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Dalla Repubblica Ceca a Sorbolo per svernare: l'avventura a lieto fine dell'intrepido pettirosso

Visita regolarmente la mangiatoia messa a disposizione dall'ornitologa Simona Adorni

Dalla Repubblica Ceca a Sorbolo per svernare:  l'avventura a lieto fine dell'intrepido pettirosso

di Christian Marchi

04 Gennaio 2022,22:13

Ogni autunno la magia della migrazione si ripete: milioni di uccelli lasciano i luoghi in cui sono nati e si muovono in massa nei territori di svernamento. Anche a Sorbolo. Il protagonista di questa straordinaria storia è, infatti, un pettirosso proveniente dal Nord Europa che ha scelto di svernare in paese e di visitare regolarmente la mangiatoia invernale di Simona Adorni.


L'iniziativa
Nel maggio dello scorso anno, l’ornitologa sorbolese ha promosso insieme a Francesco Mezzatesta, Giorgio Aiassa e l’organizzazione inglese «Swift Conservation», l’installazione di tre nidi artificiali per rondoni sulla caserma dei Carabinieri. Il pettirosso calza un anellino metallico inciso con sigle e codici, una sorta di carta d’identità che ha permesso all’Adorni di conoscere il luogo in cui è stato applicato l’anello: la Repubblica Ceca. «In seguito ai contatti presi con Ispra e il National museum di Praga – ha spiegato Simona Adorni –, abbiamo potuto conoscere qualcosa in più sul nostro ospite e ricostruito una parte della sua impresa».


Il passaggio
«Sappiamo che il 28 settembre di quest’anno, sorvolando il passo di montagna di Cervenohorské Sedlo (sul confine ceco-polacco a 773 chilometri da qui), il pettirosso è incappato nelle reti dei ricercatori che lo hanno marcato e liberato. Il piccolo volatile è nato quest’anno ed è alla sua prima migrazione. I ricercatori cechi, entusiasti per la notevole notizia, sostengono che il pettirosso faccia parte, con buona probabilità, delle popolazioni nordiche che dai paesi scandinavi o baltici migrano nei paesi mediterranei per trovare risorse migliori».


Il viaggio
«Questo impavido pettirosso – ha concluso l’ornitologa sorbolese – ha senza ombra di dubbio affrontato un lungo ed epico viaggio. La sua presenza nei nostri territori ci dimostra nuovamente quanto sia fondamentale l’attività di inanellamento a scopo scientifico per lo studio dell’avifauna, quanta interconnessione ci sia tra la natura di differenti latitudini e quanta bellezza e incanto trasmetta uno dei fenomeni più entusiasmanti della natura, la migrazione». 

© Riproduzione riservata

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