Gazzetta di Parma

Tabiano, città del respiro o del degrado?

Marciapiedi e parcheggi malandati ed erbacce: ecco come si presenta il centro termale

05 agosto 2015, 17:59

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«Benvenuti a Tabiano Terme la città del respiro»: questo recita il cartello, posizionato nella rotatoria di ingresso al paese. Dispiace ammetterlo, ma quella battuta che spesso si sente fare di questi tempi «sarebbe meglio dire ...nella città del degrado» non è poi così fuori luogo. Non c’è marciapiede, aiuola, parco, piazza, via o parcheggio che non dia l’idea del degrado e della trascuratezza. E che si possano definire «decorosi».

Viale Fidenza Questo è il viale di ingresso nella piccola località termale. Gli alberghi chiusi, ed alcuni pieni di erbacce, sono già primo triste biglietto da visita. La siepe che contorna i marciapiedi è un tappeto di foglie secche, lasciate a terra da troppo tempo. Unica nota positiva, nel mese di giugno è stata posizionata un aiuola fiorita all’interno della fontana, nella piazza del Direzionale. Direzionale che non è mai decollato con i negozi e a tutt’oggi con la quasi totalità degli esercizi commerciali che hanno abbassato la saracinesca è diventato ancor più desolante. Poi si arriva alla La rotonda principale: il pino all’interno della rotonda è circondato da una piccola siepe di hypericum, naturalmente secca.

Viale alle Terme E' il viale centrale di Tabiano quello che conduce alle Terme. Sulla sinistra, salendo, si trova piazza Verdi, che, grazie a dio, è per lo meno sempre curata.

Parco Porcellini Il parco, creato qualche decennio fa dal Comune di Salso è sempre stato il fiore all’occhiello di Tabiano: ora è un fiore appassito, secco. L’emblema del degrado. Erbacce, cespugli a dir poco in disordine (solo nei giorni scorsi un gruppo di profughi e di operai comunali lo ha ripulito dalle foglie secche). I sentieri in autobloccanti non si riconoscono quasi più. La zona del piccolo parco giochi è lì da vedere: giochi rotti, cestini dei rifiuti stracolmi da chissà quanto tempo. Parte della bella staccionata dello «spray park» è divelta. Il ponticello che collega il parco con la zona del T Club è pericoloso, con le tante asse alzate. E ironia della sorte la targa spiega che il parco giochi è stato realizzato dalle Terme di Tabiano e dall’amministrazione «per il divertimento e svago dei piccoli ospiti in cura».
La parte alta del parco ormai è quasi impraticabile. I bei cespugli, gli alberi, le aiuole con le varie essenze sono invase totalmente da ogni sorta di sterpaglie. Il disordine è arrivato a tal punto che di sera la luce dei pochi lampioni del parco sembra quasi inesistente.

Viale Respighi Ai lati di viale Respighi, l’ultima via prima di giungere nei parcheggi dello stabilimento, ci sarebbe un altro bel parco. Usiamo il condizionale perché si fa fatica a considerarlo un parco. Per intenderci, comunque, è quello tra l’imbottigliamento e il parcheggio delle Terme. L’erba è inesorabilmente alta, la siepe è ormai scomparsa in mezzo alle varie erbacce. E pensare che in mezzo a quest’area ci sono tanti bei attrezzi ginnici in legno.
I parcheggi del Respighi. Quello di sinistra, in quanto a degrado, va a braccetto col parco Porcellini: asfalto dissestato, cordoli rotti, siepe inguardabile. L’altro, quello storico, si presenta in modo leggermente più decoroso: di quando in quando le aiuole sono tenute pulite.

Via Tabiano E’ la via che conduce a Salso. I marciapiedi, realizzati negli anni ‘90, offrono una bella passeggiata e un altrettanto bella vista sulle colline. Peccato che spesso e volentieri si debba fare la gimcana tra le erbacce, le foglie e le varie sterpaglie ai lati della collina.

Via Maria Luigia E’ la cosiddetta «zona residenziale» di Tabiano: condomini, villette a schiera, diversi alberghi. Ma anche qui non ci si fa mancare niente: marciapiedi inesorabilmente rotti e in qualche punto anche con piccole voragini. E poi non dimentichiamoci delle immancabili sterpaglie ai lati.

Viale Fonti E’ la via a più stretto contatto con lo stabilimento ed anche qui regnano le sterpaglie. Infine le aiuole fiorite: questo è un capitolo su cui non si può dir nulla. Nulla perché a Tabiano non esistono quasi più aiuole fiorite, a differenza di Salso ed eccezion fatta per quella all’ingresso delle Terme. Ru. Sar.