Gazzetta di Parma

Isis: picconate contro la storia

007, cresce il rischio di attacchi in Italia

26 febbraio 2015, 21:40

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Sono immagini di una violenza insensata e scioccante, sebbene diretta contro simboli della civiltà anzichè contro esseri umani, quelle di un nuovo video diffuso oggi dall’Isis in cui si vedono miliziani jihadisti abbattere e darsi metodicamente alla distruzione di statue e bassorilievi a prima vista antichi nelle sale di quello che sembra essere il museo di Mosul, dove sono custoditi reperti di Ninive, l’antica capitale dell’impero assiro.
E’ solo l’ultimo episodio - ma forse il più grave - di una campagna contro le vestigia del passato in nome di una presunta purezza islamica portata avanti dai miliziani del Califfato su imitazione dei Taleban che nel 2001 fecero saltare in aria le gigantesche statue del Buddha a Bamian, in Afghanistan, tra lo sconcerto della comunità internazionale. Dopo avere conquistato Mosul e la circostante piana di Ninive con una fulminea offensiva nel giugno dello scorso anno, l’Isis ha bruciato migliaia di libri sottratti alle biblioteche, improvvisando roghi nelle piazze, ha distrutto una parte della cinta muraria di Ninive ha distrutto con l’esplosivo moschee e chiese meta di pellegrinaggi considerati eretici. Da Mosul alcuni testimoni hanno riferito che, sempre oggi, i jihadisti hanno fatto saltare in aria la storica moschea di Al Khider.
Durante il video diffuso oggi, che dura cinque minuti, ci si sofferma sui cartelli in arabo e in inglese che illustrano i manufatti esposti nelle sale del museo. Le statue vengono abbattute con rabbia dai loro piedistalli, per essere poi decapitate e distrutte a colpi di mazza o con l’uso di martelli pneumatici. Tra quelle che hanno subito questa sorte, secondo l'annuncio fatto da un jihadista che parla agli spettatori, figura una statua di un toro alato che rappresenta l’antica divinità mesopotamica di Nergal. Quelli distrutti, spiega il miliziano, erano «idoli venerati invece di Allah da gente che viveva nei secoli passati».
L’Isis segue una dottrina fondamentalista sunnita secondo la quale è vietata qualsiasi riproduzione di esseri umani o animali, tanto più se raffigurazioni di dei. Tuttavia sono anche numerose le denunce secondo le quali i jihadisti si sono impadroniti di antichi reperti o hanno addirittura effettuato scavi clandestini per rivendere sul mercato nero tutto ciò che trovavano come una delle principali fonti di finanziamento per la 'guerra santà, accanto al petrolio.
Ninive, che raggiunse il suo massimo splendore nel VII secolo avanti Cristo, è ricordata per gli imponenti palazzi e per la biblioteca di Assurbanipal, con 25.000 tavolette in caratteri cuneiformi.

007, cresce il rischio di attacchi in Italia
In quanto epicentro cristianità. Relazione servizi segreti al Parlamento

L’Italia è un «potenziale obiettivo" di attacchi terroristici anche per «la sua valenza simbolica di epicentro della cristianità». Lo scrivono i Servizi segreti nella Relazione del Dis al Parlamento ribadendo che allo stato non sono emerse «attività o pianificazioni» di attacchi nel nostro paese.
Sebbene non sono emerse dalle indagini e dall’attività d’intelligence progettualità «ostili" riconducibili all’Is o ad altre formazioni collegate al jihad globale, spiegano gli 007, «la minaccia interessa anche l'Italia, potenziale obiettivo di attacchi pure per la sua valenza simbolica di epicentro della cristianità». Una valenza, ricordano i servizi, «evocata, di fatto, dai reiterati richiami alla conquista di Roma presenti nella propaganda jihadista».

 

Expo: 007; attenzione alta azioni contro giornata inaugurale

E’ alta l’attenzione dei Servizi riguardo la mobilitazione contro l’Expo a Milano, in particolare per la protesta che l’area antagonista sta organizzando per la giornata inaugurale della fiera il primo maggio 2015. La relazione del Dis (Dipartimento delle informazione per la sicurezza) al Parlamento sottolinea come la giornata è destinata a «richiamare nel capoluogo lombardo attivisti da tutto il territorio nazionale».
«Il circuito antagonista lombardo che contesta l’esposizione come paradigma del nuovo modello di sfruttamento umano e dei territori - spiega la relazione del Dis al Parlamento - si è fatto promotore di una campagna di occupazioni specie nelle aree limitrofe dell’area espositiva, con l’obiettivo di disporre di punti strategici per la gestione della protesta».

007; cresce rischio attacchi, anche da donne


C'è in Italia e in Europa un "crescente rischio di attacchi» terroristici ad opera «di varie categorie». Lo scrivono i servizi segreti nella relazione al Parlamento sottolineando che tra queste ci sono anche donne - mogli, familiari o amiche - di combattenti «attratte dall’eroismo dei propri cari, specie se martiri».
Non sono più dunque soltanto i foreign fighters o i lupi solitari a preoccupare l’intelligence, ma una serie di «categorie» di soggetti, «attori esterni o interni ai Paesi-bersaglio».
L’elenco stilato dai nostri 007 comprende «emissari addestrati e inviati dall’Is o da altri gruppi, compresi quelli che fanno tuttora riferimento ad Al Qaeda; cellule dormienti; foreign fighters di rientro o 'pendolarì dal fronte (commuters); familiari o amici di combattenti (donne incluse) attratti dall’'eroismò dei propri cari, specie se martiri; lupi solitari e microgruppi che decidano di attivarsi autonomamente (self starters)».

Rischio ripiego foreign fighters Ue in Italia

L’Italia potrebbe rappresentare una zona di «ripiegamento» per i foreign fighters che dall’Europa sono andati a combattere in Siria. Lo scrivono i servizi segreti nella relazione al Parlamento sottolineando che nel 2014 c'è stato un «significativo incremento» del flusso degli aspiranti combattenti verso i teatri di guerra.
Secondo i dati degli 007, si ipotizza che siano 3mila quelli partiti dalla sola Europa, di cui oltre 500 provenienti dai Balcani. Per quanto riguarda l’Italia, dicono i servizi, «la specifica minaccia deve essere valutata non solo per gli sporadici casi nazionali ma anche e soprattutto tenendo presente l'eventualità di un ripiegamento sul nostro territorio di estremisti partiti per la Siria da altri Paesi europei, anche in ragione delle relazioni sviluppate sul campo tra militanti di varia nazionalità».