Gazzetta di Parma

Montecchio: "Profeti in patria", mostra su Pompili

22 ottobre 2015, 18:58

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Il Comune presenta la mostra "Profeti in patria: cammini d'artista a Montecchio Emilia" che presenta alcune grandi opere di Graziano Pompili collocate nelle suggestive sale del Castello Mediavale.
L'esposizione verrà inaugurata sabato 24 ottobre alle ore 10.30 in occasione dell'apertura ufficiale della 886° Fiera di San Simone.

La mostra sarà visitabile, oltre che nei giorni della fiera, nei seguenti orari
lunedì 9-13 e 15-18
martedì 15-18
mercoledì 9-13
giovedì 9-13 e 15-18
venerdì 15-18
sabato 9-12
domenica 15-19

PROFETI IN PATRIA – GRAZIANO POMPILI
LA MOSTRA INAUGURALE AL CASTELLO MEDIEVALE DAL 24 OTTOBRE 2015
Il progetto si svilupperà poi con altre esposizioni e iniziative fino a giugno 2016.


PROGRAMMA:
Eventi espositivi:
Ottobre 2015: Mostra inaugurale al Castello Medievale
Pasqua 2016: Mostra della ‘Via Crucis’ a Casa Cavezzi
Aprile 2016: Collocazione di alcune grandi opere in luoghi scelti del paese
Giugno 2016: Mostra antologica al Castello Medievale e a Casa Cavezzi

Altre iniziative in programma:
Visite allo studio dell’artista
Incontri con le scuole:
Incontro con l’Università Popolare La Sorgiva
Passeggiate guidate per Montecchio alla scoperta delle grandi opere installate nel paese 

Dice Angela Marchetti, assessore alla Cultura:  

Montecchio presenta una caratteristica rara, quella di essere una terra generosa di artisti. Vivono infatti in questo piccolo centro maestri di fama internazionale che, come spesso accade, sono scarsamente conosciuti dai loro concittadini. Ci piacerebbe invece che questi artisti potessero essere conosciuti soprattutto qui; non tanto per il loro valore artistico, che sicuramente non ha bisogno di Montecchio per essere riconosciuto, quanto proprio come persone che hanno trovato in questa nostra città il punto di partenza per un cammino che li ha portati a realizzare le loro aspirazioni più profonde. Vorremmo che l’incontro con la loro storia potesse rivelare quanto la nostra terra possa ancora essere “abitata poeticamente” e con passione nonostante la disillusione e la fatica di questo tempo, se torniamo a vederla come possibilità e non come terra desolata e priva di nutrimento per lo spirito. Credo che il racconto del loro cammino li possa rendere profeti, ossia possa farci vedere di nuovo quello che a volte, appesantititi dalle mille preoccupazioni quotidiane, abbiamo smesso di vedere e di inseguire, ovvero il movimento della vita che loro invece, con occhio instancabile, continuano a guardare e a tradurre per noi in opera. La speranza è che possano dare a qualcuno di noi la voglia di ripartire o di partire per la prima volta verso quello che dobbiamo realizzare, affondando i piedi in una terra che, anche grazie alla loro presenza, può ancora esserci madre.