Gazzetta di Parma

Vittoria Puccini è «l'Oriana»: «Mi sono ispirata al suo coraggio»

Miniserie tv sulla Fallaci: «Ma se fosse viva, sarei terrorizzata dal suo giudizio». In onda il 16 e il 17 febbraio con Vinicio Marchioni nei panni di Panagulis

03 febbraio 2015, 22:25

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«Illustrare la storia di Oriana Fallaci, e raccontare il XX secolo, percorso da una giornalista e scrittrice che lo ha vissuto da protagonista. Una donna dal carattere difficile, che amava provocare, che non aveva paura del conflitto, e soprattutto che portava avanti le proprie idee anche quando queste contrastavano con l’opinione del resto del mondo. Una donna amata e odiata con egual passione». Il regista Marco Turco parla così di «L’Oriana» la miniserie in due puntate in onda in prima serata su Rai1 lunedì 16 e martedì 17 febbraio. A dare il volto alla Fallaci l’attrice Vittoria Puccini, fiorentina come lei, che ha tirato fuori tutta la sua tempra per reggere questo difficile ruolo: «E’ stato motivo di grande orgoglio - dice - una vera sfida. Ho cercato di rispettarla e di non imitarla. La Fallaci è stata un vero mito, avanti anni luce rispetto a tante donne della sua generazione. Ho studiato la sua vita e letto i suoi libri per prepararmi. Non vorrei dire una banalità, ma per usare un paradosso Oriana Fallaci è stata una sorta di Forrest Gump al femminile, con la differenza che il primo era un personaggio di fantasia che si trovava per caso negli eventi epocali, lei invece era reale e si trovava lì perchè quei fatti li voleva raccontare. Ha messo in difficoltà i più grandi della terra: l'intervista più rocambolesca è quella a Khomeini, quando nel corso di un confronto scontro, di fronte al padre della rivoluzione islamica, si toglie il chador. E le domande erano quasi sempre più interessanti delle risposte. Anche per questo è diventata lei stessa una star. Ed è stata la prima donna reporter italiana. Mi resta un dubbio: se i suoi modi duri, bruschi, scostanti, soprattutto nell’ultima parte della sua vita, fossero naturali o non fossero invece almeno in parte una messa in scena per mettere alla prova l’interlocutore».
«L’Oriana» è una coproduzione Rai Fiction - Fandango Tv (prodotto da Domenico Procacci, che ha acquisito i diritti del libro «Un uomo»), è stata girata nei luoghi toccati da Oriana Fallaci incluso il Vietnam, e prima del passaggio in tv sarà proiettata oggi e domani in 60 sale cinematografiche.
E’ risaputo che la Fallaci non voleva essere raccontata nè sul piccolo nè sul grande schermo, e ha detto tanti no, anche a Hollywood: cosa potrebbe pensare di questa fiction? «Se fosse ancora viva, sarei terrorizzata al pensiero che vedesse il film. Ma mi sono ispirata al suo coraggio. Comunque ho cercato di rispettarla». «Io credo ci avrebbe massacrato - confessa Turco -. Ma credo che avrebbe riconosciuto la nostra passione»
Vinicio Marchioni presta il suo volto a Alekos Panagulis, leader della resistenza greca e grande amore della giornalista e scrittrice: «Ho scoperto un uomo che dentro sè ne conteneva altri quindici. Era un anarchico, un rivoluzionario, infiammato di vita e di morte. Mi ha fatto sorridere che sia stato in grado di fare un attentato senza mezzi, con 10 metri di miccia. Era matto, sin dall’inizio. Una pazzia data dall’inseguire in maniera maniacale gli ideali di libertà».
«Quando abbiamo iniziato a scrivere la sceneggiatura - spiegano infine gli sceneggiatori Stefano Rulli e Sandro Petraglia - abbiamo scoperto una persona non catalogabile, molto libera. C’erano due diverse anime che convivevano, lei una profonda rabbia ed una profonda ironia. Abbiamo confrontato un'Oriana giovane e più progressista, e quella più anziana che difende i valori occidentali minacciati dall’Islam. In passato abbiamo raccontato altri eretici come don Milani e Perlasca, la Fallaci è un’altra eretica».

 

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