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COLORNO

«Conflitto d'interesse», Manfrini nel mirino

03 maggio 2019, 05:00

«Conflitto d'interesse», Manfrini nel mirino

CRISTIAN CALESTANI

«Non eserciterò su materie di edilizia pubblica e privata e mi asterrò da votazioni che potrebbero generare conflitti o incompatibilità». Questo l’articolo 78 del Tuel (il Testo unico degli enti locali) che il candidato sindaco di «Colorno Domani» Valerio Manfrini (lista di centrosinistra, sostenuta da Pd e Psi) ha voluto inserire all’interno del programma elettorale, facendolo sottoscrivere a tutti i candidati consiglieri. Una dichiarazione – «a garanzia dell’imparzialità del ruolo richiesto al futuro sindaco», riporta il programma - che sta facendo discutere, visto l’incarico di geometra libero professionista che Manfrini ricopre in uno studio del paese.

Una situazione rispetto alla quale hanno chiesto chiarimenti Simone Guernelli, candidato sindaco del Movimento 5 stelle, e Alberto Padovani, candidato sindaco di ColornoLab. «A proposito del conflitto di interesse del candidato Manfrini, questione da lui stesso sollevata e a suo modo risolta, qualche domanda ci sorge – scrivono i 5 stelle - per ragioni di chiarezza nei confronti dei cittadini. Manfrini è stato negli ultimi cinque anni assessore con deleghe a Lavori pubblici, Viabilità, Sport e Patrimonio. A tal proposito gli chiediamo: come mai in questi cinque anni non si è preoccupato di possibili conflitti d’interesse tra la sua attività di assessore e quella di geometra iscritto all’albo, anche alla luce dei più recenti pareri dell’Anac (Autorità nazionale anticorruzione)? Può spiegare il motivo per il quale oggi sente il bisogno di rassicurare i cittadini, ai quali peraltro è noto proprio grazie alla sua attività politica e professionale? Inoltre, può dirci in questi ultimi cinque anni se l’albo dei geometri è stato messo a conoscenza del suo doppio ruolo di assessore e geometra, con il suo studio ubicato a Colorno? Può elencare ai cittadini di Colorno, tutte le decisioni assunte dalla giunta di cui ha fatto parte negli ultimi cinque anni che potenzialmente e teoricamente avrebbero potuto essere fonte di un conflitto d’interesse, sia riguardo la sua attività professionale, sia riguardo l’incidenza sul suo patrimonio? Infine, nel caso in cui gli elettori gli conferissero la carica di sindaco di Colorno, crede che sia sufficiente astenersi da ogni atto in potenziale conflitto d’interesse delegando i suoi collaboratori, quando di norma la nomina degli assessori che avranno le deleghe ai Lavori pubblici e all’Urbanistica è prerogativa del sindaco e sono persone di sua fiducia? Crediamo che i cittadini non debbano avere dubbi sull’imparzialità che un sindaco è tenuto a garantire, rispetto al ruolo di forte responsabilità a cui aspira, per di più se è titolare di interessi».

Padovani aggiunge: «Manfrini pronuncia quelle parole anche da assessore ai Lavori pubblici in carica. L’articolo 78 del Tuel sembrerebbe però non lasciare ambiguità sull’illegittimità del doppio incarico, geometra e assessore: “I componenti la giunta in materia di Urbanistica, di Edilizia e di Lavori pubblici devono astenersi dall’esercitare attività professionale di edilizia privata e pubblica nel territorio amministrato”. L’Anac ha confermato pienamente questo divieto. Per fugare ogni dubbio circa la legalità del suo comportamento, chiedo a Manfrini di citare l’articolo di legge sulla base del quale ha ritenuto gli fosse consentito di continuare la sua attività di geometra libero professionista e di fare pratiche edilizie, firmate da lui o dal suo socio, ricoprendo contemporaneamente l’incarico di assessore ai Lavori pubblici del Comune».

 

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