Gazzetta di Parma

"Stai bene?" Quando Facebook è servizio pubblico

14 novembre 2015, 11:08

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Ne abbiamo accennato nell'articolo sulle testimonianze dei parmigiani presenti ieri sera a Parigi, ma sta diventando ora uno dei temi più utilizzati, ovviamente a margine delle vere e proprie cronache sul massaccro.

Una funzione di Facebook, che come si vede nella foto è intitolata in italiano "Stai bene?". Era già stata collaudata in altre occasioni, ad esempio calamità naturali negli Usa come tifoni e uragani. Ieri sera - purtroppo - ha avuto una ancor più vasta possibilità di utilizzo, perchè moltissime persone che si trovavano a Parigi se ne sono serviti per una immediata e tranquillizzante comunicazione agli amici di facebook, e quindi a molti amici effettivi o parenti.

In pratica, grazie alla geolocalizzazione, ogni utente di FB ha una doppia e immediata possibilità: far conoscere le proprie buone condizioni in una località oggetto di attentato (o appunto calamità naturale o altro) e conoscere a propria volta la presenza di amici in quella zona, per poi eventualmente contattarli.

Un "Grande fratello" a fin di bene? Apparentemente sì, almeno a giudicare da come la commentano molti utilizzatori, e soprattutto chi grazie ad essa ha potuto essere immediatamente rassicurato su chi sapeva trovarsi a Parigi. E a questo si potrebbe aggiungere l'utilità per chi svolge il nostro lavoro, ripensando a quando - in situazioni simili - ancora soo pochi anni fa ci si doveva attaccare ai telefoni e a un tam tam assai più rudimentale e faticoso.

Ma allo stesso tempo non possono aprirsi nuove e un po' inquietanti domande, sul grandissimo potenziale che web e social (a livello di gestori di milioni di utenti come appunto FB) hanno nei confronti della nostra vita e, pur se in questo caso è normale relegarla in secondo piano, della nostra privacy.

E una volta cessata l'emergenza (se mai cesserà...) e la necessità di privilegiare le informazioni di cronaca o le possibili spiegazioni di quanto accaduto, anche questo aspetto meriterà forse una riflessione non proprio secondaria......