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Rossi: "A Parma 90 tra singoli e famiglie in strada. Chi può ci aiuti" Video

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I  numeri dell'emergenza povertà non si abbassano. Ed è un impegno corale che coinvolge Comune, Caritas ed Emporio Parma quello volto a sostenere i bisogni di coloro che si trovano in difficoltà: non hanno un tetto per dormire, un pasto da consumare o famiglie che non sanno come fare ad arrivare alla fine del mese. Ne hanno parlato questa mattina in una conferenza stampa, l'assessore al welfare Laura Rossi; la direttrice di Caristas Parma, Maria Cecilia Scaffardi; Giacomo Vezzani di Emporio Parma ed Elisabetta Mora responsabile della struttura operativa fragilità del Comune.

L'assessore Laura Rossi ha fatto un appello alla città. Negli ultimi tre anni le risorse messe in campo dal Comune per fare fronte alla povertà hanno raggiunto, nel 2016, la quota di 1 milione e 167 mila euro. Caritas con il cofinanziamento di Fondazione Cariparma e dell'8 per mille donato alla Chiesa Cattolica ha messo a disposizione 111 mila euro e ingenti sono i fondi legati al reperimento di beni alimentari messi in campo grazie a Emporio Parma, ma non basta.

Laura Rossi ha fatto un appello: “A Parma ci sono 80 tra nuclei e persone singole con bambini in strada. Il mio è un appello alla città per trovare una sistemazione. A questi si aggiungono 10 somali”.

Il Comune: "Tutti i dati sul sistema dei servizi di bassa soglia per adulti"- "Dietro i numeri le storie. Di donne e uomini in difficoltà che il Comune di Parma sostiene e accompagna con l’obiettivo di ridurre i danni causati da percorsi di vita segnati da grandi difficoltà. I servizi di bassa soglia comprendono case di accoglienza notturna per uomini adulti, per donne adulte con minori, alloggi in emergenza, l’erogazione di pasti caldi e il servizio docce: il tutto destinato a persone in estrema difficoltà e disagio, anche temporanei, in assenza di una rete familiare o amicale in grado di prestare accoglienza. I servizi offrono risposte essenziali e dignitose a bisogni primari in una logica di supporto transitorio alla persona perché possa superare situazioni di difficoltà.

In tre anni, dal 2013 al 2015, il Comune ha garantito servizi per 1.300 persone di cui 70 bambini, l’erogazione di 60-70 pasti al giorno e un servizio di 7.500 docce. I servizi vengono incrementati in specifici periodi dell’anno, per esempio in inverno, per fronteggiare l’emergenza freddo. Il Comune gestisce i servizi in regime di appalto con cooperative sociali, e grazie a convenzioni con associazioni e enti del terzo settore del territorio e in collaborazione, in alcuni casi, con l’Azienda USL. Alle attività e ai servizi garantiti e offerti dall'Amministrazione comunale a contrasto della povertà estrema vanno ad aggiungersi in modo complementare, correlato ed integrato gli interventi ed i servizi che, nella logica della sussidiarietà, la società civile nelle sue espressioni più significative offre alla città, in particolare Caritas Diocesana e Emporio solidale, ma anche altre realtà territoriali e associazioni di volontariato attive a livello cittadino.

Nel tempo e, a fronte di una crisi economica che si traduce in scivolamento verso la povertà e condizioni di vita sempre più precarie, i servizi di bassa soglia hanno cambiato utenza: i dormitori per esempio, aperti e utilizzati per l’accoglienza di persone senza fissa dimora, ora rispondono alle esigenze di persone residenti che si ritrovano senza casa e senza lavoro. Inoltre, date le emergenze causate dal grave periodo di crisi, il Comune di Parma ha destinato 116 appartamenti alla accoglienza temporanea e transitoria di famiglie in carico al servizio sociale, in condizioni di fragilità sociale, che non hanno la possibilità di accedere al mercato dell’edilizia privata, in situazione di sfratto o comunque senza risorse abitative.

I servizi di bassa soglia implicano una metodologia di intervento innovativa, contraddistinti da alcune caratteristiche come la massima accessibilità, un rapporto informale tra operatori e utenti che devono rispettare semplici ed elementari regole di convivenza: il rapporto prevede anche la presa in carico delle persone che frequentano il servizio (detti "ospiti") per accompagnarle in un percorso di aggancio a servizi più specializzati; inoltre è essenziale un lavoro di rete tra diversi servizi sia di bassa soglia (come drop-in, unità mobili, dormitori) sia socio-sanitari (ambulatori, ospedali, servizi sociali, Sert), per facilitare la risposta a bisogni più specifici manifestati dall'utenza. I Servizi garantiscono l’informazione, la valutazione, l’eventuale presa in carico o l’accompagnamento al servizio di riferimento per il miglioramento delle condizioni di vita della persona, sostenendola nella costruzione del suo percorso, in base alle risorse di cui dispone e a quelle presenti sul territorio.

LE STRUTTURE DI ACCOGLIENZA - Casa di accoglienza notturna transitoria (Cant): 24 posti per l’accoglienza temporanea di uomini adulti soli, italiani e stranieri. E’ aperta tutto l’anno e risponde a situazioni di emergenza per brevi periodi (pari e non superiori 3 mesi). Il servizio, gestito in regime di appalto da una cooperativa sociale, offre sostegno e accompagnamento attraverso una equipe di operatori che, con diverse funzioni, accolgono e supportano la persona nel periodo di permanenza presso la struttura in stretto raccordo con il servizio sociale territoriale.
Casa di accoglienza notturna “Le cento lune”: 13 posti per l’accoglienza temporanea di donne sole o con figli minori, italiane e straniere in difficoltà socio economica. Il servizio è gestito in regime di appalto da una cooperativa sociale con personale femminile che garantisce il presidio dell’accoglienza che di norma non può superare i sei mesi.
Dormitorio emergenza freddo: garantisce l’accoglienza notturna di persone senza tetto, adulti maschi, italiani e stranieri, in una struttura specificatamente adibita e aperta nei mesi invernali, costituita da prefabbricati forniti di riscaldamento e di zona bagni/docce, attrezzato con letti materassi e coperte per un numero di 24 posti letto. La struttura è gestita in regime di appalto da una cooperativa sociale.
Residence Sant'Ilario per Famiglie: 20 mono e bilocali per emergenza abitativa.

I SERVIZI - Un servizio di Pronto intervento sociale garantisce, in convenzione con Fondazione Caritas una reperibilità in orario di chiusura dei servizi per rispondere a situazioni di emergenza legate a condizioni di marginalità;
Un servizio di erogazione di pasti presso la Mensa Caritas (con la somministrazione di 60-70 pasti al giorno) e un servizio docce (con una media di 2300 docce all’anno, soprattutto utilizzato dalla popolazione italiana maschile);
Pulmino: una convenzione tra Comune di Parma e Assistenza Pubblica garantisce interventi per migliorare l’efficacia delle azioni di primo contatto con persone in rischio di grave emarginazione nell’ambito del piano “emergenza freddo”. L’Assistenza Pubblica mette a disposizione una unità mobile di strada - costituita da un pulmino e da un pool di volontari disponibili a effettuare uscite notturne nei luoghi frequentati da senza dimora;
Alloggi in emergenza: il Comune di Parma ha destinato 116 appartamenti alla accoglienza temporanea e transitoria di famiglie in carico al servizio sociale, in condizioni di fragilità sociale, che non hanno la possibilità di accedere al mercato dell’edilizia privata e non sono utilmente collocate nelle graduatorie per l’accesso agli alloggi di edilizia pubblica, in situazione di sfratto o comunque senza risorse abitative. La concessione temporanea degli alloggi è subordinata a un progetto di sostegno finalizzato a promuovere un percorso di autonomia e di responsabilizzazione individuale e sociale e alla sottoscrizione di un patto con la famiglia.

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  • mancastroppa

    12 Novembre @ 15.23

    Stimata Assessore Rossi, se il Comune di Parma ritenesse le politiche abitative e la lotta all'emergenza povertà una delle proprie priorità, probabilmente farebbe scelte diverse da quelle fatte in questo ultimo anno e mezzo: 1) Non farebbe un piano di investimenti di più di 20 milioni di euro in asfaltature e infrastrutture inutili (vedi via Romagnosi, ecc.) 2) non passerebbe in pochi mesi da proclamare l'emergenza assistenza scolastica (vedi fiaccolata) ad un avanzo di bilancio 2015 a due cifre... 3) investirebbe in riqualificazione e costruzione di strutture abitative adatte ai bassi redditi e alle emergenze abitative... 4) non inaugurerebbe una fontana scintillante, proprio alla fine della via in cui donne e uomini senza casa stanno protestando per chiedere (con dignità e rispetto) una vita degna. Questioni di scelte, che per la nostra Amministrazione Comunale, dopo essersi vantata fin dal primo anno di un "Modello Welfare Parma" (sostanzialmente volontariato), nell'ultimo anno e mezzo ha impostato una politica di opere pubbliche con risorse proprie (dei cittadini di Parma) che fa impallidire anche la Giunta Vignali.... Questione di scelte... Giordano Mancastroppa maestro elementare

    Rispondi

  • Michele

    12 Novembre @ 13.48

    mandra_sala@libero.it

    Quale è il lavoro per cui la Rossi è pagata ? Bene... lo faccia.

    Rispondi

  • paola

    08 Novembre @ 17.29

    chieda a chi è stato già aiutato di essere riconoscente.........

    Rispondi

  • Michele

    08 Novembre @ 17.27

    mandra_sala@libero.it

    Invece di ESTERNALIZZARE i servizi e/o appaltarli a società di altre città. ... facciano lavorare questa gente. Così non si devono più assistere. La Rossi ... tra qualche mese se ne va anche lei con Vagnozzi e sua moglie.

    Rispondi

  • Biffo

    08 Novembre @ 16.49

    Basta chiedere alla Katia Torri, ma solo se si tratta di clandestini, non di italiani indigenti; questi sono solo degli sporchi borghesi.

    Rispondi

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