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L'eleganza del levriero: il predatore sofisticato che raggiunge i 70 all'ora

di Lia Begani - Valentina Tridente

25 Gennaio 2021,08:53

Bentornati‌ ‌cari‌ ‌compagni‌ ‌e‌ ‌compagne‌ ‌di‌ ‌branco!‌ Oggi torniamo a parlare di razze, in particolare ci occuperemo di un gruppo un po’ peculiare: i Levrieri. Forse non tutti sanno che: tra i vari gruppi di cani da caccia, i levrieri, sono gli unici il cui “mestiere” richiede la sequenza predatoria completa (ricerca, rincorsa e uccisione della preda). Ci sarebbero tantissime cose da dire su questi splendidi esemplari, indubbiamente la prima cosa da segnalare è che cani morfologicamente molto simili agli attuali Levrieri accompagnavano nella caccia le prime forme di civiltà umana, attribuendo origini molto antiche di questa tipologia di cani.

 

Se ne deduce naturalmente che si tratta di cani molto specializzati sulle attività venatorie; tuttavia, nel corso dei secoli, questi pelosi si sono distinti anche come eleganti accompagnatori dell’aristocrazia -  diciamocelo: essere accompagnati da questi splendidi atleti dal manto lucido aiuterebbe chiunque a darsi un certo tono. Molto più recente ne è “l’impiego” nella corsa sportiva. “Bene, care Compagne di Branco, ma come sono questi cani? Cosa dobbiamo aspettarci?”

Velocità alternata a pacatezza ed eleganza. I levrieri sembrano quasi dotati di una doppia personalità: così come possono diventare dei razzi propulsori (i più veloci possono raggiungere i 70 Km/h) con il giusto stimolo, sanno essere altrettanto posati e delicati nella circostanza opposta; a volte sembra infatti che quasi camminino sulle nuvole tanto il loro passo è leggiadro e felpato.
Predatorio molto alto. Questo gruppo di cani ha la tendenza a spegnere un po’ il cervello davanti ad uno stimolo predatorio importante, d'altronde la loro specializzazione è tanto antica e radicata che sarebbe complicato pretendere il contrario. Attenzione però, questo rende un po’ complicato per il proprietario concedere loro dei momenti di assoluta libertà soprattutto in contesti in cui è possibile imbattersi in animali selvatici soprattutto per le razze ancora molto specializzate sulla caccia. Quindi cari amici, è importante lavorare bene sulla relazione e sul richiamo con questo gruppo di cani.

Difficoltà col distacco.  Si tratta di cani che in molte occasioni lavorano in gruppo e di conseguenza non sono molto adatti a passare molte ore da soli: soffrirebbero particolarmente la situazione.
Atleticità. Si tratta di pelosi dalla grande resistenza fisica e che necessitano anche di una buona dose di attività giornaliera. E’ vero, cari amici, di certo non disdegnano il divano, a patto che gli si conceda la giusta dose di esercizio quotidiano. A questo gruppo appartiene una piccola eccezione (piccola di nome e di fatto) : il Piccolo Levriero Italiano. Quest’ultimo è un cane da compagnia, simpatico e discreto, a tratti un po’ cozza, non per l’aspetto ma per la sua innata attitudine alla spasmodica ricerca di contatto. Facciamo qualche esempio tra i più noti aggiungendo qualche dettaglio sulla razza.

Borzoi: splendido stangone dal pelo medio-lungo di origine Russa ha accompagnato diversi nobili, tra cui diversi Zar, e Poeti.

Levriero Afgano: anche detto “er capellone”, nati anch’essi come cani da caccia da diverso tempo vengono tenuti solo come affascinati compagni di vita - noi per prime siamo particolarmente invidiose delle loro chiome.

Saluki: levriero di origine Medio-orientale, è un grandissimo cacciatore.
Irish Wolfhound: anche detto “lo spilungone” si tratta infatti di un cane molto alto (con i suoi 80 cm al garrese degli esemplari più alti si gioca il primato con l’Alano) di origine Irlandese.
Galgo Espanol: levriero ancora oggi molto attivo nella caccia in Spagna, se ne trovano moltissimi esemplari anche in Italia a causa del fatto che il Galguero non sempre lo apprezza o lo tratta come dovrebbe, quindi in seguito all’abbandono finiscono nelle Perreras (canili spagnoli) da dove poi i volontari li cercano casa anche fuori dallo stato.

Whippet e Greyhound: due razze inglesi molto apprezzate nei cinodromi per l’attività di corsa nelle quali, come accennato in precedenza, farebbero scattare l’autovelox passando in un centro abitato. I Whippet hanno una taglia più contenuta rispetto al Greyhound  risultando più adatto allo scatto ma raggiungendo velocità minori.

Veniamo ora al proprietario ideale Sicuramente deve essere una persona che non passa troppe ore lontano dal suo cane e a cui piace fare belle scampagnate. Per comprendere queste razze si necessita di una certa sensibilità ed empatia di cui loro sono grandi portatori. Ecco, questi non sono proprio i cani adatti ai nostri amici più performativi o maniaci del controllo. NB: Quello che abbiamo descritto oggi riguarda cani allevati con un certo criterio, purtroppo tutti quei cani per cui avete scelto di fare splendide adozioni del cuore si portano spesso dietro forti traumi che li possono, alle volte, allontanare un po’ da queste caratteristiche.

 

Per questa settimana è tutto, vi lasciamo con una frase di Marguerite Yourcenar: Gli animali hanno propri diritti e dignità come te. E’ un ammonimento che suona quasi sovversivo. Facciamoci allora sovversivi: contro ignoranza, indifferenza, crudeltà.
  
Per ulteriori informazioni vi consigliamo di seguire l’appuntamento settimanale di “Compagne di Branco” in podcast su Spotify e in diretta su Radio Parma tutti i mercoledì dalle 15 alle 16
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HAPPY Questa cagnetta ha un muso che ispira esattamente il sentimento che c'è nel suo nome: Happy. Vorremmo chiedere a Carola Carmeci se volesse gentilmente prestarcela ogni tanto, per qualche ora giusto per una sana dose di buon umore.

PERLA La sua umana Angela Russo ci informa che Perla è molto dolce, affettuosa, ma anche un po' monella: infatti la Gazzetta se la tiene tutta per sé e di farla leggere agli altri non ci pensa minimanente. 

PEPE  Se ci fosse un premio o un podio per la foto migliore Pepe e i suoi umani Anna e Gianni Peschiera sarebbero sicuramente i vincitori. Purtroppo noi i cagnetti li amiamo tutti quindi ci limitiamo a complimentarci per lo scatto da medaglia!

NANA' Nanà non si limita a leggere quotidianamente la Gazzetta, ama infatti perdersi in letture anche più impegnate, in particolare Zolà che ha ispirato il suo umano Giancarlo Marusi a darle un nome così carino.

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