'ha pensata e voluta. E’ urgente ricostruire l’Europa come comunità politica basata su valori condivisi, prima che economica o burocratica, vissuta dagli europei come la loro patria e non più come un’imposizione o una fastidiosa necessità».

Alla vigilia dell'evento parmigiano, oggi alcuni leader delle formazioni di centrodestra rilasciano dichiarazioni.

SALVINI: L'INIZIATIVA DI PARMA PARTE DAL POST-BREXIT. «Mentre altri dormono o rinviano le direzioni per lutto, noi da domani cerchiamo di ricostruire, di ritrovare l’uscita di sicurezza del Paese Italia». Lo ha detto in conferenza stampa il leader della Lega Matteo Salvini, spiegando che «l'iniziativa di domani a Parma non a caso parte proprio dal post Brexit, da come rivedere e riscrivere i trattati» a partire dalla moneta unica e alle politiche commerciali e sull'immigrazione. 

MELONI: "SARO' A PARMA, POI ALTRE INIZIATIVE INSIEME". «Domani parteciperò a Parma alla manifestazione indetta da Matteo Salvini e poi, ragionavamo con Matteo di una iniziativa simile da fare insieme nelle prossime settimane». Lo ha detto il leader di Fdi Giorgia Meloni aggiungendo che l’iniziativa del segretario del Carroccio «muove da un principio giusto, cioè quello di considerare morto il centrodestra come lo abbiamo conosciuto e di lavorare per una nuova aggregazione che però parta dai contenuti, capire cosa vogliamo fare per gli italiani e qual è il terreno comune sul quale ci troviamo e poi parlare di tutto il resto».
E a chi le dice che anche Salvini non è contrario alle primarie, la Meloni replica: «E' ovvio, lo diciamo da tanti anni, la logica della democrazia è una logica imbattibile. Pensare che i partiti, dopo tutto quello che è accaduto, si possano rimettere insieme per parlare attorno a un tavolo è da folli. Se c'è un dato che esce da queste elezioni amministrative è che non pagano gli inciuci, le ammucchiate, i progetti opachi, le posizioni poco chiare; pagano le persone e i progetti credibili e il coraggio di dire le cose come stanno e noi da lì vogliamo ripartire, sicuramente le primarie per il futuro del centrodestra potrebbero essere una grande occasione, io lo dico da tempi non sospetti, non cambierò di certo idea adesso». 

MARONI: "VOGLIAMO ARRIVARE AL RENZI EXIT". "Domani, a Parma, è l’inizio di un percorso che deve portare a ricostruire e ricompattare il centrodestra su un programma concreto, per essere competitivo sul Rexit, Renzi exit. L’abbiamo chiamato 'Il cantierè". Così ha dichiarato il governatore lombardo Roberto Maroni, a margine di un seminario sulla riforma costituzionale, a Palazzo Pirelli, a Milano. "Ci sarà il programma della Lega, allargato al centrodestra, che parlerà di quello che succederà dopo la Brexit. Per cui, domani, sarà l’inizio del nuovo corso del centrodestra", assicura. "Da domani si parla di contenuti, non più di accordi e alleanze. E' un invito a tutto il centrodestra di confrontarsi su temi proposti da esperti esterni alla Lega. Ci saranno, anche, Forza Italia e la Meloni", aggiunge. "Domani per il centrodestra sarà una giornata importante, a Parma: si riparte quasi da capo, dopo la sconfitta a Milano e da capo per l’Europa", conclude. 

ANCHE QUAGLIARIELLO AL PAGANINI. «Il movimento Idea accoglie l’invito ricevuto dalla Lega e sarà presente domani a Parma con una delegazione guidata dal presidente Gaetano Quagliariello». E' quanto si legge in una nota del movimento "Idea".
«La crisi del renzismo e la portata degli eventi che si consumano intorno a noi - si legge ancora - impongono una riflessione sui contenuti che possa agevolare la costruzione di un centrodestra plurale come alternativa vincente alla vuota arroganza del potere che ci governa». «Per contribuire a questo percorso domani ci saremo e continueremo nel futuro con analoghe iniziative a fare la nostra parte per un confronto aperto, franco e costruttivo che possa dare risposte a un elettorato che ha dimostrato di non essere in vendita e che aspetta - conclude la nota - una proposta politica articolata e compiuta in grado di rappresentarlo». 

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  • Vercingetorige

    24 Giugno @ 18.46

    Città blindata , e speriamo bene !

    Rispondi

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